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Attività e sviluppo a 12-18 mesi

Attività e sviluppo a 12-18 mesi

In questo articolo proporremo alcuni suggerimenti per attività didattiche e buone pratiche educative, utili alle educatrici di asilo nido per bambini di età compresa tra 12 e 18 mesi, basate sul relativo sviluppo. Questo articolo, curato dalla dottoressa Milena De Giorgi, si basa su Sviluppo del bambino 12-18 mesi, di cui riprende parzialmente la struttura dello sviluppo in otto ambiti.

Sviluppo e attività a 12-18 mesi

Le attività che una educatrice di asilo nido può inserire nel proprio progetto educativo si basano sullo sviluppo delle capacità e delle competenze che il bambino tra 12 e 18 mesi possiede o sta per conseguire (zona prossimale di sviluppo). I seguenti esempi di esperienze e attività possono ricadere in più ambiti, dato l’intreccio fra i vari punti della crescita del bambino.

Per una illustrazione dello sviluppo dei bambini di asilo nido nell’età 12-18 mesi si rimanda a Sviluppo del bambino 12-18 mesi.
Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo 12-18 mesi distinte nei seguenti ambiti.


Nota sul tipo di interazione prevista

Nota sul tipo di interazione prevista nelle attività 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi, le interazioni al nido sono prevalentemente tra educatrice e bambino, di tipo uno a uno sebbene già dai 10-12 mesi di età per il bambino ha iniziato ad acquisire importanza la presenza dei pari. Due delle competenze che modificano in maniera sostanziale le interazioni tra educatrice e bambino avvengono proprio in questa età: lo sviluppo della deambulazione prima e lo sviluppo della permanenza dell’oggetto poi.
L’educatrice di asilo nido deve operare con più bambini alla volta, quindi tra i 12 e 18 mesi una buona soluzione è aggregare i bambini in piccolo gruppo, anche grazie alle emergenti competenze sociali, e nello stesso tempo alternare le interazioni uno a uno tra i bambini. Gran parte delle interazioni con i bambini che avvengono in sezioni si concretizzano tramite il fenomeno di base sicura (vedi  Educatrice come Base Sicura), che consente con facilità tale alternanza e lo sfruttamento di occasioni per l’attenzione congiunta (vedi  Attenzione congiunta al Nido e sviluppo). L’educatrice dovrebbe in ogni caso stabilire, sorridendo, il contatto oculare con i bambini che sembrano cercarla (ad esempio: alzano la testa e la cercano con lo sguardo; le si avvicinano). Nel rivolgersi a turno ai vari bambini, deve aver cura di spostarsi nel loro campo visivo e chiamarli per nome, verbalizzando in tono incoraggiante quanto stanno facendo.

Attività e sviluppo del linguaggio 12-18 mesi

Attività e sviluppo del linguaggio 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi lo sviluppo del linguaggio, cioè in sintesi la capacità di ascoltare, capire e comunicare diventa significativo dato che il bambino inizia a produrre le prime parole. Una educatrice di asilo nido deve essere in grado di sostenere e promuovere questo sviluppo, partendo dalla consapevolezza delle fasi di sviluppo e creando un ambiente favorevole e stimolante, ad esempio con un registro linguistico semplice e chiaramente percepibile dal bambino (parole ben sillabate, non lunghe, univoche; frasi brevi e dirette; uso del nome proprio sia del bambino sia dell’oggetto o azione). Lo sviluppo del linguaggio durante questo periodo influenzerà l'intera vita del bambino.

Tra 12 e 18 mesi il bambino è in grado di comprendere e comunicare sempre più verbalmente; in particolare:

  1. Risponde a semplici domande e indicazioni
  2. Comincia a cantare canzoni
  3. Partecipa alla conversazione

Vediamo alcune attività relative allo sviluppo del linguaggio 12-18 mesi in dettaglio.

1. Risponde a semplici indicazioni e domande

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di comprendere, parlare e comunicare del bambino per cui egli comincia a rispondere a semplici domande e indicazioni, come afferrare oggetti offerti, consegnare oggetti ad altri, e comincia a rispondere a semplici indicazioni.

Attività: Cerchiamo il nasino

Da 12 a 18 mesi, la maggior parte dei bambini comincia a riconoscere alcune parti familiari del corpo.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino,  l’educatrice può proporre un gioco di ricerca, del tipo “Mi mostri il tuo naso? Dov’è finito il tuo piede?”, ecc. Questa attività si presta molto bene alla routine del cambio.

