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Attenzione e Progetto Educativo del Nido - Esempi

Attenzione e Progetto Educativo del Nido - Esempi

In questo articolo proponiamo alcune riflessioni ed esempi su come le educatrici di asilo nido possano concretamente considerare, nella elaborazione del Progetto Educativo, la promozione dello sviluppo dell’attenzione dei bambini di 0-3 anni. Queste considerazioni derivano dalle strategie e dalle azioni educative presentate nell’articolo Attenzione e suo Sviluppo al Nido – Strategie e azioni educative, in cui ci siamo concentrate su quanto le educatrici di asilo nido possono fare nella loro pratica educativa quotidiana per favorire le competenze dei bambini legate all’attenzione.
Questo articolo prende spunto da un corso di formazione della dottoressa Milena De Giorgi, psicologa, per Progetto Asilo Nido, dedicato all’aggiornamento dei coordinatori psicopedagogici e educatrici di nidi d'infanzia, ed è stato da lei redatto.

Importanza di considerare l’attenzione nel Progetto Educativo

Dal punto di vista di una educatrice di asilo nido, è chiara l’importanza di affrontare e definire le strategie di promozione dell’attenzione dei bambini in maniera organica nel proprio Progetto Educativo, dato che queste sono sinergie tra diverse azioni che si dipanano in tempi, situazioni e momenti educativi diversi.
Inoltre, date le peculiarità dello sviluppo dei bambini di 0-3 anni, anche per facilitare l’affermarsi delle competenze relative all’attenzione è opportuno operare sul contesto educativo generale che si proporrà ai bambini.

Attenzione al Nido – Progettare il contesto educativo

La promozione dello sviluppo dell’attenzione passa non solo attraverso azioni mirate (viste in Attenzione e suo Sviluppo al Nido – Strategie e azioni educative), ma anche attraverso il contesto educativo che le educatrici progettano, allestiscono e usano durante le loro interazioni e relazioni con i bambini. Anche per lo sviluppo dell’attenzione, infatti, ambiente, tempi e relazioni si integrano e operano in sinergia con le azioni educative, come solitamente accade in asilo nido.

Perché un bambino possa applicare e sviluppare ulteriormente le proprie competenze attentive, dovrebbe:

  1. Esser tranquillo fisicamente: a posto con cambio, esigenze fisiologiche, ecc.
  2. Esser tranquillo socioemotivamente: situazioni non di conflitto, evitare stress, ecc.
  3. Esser tranquillo emotivamente: educatrice come base sicura
  4. Avere stimoli coerenti con lo sviluppo del bambino per numero e complessità

Ecco quindi che assicurare al bambino una continua - o pressoché continua - situazione caratterizzata da questi quattro punti gli permetterà di esercitare al meglio le proprie competenze collegate all’attenzione e non solo.

Data la trasversalità e le caratteristiche generali, di contesto, questi aspetti dovrebbero essere più propriamente considerati a livello di progetto educativo e di programmazione di sezione. Pertanto, non li approfondiremo oltre in questo articolo, concentrandoci invece sui seguenti esempi specifici per l'attenzione.

Attenzione e Progetto Educativo – Criteri progettuali specifici

È possibile promuovere obiettivi educativi specifici per l’attenzione partendo dai seguenti criteri di lavoro:

  1. Prevedere e fornire abbondanza di stimoli coerenti con quanto il bambino abbisogna in quel momento dello sviluppo dell’attenzione, eventualmente modificando attività e situazioni educative con proposte di oggetti specifici
  2. Considerare le fasi iniziali di ciascun tipo di attenzione come Zone Prossimali di Sviluppo dell’attenzione
  3. Prevedere percorsi educativi che possano essere resi più complessi – e quindi più stimolanti per l’attenzione - in maniera veloce, anche durante le situazioni educative, ai fini di individualizzazioni educative mirate (vedi anche Individualizzazione di azioni educative al Nido - Buone pratiche).

Come vedremo nel seguito, di grande interesse progettuale sono i libri e i percorsi di lettura dialogata (dialogica) con i bambini.

Attenzione e Progetto Educativo – Temperamento del bambino

Come abbiamo visto in Temperamento al Nido, il temperamento del bambino gioca un ruolo notevole nell’attenzione del bambino. Per questo, il Progetto Educativo dovrebbe considerare attentamente questo aspetto, ad esempio:

  1. Considerando i temperamenti dei bambini di cui già si hanno informazioni
  2. Prevedendo modifiche – in base ai temperamenti dei bambini - in spazi e situazioni educative per permettere ad una educatrice di asilo nido di operare individualizzazioni mirate quando necessarie


1. Considerare i temperamenti

1. Considerare i temperamenti

Considerare i temperamenti già noti dei bambini permette di individualizzare spazi, tempi, rituali e situazioni educative in via preventiva e finalizzata alla promozione dell’attenzione, riducendo il carico di lavoro dell’educatrice e lo stress dei bambini durante le situazioni stesse. Ciò perché queste saranno già parzialmente ottimizzate per loro.

2. Prevedere modifiche

2. Prevedere modifiche su basi temperamentali

Prevedere modifiche in spazi e situazioni educative, da realizzare sul momento, garantisce alle educatrici una notevole tranquillità operativa e permette ai bambini di meglio approfittare di quanto loro proposto.

Queste considerazioni sono utili sia nella predisposizione delle attività strutturate (ad esempio: nella programmazione didattica di sezione), sia più in generale nella progettazione educativa.

