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Consenso al Nido

Consenso al Nido

In questo articolo vedremo uno strumento per la costruzione del consenso durante le riunioni dell’equipe educativa di asilo nido. Questo strumento permette di concentrare l’attività del gruppo sul problem solving e non dispedere energie e tempo in discussioni a difesa dei propri punti di vista. Inoltre permette a tutte le educatrici di partecipare in modo influente nelle scelte, anche a quelle che solitamente evitano di prendere posizione.

Importanza per le educatrici di asilo nido di uno strumento per la costruzione del consenso

L’importanza di uno strumento per la costruzione del consenso è palese se si riflette su quanto spesso, nelle riunioni di equipe, le educatrici di asilo nido hanno decine di argomenti da analizzare e problemi da risolvere, spesso in maniera controversa e che implicano punti di vista personali e, a volte, resistenze. Altre volte, nelle riunioni d’equipe, alcune educatrici non partecipano al processo decisionale, come tirandosi fuori dalle scelte e riducendo quindi il valore collegiale delle scelte stesse. Ciò nonostante, molte decisioni devono essere un chiaro e convinto sì o no da parte di tutte.

Lo strumento di costruzione del consenso negli asili nido

Lo strumento di costruzione del consenso, se applicato con metodo, permette al gruppo di lavoro delle educatrici di asilo nido di concentrarsi sui processi di analisi dei problemi e di ricerca delle soluzioni, riducendo al minimo la fase in cui possono insorgere conflitti e resistenze di vario tipo.
Inoltre, il metodo della costruzione del consenso permette che le opinioni, le idee e le posizioni di tutte le educatrici siano considerate. In altre parole, la costruzione del consenso permette a tutte le educatrici di partecipare anche se “non se la sentono” o “non sanno cosa dire”.
Naturalmente, per essere usato durante le riunioni d’equipe, questo strumento sarà semplice, efficace e veloce. Vediamolo in pratica.

Lo strumento della costruzione del consenso in pratica

Invece di orientarsi all'imposizione della propria proposta o alla negazione delle altrui, ogni educatrice si annota le resistenze (in forma quantitativa) che sente nei confronti delle altre proposte.

Dopo una prima fase di analisi e discussione del problema, una delle educatrici scrive le proposte che sono emerse dall’equipe su un foglio o alla lavagna.

Ogni educatrice si crea una propria graduatoria in cui esprimere, su una scala prefissata, la resistenza contro una proposta.


Esempio di scala 0-5

Le educatrici possono usare ad esempio una scala di resistenza da 0 a 5:
0 = Ottima, sono d’accordo
1 = Buona, sono d’accordo ache se si potrebbe migliorare
2 = Sufficiente, mi va bene se proprio non troviamo di meglio
3 = Sufficiente, ma secondo me ha un sacco di problemi
4 = Non valida secondo me, ha troppi problemi
5 = Assolutamente sbagliata, crea più problemi di quelli che risolve

Ogni educatrice è libera di crearsene una propria. Questa scala è personale, e non passa per il gruppo.
Quello che conta è l’ordine della scaletta, che deve essere uguale per tutte.
Inoltre, se 0 è il massimo dell’accordo e 5 il minimo, allora alla fine si cercheranno le proposte con minor punteggio (e il contrario se si usano scale invertite).

Sfruttando la propria scaletta per la valutazione, ogni educatrice può chiedersi quale sarebbe la sua proposta ideale (prima scelta), quale la seconda, la terza, quale vorrebbe rifiutare completamente, applicandovi il proprio “punteggio”.

A questo punto si possono raccogliere questi “punteggi” personali e scriverli accanto ad ogni proposta.

Clicca per visualizzare un esempio di consenso

Esempio di consenso

Proposte Anna Bella Chiara Dafne Elena TOT
Proposta A (Anna) 0 5 3 3 1 12
Proposta B (Bella) 5 0 3 3 1 12
Proposta C (Chiara) 3 3 3 3 1 13


Secondo l’educatrice Anna, la proposta A è da scartare (5), mentre per Bella è ottima (0)
A questo punto si somma e si nota che la proposta C è quella che genera meno resistenze.

Alcune considerazioni.

Nell’esempio qui sopra, è evidente che Anna e Bella hanno presentato ognuna una propria proposta e, per motivi vari, da loro percepita come “in opposizione” a quella dell’altra educatrice. È possibile che, se si fosse passati ad una discussione per la votazione tra le proposte, si sarebbe scatenato un conflitto nell’equipe.
La proposta C, anche se non perfetta (come ammette anche l’ideatrice esprimendo un 3), raccoglie consensi da tutte.
È interessante notare anche che le educatrici Dafne e Elena hanno sempre votato uguale per qualsiasi proposta, come a non volersi in realtà esprimersi (ad esempio per possibili resistenze a parlare in pubblico). In questo modo hanno comunque potuto esprimersi.

Benefici del consenso

Durante la fase della analisi e discussione, ognuna può illustrare e caldeggiare la propria decisione, discutendo quelle altrui anche in maniera molto negativa. Questa discussione nell’equipe può essere utile a meglio evidenziare i problemi nascosti nella proposta, ma spesso innesca prove di forza e fa emergere resistenze nel gruppo di lavoro (in modo del tutto naturale).
Nonostante ciò, con il metodo del consenso si arriva ad una decisione in maniera serena e senza conflittualità: tutte possono “convivere” con questa soluzione.
In altre parole, non ci sono prove di forza, lotte tra sezioni, ecc. Non si deve difendere niente, quindi non ci sono perdenti e nessuna ha perso la faccia.
Inoltre, altrettanto importante, tutte collaborano al raggiungimento di un risultato complesso. Tale risultato è complesso anche dal punto di vista della composizione degli interessi impliciti e espliciti sottesi e molto rispettoso delle opinioni di tutte.

Una versione semplificata del consenso

Quando si devono prendere decisioni veloci in gruppi grandi e su poche proposte, si può adottare una versione semplificata.
Questa costruzione del consenso usa una scala limitata da 0 a 2:

  • Resistenza 2 = alzare 2 mani
  • Resistenza 1 = alzare 1 mano
  • Resistenza 0 = non alzare le mani

Si contano le mani alzate per ogni proposta e si individua così l’opzione che causa meno resistenza.

Nota per l’applicazione dello strumento del consenso

Lo strumento della costruzione del consenso funziona bene se il clima relazionale è sostanzialmente buono. Negli altri casi, sopratutto per le prime volte,  è consigliabile la presenza di un buon facilitatore (ad esempio la coordinatrice psico-pedagogica, se ha esperienza in merito).

Conclusione - Consenso

In questo articolo abbiamo visto uno strumento per la costruzione del consenso da usare nelle riunioni dell’equipe educativa, in maniera semplice e a nostro avviso utile negli asili nido. Dopo la fase di analisi e individuazione delle proposte, le educatrici non instaurano discussioni sulla “bontà” della propria proposta ma si soffermano ad analizzare le resistenze che sentono verso le altre proposte. Per far ciò, assegnano un proprio personale “punteggio” su una loro scala privata (con valori estremi uguali per tutte). Questi punteggi sono poi riportati sulla lavagna di fianco ad ogni proposta iniziale, permettendo di scegliere quella col maggior consenso, cioè le minori resisitenze. In tal modo possono partecipare anche educatrici che potrebbero non voler entrare in discussioni o conflitti.


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