Buona pratica: Dare Indicazioni

Durante questa fase di sviluppo, la maggior parte dei bambini inizia a seguire le indicazioni semplici che le educatrici danno loro. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino: 
L’educatrice di asilo nido propone in forma ludica delle semplici istruzioni del tipo: “Dai, prendi la palla che giochiamo”, “Vai a prendere la palla, così giochi con...?".
L’educatrice deve sempre riconoscere e apprezzare il raggiungimento dell’obiettivo da parte del bambino. È consigliabile inserire nella frase anche un “grazie”, ad esempio: “Grazie per avermi portato la palla, sei stato molto bravo. Ora giochiamo...”
Nota. Tali indicazioni devono essere molto semplici e proposte in forma ludica. Inoltre è molto importante che esse siano coerenti con il livello di efficacia del bambino, cioè siano commisurate all’effettiva capacità di comprensione e di attuazione del bambino. In tal modo queste indicazioni saranno un gioco che garantirà un'esperienza positiva al bambino.

2. Comincia a cantare canzoni

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di comprendere, parlare e comunicare del bambino per cui egli cerca di cantare e mimare le parole chiave in canzoni semplici.

Attività: canzoni con suoni e rumori familiari

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone canzoni con suoni familiari e incoraggia il bambino ad unirsi nel canto. Ad esempio, “Nella vecchia fattoria” potrebbe essere una buona scelta. Ripetere le strofe con diversi suoni.
Utilizzare i versi degli animali già familiari al bambino è uno dei modi più facili e accattivanti per incoraggiare un bambino a partecipare al canto.

Attività: canzoni mimate

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone ai bambini diverse canzoni mimate, individuando quelle da loro preferite, riproponendole e ripetendole più volte ogni occasione. L’educatore, sopratutto nelle prime proposte, deve mostrare in maniera rallentata i movimenti delle mani che poi ciascun bambino potrà ricreare a proprio modo, cantando la canzone. Per un approfondimento sulle canzoni mimate, vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo.

3. Partecipa alla conversazione

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di comprendere, parlare e comunicare del bambino per cui egli inizia a rispondere e a partecipare a conversazioni quando qualcuno sta parlando con lui. Questo di solito inizia con il bambino che ripete singole parole di una conversazione.

 Buona pratica: Verbalizzazione con estensione

Quando il bambino comincia a balbettare o tenta di produrre le prime parole parole, per sfruttare a fini educativi tale capacità, l’educatrice di asilo nido dovrebbe cercare di coinvolgere il bambino in una conversazione a due, verbalizzando in maniera estesa ciò che sta attirando la sua attenzione. Lo spunto di solito è qualcosa che il bambino sta facendo o osservando. L’estensione può riguardare alternativamente: l’oggetto, l’uso che ne vuol fare il bambino, la possibilità di interazione con un pari, il contesto in cui l’oggetto si colloca.
Nota. Scambi come questo aiuteranno il bambino a sentirsi partecipe della conversazione e maggiormente stimolato nella interazione con l’educatrice.

Buona pratica: crea occasioni per verbalizzazione e attenzione congiunta

Tra i 12 e 18 mesi, in sezione i bambini iniziano a spostarsi e raccogliere oggetti e giocattoli per indagare. Ad esempio l’educatrice può attaccare una serie di foglietti o piccoli oggetti che i bambini possono, nel loro movimento, osservare e/o staccare.  L’educatrice può sfruttare queste occasioni per iniziare una conversazione, basandosi anche sulla attenzione congiunta. Un esempio di verbalizzazione è data dal parlare al bambino dell’oggetto che ha preso e tentato di mettere in bocca, invece di limitarsi ad esprimere il semplice:”No, non si mette in bocca”.

Attività e sviluppo dell’alfabetizzazione 12-18 mesi

Attività e sviluppo dell’alfabetizzazione 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi, per quanto riguarda lo sviluppo dell’alfabetizzazione, l’educatrice può, già a questa età, aiutare lo sviluppo delle future capacità di lettura e di alfabetizzazione con semplici, ma efficaci attività di supporto. In particolare l’educatrice può facilitare esperienze relative al linguaggio, ai suoi elementi costituenti e all’uso dei libri da parte dei bambini.