Attenzione e Progetto Educativo – esempi

Vediamo ora alcuni esempi pratici di come si possa considerare l’attenzione nel Progetto Educativo di un asilo nido.


3-12 mesi

Attenzione e Progetto Educativo: esempi per i 3-12 mesi

Il sistema di orientamento dell’attenzione diviene pienamente operativo nel primo anno di vita (dai 5-6 mesi in poi). Durante questa fase, l’attenzione è collegata alla novità (oggetti, situazioni). La ripetizione, se da una parte riduce tale senso di novità, dall’altra porta il bambino a notare nuovi dettagli e quindi informazioni su quanto lo circonda.

Da qui la necessità per le educatrici di asilo nido di fornire al bambino:

  • Molti stimoli (es: il gran numero di oggetti diversi in un cestino dei tesori)
  • Nuovi o “relativamente nuovi” (es: ripresentandoli con intervalli di due-tre settimane)
  • Sufficientemente complessi, cioè che abbiano molti dettagli scopribili, anche durante osservazioni ripetute. Questa complessità è intesa in senso plurisensoriale!

Dal punto di vista di una educatrice di asilo nido, è interessante notare che tale fase dello sviluppo dell’attenzione è concomitante all’avvento del gioco euristico (vedi anche Gioco euristico – Punti chiave per le educatrici).

Dopo i 12 mesi

Attenzione e Progetto Educativo: esempi dopo i 12 mesi

Il successivo progredire del controllo esecutivo dell’attenzione può essere sostenuto dalle educatrici di asilo nido con la proposta di:

  • Giochi con aspetti manipolativi, con più oggetti in contemporanea
  • Giochi e attività che non si “esauriscano” in poche azioni. Questo significa essenzialmente 3 cose:
    • Gran quantità di oggetti per ciascun bambino (importante non solo nella fase del gioco euristico). Ad esempio per azioni di combinazione, costruzione, ecc.
    • Giochi in cui la fine di una fase costituisce l’inizio della successiva (es: nel simbolico, questo è particolarmente evidente)
    • Attività in sequenza (per i bambini più grandi) – Vedi  Attività in sequenza
  • Individualizzazioni mirate, basate sull’attenzione congiunta – Vedi  Attenzione congiunta al Nido e sviluppo

Dal punto di vista di una educatrice di asilo nido, è interessante notare che tale fase dello sviluppo dell’attenzione è pressoché concomitante con l’inizio della deambulazione e si situa in gran parte nella fase di gioco simbolico.

Libri e lettura per l'attenzione

Libri e lettura per lo sviluppo dell’attenzione

La lettura e l’uso dei libri sono, secondo noi di Progetto Asilo Nido, strumenti educativi molto utili per lo sviluppo dell’attenzione al Nido per i bambini con età maggiore di 12 mesi.

I libri, con le storie che vi si dipanano in sequenza  e usati sia autonomamente dal bambino, sia proposti dall’educatrice a più bambini vicini come lettura, corrispondono appieno ai punti su indicati. Ai fini dello sviluppo dell’attenzione, riteniamo molto utile la lettura dialogata (dialogica) – trattata in dettaglio nell’articolo Lettura al nido e correlati. Ciò perché tale lettura si presta bene alla creazione di momenti individuali di attenzione congiunta con ciascun bambino.

Inoltre, le educatrici possono proporre ai bambini libri e storie sempre più complessi, anche creandone appositamente in maniera integrata con il loro programma didattico - vedi ad esempio Grandi libri.

Uscite all'aperto

Uscite all'aperto: uno stimolo naturale all'attenzione

Le uscite all'aperto - giochi negli spazi esterni e/o in giardino - permettono alle educatrici di asilo nido di avere un contesto plurisensoriale e complesso “già pronto”, dedicato all'esplorazione in maniera naturale e molto utile per stimolare le competenze collegate all'attenzione.
Le attività all'aperto, consentono alle educatrici di concentrarsi sulle relazioni e le interazioni con i bambini e, dopo i 18-24 mesi, tra i pari. Ad esempio: sfruttando le molteplici occasioni di attenzione congiunta date da un bambino che si ferma ad osservare qualcosa.

Attenzione e Progetto Educativo - Articoli collegati

Una discussione di come l'attenzione si evolva seguendo lo sviluppo del bambino, alla base di quanto visto in questo articolo, è in Attenzione e suo Sviluppo al Nido, mentre una discussione su come sia concretamente possibile inserire lo sviluppo dell'attenzione in strategie educative specifiche e nell'agire quotidiano delle educatrici di asilo nido è proposta in Attenzione e suo Sviluppo al Nido – Strategie e azioni educative.

Attenzione e Progetto Educativo - Conclusioni

In questo articolo ci siamo concentrate sugli aspetti educativi dello sviluppo dell’attenzione che riguardano il Progetto educativo di un asilo nido. Abbiamo dapprima osservato l’importanza di progettare e poi proporre ai bambini un contesto educativo adeguato, che permette ai bambini di essere tranquilli sia fisicamente, sia socioemotivamente, sia emotivamente, e che fornisca loro stimoli coerenti con lo sviluppo per numero e complessità. Abbiamo poi visto alcuni esempi di inserimenti di azioni educative nel Progetto Educativo, sia per bambini dai 3 ai 12 mesi, sia per bambini oltre i 12 mesi, notando come la progettazione sia delle attività all'aperto, sia dell’uso di libri e della lettura permetta ad una educatrice di asilo nido di promuovere l’attenzione in maniera semplice e efficace.


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