Tra 12 e 18 mesi il bambino è in grado di:

  1. Manifestare consapevolezza fonemica; in particolare il bambino:
    1. Tenta di cantare una canzone
  2. Manifestare consapevolezza del libro e del linguaggio scritto; in particolare il bambino:
    1. Manipola libri come se leggesse
    2. Osserva i libri in modo autonomo
  3. Manifestare attenzione alla scrittura; in particolare il bambino:
    1. Comincia a scarabocchiare

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo dell’alfabetizzazione a 12-18 mesi: in dettaglio.

1. Tenta di cantare una canzone

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare la consapevolezza fonemica dimostrata dal bambino per cui egli cerca di cantare le parole ripetitive ascoltate nelle canzoni.

 Attività: parole ripetute nelle canzoni

Quando un bambino comincia a produrre parole su base regolare, solitamente inizia anche ad imitare le parole ripetute (e quindi familiari) che sente nelle canzoni a lui proposte frequentemente. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido:
Deve cantare ai bambini canzoni con parole semplici e ripetute in maniera frequente. Tre o quattro canzoni sono sufficienti.
Nota. Ottimi risultati si ottengono con le canzoni mimate, tipo “Whisky il ragnetto”, ecc.

2. Manipola libri come se leggesse

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità iniziali di conoscenza e consapevolezza del libro e del linguaggio scritto del bambino per cui egli cerca di girare le pagine, tiene un libro come se leggesse e imita i suoni relativi alle immagini familiari.

Attività: gira la pagina tu che giro anch’io

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può aiutare il bambino a girare le pagine per guardare l'immagine successiva. Ad esempio: facendosi vedere dai bambini mentre sfoglia uno dei loro libri; sollevando il bordo della pagina in modo da permettere la presa al bambino; staccando le pagine una dall’altra (facilitando così la presa di una singola pagina).

Nota. Per i bambini tra i 12 e 18 mesi sono ideali libri illustrati (perché il bambino comincia a prestare attenzione alle immagini accattivanti), grandi (formato B5, per essere gestiti in maniera autonoma) e robusti (devono resistere a strappi, lanci, ecc.).

Attività: “Cestino dei libri”

Per sfruttare a fini educativi le iniziali capacità di conoscenza e consapevolezza del libro del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre il “Cestino dei libri”. Per approfondimenti su tale attività vedi Cestino dei libri.

3. Osserva i libri in modo autonomo

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità iniziali di conoscenza e consapevolezza del libro e del linguaggio scritto del bambino per cui egli inizia a prendere libri in modo indipendente e a chiedere (seppur occasionalmente) che l’educatrice legga un libro con lui.

 Buona pratica: Libri a portata di mano

Tra i 12-18 mesi, molti bambini iniziano a prestare attenzione alla presenza di libri nell’ambiente e a cercarli.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve assicurarsi che ci sia un buon numero di libri facilmente accessibili al bambino, in maniera autonoma.
I libri devono essere disposti a livello degli occhi del bambino o al di sotto. È indispensabile che vi sia spazio libero a sufficienza (meglio se vi è un angolo lettura), in prossimità dei libri, affinché più di un bambino possa sedersi e guardare il proprio libro.

Nota. La presenza di libri a portata di mano dei bambini è un parametro di qualità secondo la SVANI (vedi SVANI – Sottoscala 1 - Arredi e materiali).

Buona pratica: Ancora, ancora!

Tra i 12-18 mesi, i bambini amano guardare, sfogliare e leggere con l’educatrice gli stessi libri più e più volte. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido, dopo la lettura o narrazione ripetuta per più volte di un certo libro, lo mette dove i bambini possono trovarlo facilmente.
Se il bambino punta verso il libro o lo porta all’educatrice, questa ripropone la lettura/narrazione per almeno un paio di volte. È consigliabile usare questa richiesta di un bambino per creare una interazione tra educatrice e piccolo gruppo: “Chi vuole sentire la storia di...?”.

4. Comincia a scarabocchiare

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di attenzione alla scrittura del bambino per cui egli comincia a scarabocchiare e fare segni sulla carta quando gli si propongono strumenti di scrittura, come un grande pastello, anche a cera, o pennello.
Le educatrici possono proporre quanto sperimentato con i bambini nel semestre precedente (ad esempio la pittura con le mani e la pittura a dita edibile, vedi  Attività e sviluppo a 6-12 mesi) in modo da osservare come questi siano progrediti nello sviluppo. La riproposizione dovrebbe avvenire con un arricchimento di stimoli, ad esempio: proponendosi come modello; sfruttando l’attenzione congiunta, ecc.

 Attività: I nostri primi scarabocchi

Verso i 16-18 mesi, di solito i bambini iniziano a fare scarabocchi su un foglio, soprattutto se hanno avuto l’opportunità di osservare qualcuno che scriveva su un foglio o un disegno.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può: a) proporsi come modello, facendosi osservare dai bambini mentre scrive, anche con gesti esageratamente ampi; b) incoraggiare ciascun bambino a sperimentare, mettendo un foglio di fronte al bambino e dandogli uno strumento di scrittura sicuro, come un grande pastello o pennello, con colori atossici e facendo attenzione a eventuali usi pericolosi. Ogni tentativo deve essere riconosciuto e apprezzato dall’educatrice.

Nota. L’educatrice di asilo nido deve sorvegliare costantemente questa attività, sopratutto perché alcuni bambini metteranno in bocca gli strumenti, come parte della loro naturale sperimentazione. Un paio di “no” con il sorriso sono di solito sufficienti, sopratutto se l’educatrice incoraggia e elogia i tentativi fatti sul foglio. Ai bambini che preferiscono continuare a mettere in bocca l’educatrice dovrebbe sostituire lo strumento con un bastoncino pulito, e fornire come inchiostro del gel colorato (come ad esempio un budino di acqua e farina con colori alimentari). Nota: il mettere in bocca oggetti duri o coriacei può essere effettuato dai bambini anche per cercare sollievo all’emergere della dentizione.

Attività e sviluppo socio-emotivo 12-18 mesi

Attività e sviluppo socio-emotivo 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi, per quanto riguarda lo sviluppo socio-emotivo, il bambino continua a sviluppare una serie di competenze individuali, sociali ed emotive. Il bambino esprime emozioni diverse a seconda di come si sente (bene, a disagio) e di cosa prova (tristezza, allegria). Riconosce persone familiari e rispecchia le emozioni che lo circondano. Questi elementi sono alla base della costruzione di interazioni sociali con gli altri.

Tra 12 e 18 mesi il bambino è in grado di:

  1. Inizia a sviluppare il concetto di Sé; in particolare il bambino:   
    1. Si riconosce allo specchio

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo socio-emotivo a 12-18 mesi in dettaglio.

1. Si riconosce allo specchio

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le iniziali capacità del concetto di Sé del bambino per cui egli si riconosce e apprezza vedersi riflesso in uno specchio, di solito con un sorriso o spostandosi verso esso. La presenza di specchi di grandi dimensioni (sia in altezza sia sopratutto in larghezza) negli asili nido permettono quindi alle educatrici una serie di attività e buone pratiche educative basate su questa capacità. Gli specchi, come arredo educativo funzionale, dovrebbero essere presenti in buon numero e in molte parti delle varie sezioni.

 Buona pratica: Chi è là?

Tra i 12-18 mesi, i bambini amano guardare a se stessi e gli altri allo specchio. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido organizza parte della giornata davanti ai grandi specchi solitamente presenti nella sezione.
1. Frequentemente l’educatrice si avvicina ai bambini di fronte allo specchio e li impegna in conversazioni. Ad esempio: “Chi è quel bambino nello specchio? Sei tu, A.? E quello chi è?”

Attività: movimenti allo specchio

L’educatrice propone ai bambini di compiere alcuni movimenti da lei indicati davanti allo specchio. Ad esempio. “Adesso proviamo a rotolare”, “lanciamo la palla”, ecc.

Attività: primi travestimenti e primi trucchi

Per bambini sopra i 15 mesi. davanti allo specchio, l’educatrice di asilo nido si propone ai bambini con piccole modifiche nel vestiario (ad esempio: indossa un cappello strano, una sciarpona, ecc.) o con il viso truccato in maniera vistosa (“Adesso mi trucco da gatto, così poi ci vediamo allo specchio”). Queste proposte possono incuriosire i bambini e interessarli a un primo gioco di travestimenti e/o di trucco.
Nota. Il gioco del trucco deve essere proposto dall’educatrice in modo graduale e frequente (minimo una volta la settimana), rispettando i ritmi individuali di ciascun bambino. Inoltre, è possibile vi siano bambini che manifestano una forte resistenza al contatto corporeo con sostante colorate o estranee. In questi casi l’educatrice deve rispettare queste resistenze, proponendosi come modello da osservare e toccare per tali esperienze. Questo tipo di attività può rientrare nel progetto educativo dedicato all’introduzione graduale di sorprese e novità.

Attività e sviluppo motorio, benessere fisico e senso di sicurezza 12-18 mesi

Attività e sviluppo motorio, benessere fisico e senso di sicurezza 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi le capacità motorie del bambino sono in rapido sviluppo. Il bambino sta in piedi senza sostegno, cammina, diventa sempre più mobile. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, compito dell’educatrice è fornire un ambiente sicuro e incoraggiante che il bambino possa esplorare, sviluppando così le proprie abilità motorie.

Tra 12 e 18 mesi il bambino possiede:

  1. Capacità motorie in rapido sviluppo; in particolare il bambino:
    1. Sta in piedi e cammina
    2. Sovrappone 2 o più blocchi e inserisce pioli nei fori

Possiede inoltre capacità inerenti la Salute e la Sicurezza in rapido sviluppo, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione (qui non considerate).
Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo motorio, del benessere fisico e del senso di sicurezza a 12-18 mesi in dettaglio.

1. Sta in piedi e cammina

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli comincia a stare in piedi senza aiuto e comincia a camminare senza assistenza.

 Buona pratica: Incentivare i primi passi

Per sfruttare a fini educativi lo sviluppo delle capacità motorie del bambino, l’educatrice di asilo nido incentiva i bambini a camminare tenendoli per mano e facendo piccole passeggiate all’interno della sezione. L’educatrice può tenere entrambe le mani mentre il bambino sta acquisendo sicurezza, poi potrà passare ad una mano sola. Una semplice attività consiste nel disporre i bambini non deambulanti in un largo semicerchio, e muoversi poi con un bambino alla volta da una posizione all’altra.
Nota: l’educatrice deve fare attenzione a possibili urti con i bambini già deambulanti che si possono avvicinare a lei e al bambino.

Buona pratica: Incentivare la deambulazione

Per i bambini che iniziano a camminare e per sfruttare a fini educativi tale capacità, le educatrici di asilo nido dovrebbero ridurre la frequenza delle attività stazionarie, a favore attività che permettano il libero movimento nello spazio. In altre parole, prevedere delle attività “diffuse” nell’ambiente per incentivare la deambulazione. Un esempio di questa diffusione dell’attività è l’evoluzione del gioco euristico: dal Cestino dei Tesori alle Isole del Tesoro (vedi Gioco euristico - Isole dei tesori). Un altro esempio è la proposta di sfide da esplorare sempre più lontane une dalle altre.
Nota: l’educatrice deve sempre far attenzione a possibili urti con i bambini non deambulanti.

2. Sovrappone 2 o più blocchi e inserisce pioli nei fori 

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare la capacità di motricità fine in rapido sviluppo del bambino per cui egli  s’impegna in attività di accatastamento e sovrapposizione per creare una struttura, ed è in grado di costruire torri di 2 o più blocchi. Il bambino è in grado di inserire pioli o incastrare forme nei corrispondenti fori.

Buona pratica: incentivare le costruzioni

Per sfruttare a fini educativi lo sviluppo delle capacità motorie del bambino, l’educatrice di asilo nido propone ai bambini numerosi blocchi da costruzione raggruppati in più aree della sezione, considerando anche la necessità di spazio per il movimento dei bambini attorno alle torri. È consigliabile vi siano almeno due angoli dedicati alle costruzioni, distinti e lontani uno dall’altro. L’essere lontani l’uno dall’altro permette: a)di non intralciare il libero movimento dei bambini coinvolti in altre azioni; b)di favorire la deambulazione dei bambini interessanti alla costruzione (possono spostarsi da uno all’altro); c)di evitare la dispersione di blocchi e oggetti in giro per la sezione, cercando d’incanalare il naturale spostamento dei bambini in due aree dedicate.
Nota. L’educatrice dovrebbe sfruttare le costruzioni per la creazione di momenti di attenzione congiunta e interazione uno a uno. Per far ciò, l’educatrice deve attendere che il bambino la “chiami” alla torre (di solito si osserva che sposta l’attenzione dalla torre all’educatrice, alzando la testa e cercandola insistentemente con lo sguardo o in alcuni casi con gesti).
Nota. Le torri sono facilitate dall’avere a disposizione blocchi o oggetti con misure decrescenti. Ad esempio: una serie di bicchieri con diametri decrescenti; scatole anche da scarpe, di varie dimensioni.

Attività: Incastri

Verso i 15-18 mesi i bambini solitamente cominciano a far corrispondere gli oggetti agli spazi che questi possono occupare.
Per sfruttare a fini educativi lo sviluppo della motricità fine del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre giochi di incastri e semplice puzzle a blocchi. È consigliabile proporre tale attività in piccolo gruppo e in un angolo della sezione libero da possibili distrazioni, come altri giocattoli.

Nota: a questa età, la maggior parte delle volte il bambino scopre la giusta corrispondenza per prove ed errori, piuttosto che notare le somiglianze nella forma. È quindi consigliabile proporre giochi con forme molto diverse tra loro, in modo da promuovere il riconoscimento delle forme.

Attività e sviluppo dell’espressività creativa 12-18 mesi

Attività e sviluppo dell’espressività creativa 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi lo sviluppo dell’espressività creativa, cioè in sintesi la capacità di associare musica, movimento e parole, usare strumenti affini sonoro-musicali, utilizzare espressioni grafiche e di modellazione, continua a manifestarsi. Una educatrice di asilo nido deve essere in grado di sostenere e promuovere questo sviluppo, partendo dalla consapevolezza delle fasi di sviluppo e creando un ambiente favorevole e stimolante, ad esempio con proposte idonee.

Tra 12 e 18 mesi il bambino è in grado di:

  1. Associare musica, movimento e (almeno in forma iniziale) parole; in particolare il bambino:
    1. Tenta di unirsi verbalmente al canto
    2. Suona semplici strumenti musicali
  2. Iniziare a esprimere la propria creatività in forma grafica – scarabocchi – e con composizioni di oggetti; in particolare il bambino:
    1. Inizia a scarabocchiare
    2. Si diverte a pasticciare
  3. Giocare in modo simbolico (nizia la prima fase di gioco simbolico); in particolare il bambino:
    1. Riproduce semplici giochi di “far finta”

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo dell’espressività creativa a 12-18 mesi in dettaglio.

1. Tenta di unirsi verbalmente al canto

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di associare musica, movimento e parole del bambino per cui egli cerca di unirsi al canto dell’educatrice con le parole ripetute e a lui familiari contenute nel testo della canzone, o con le parole alla fine dei ritornelli.

Buona pratica: parole ripetute nelle canzoni

Quando un bambino comincia a produrre parole su base regolare, solitamente inizia anche ad imitare le parole ripetute (e quindi familiari) che sente nelle canzoni a lui proposte frequentemente. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido:
Deve cantare ai bambini canzoni con parole semplici e ripetute in maniera frequente. Tre o quattro canzoni sono sufficienti.
Nota. Ottimi risultati si ottengono con le canzoncine mimate, tipo “Whisky il ragnetto”, ecc., che uniscono alle ripetizioni verbali le ripetizioni gestuali.

 Buona pratica: Cambio del finale di ritornello

Tra i 12-18 mesi i bambini cominceranno a ricordare le parole ripetute nelle canzoni e canzoncine mimate a loro più familiari. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone una o due volte la canzone in maniera corretta, poi comincia a fermarsi quando arriva alle parole già conosciute dai bambini, lasciando che siano questi a dirle. Quando i bambini saranno ben sicuri (e più grandi, solitamente verso i 18 mesi), l’educatrice comincerà a dirne alcune sbagliate, facendosi correggere dai bambini. In pratica l’educatrice crea una interazione ludica con i bambini e, sfruttando il carattere di ripetitività nella proposta degli “errori”, propone una sua ritualizzazione. Questa forma di interazione ritualizzata riesce bene anche nel piccolo gruppo, e di fatto è una sorta di complicità tra educatrice e bambini che può ripresentarsi anche in situazioni diverse (molto utile nei tempi di attesa o nei momenti di transizione).

2. Suona semplici strumenti musicali

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di associare musica, movimento e parole del bambino per cui egli comincia a suonare semplici strumenti ritmici musicali come tamburi, tamburelli e xilofoni.

Attività: Primi suoni

Tra i 12-18 mesi, la maggior parte dei bambini sono affascinati dal percuotere oggetti, con il fondamentale movimento del braccio dall’alto verso il basso, sopratutto quando riescono a produrre un suono da tali azioni. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può fornire ai bambini:
Alcuni semplici strumenti musicali a percussione come tamburi o tamburelli

  • Xilofoni e metallofoni
  • Oggetti domestici come vecchie pentole, coperchi e mestoli di legno
  • L’educatrice può inoltre proporre:
  • Maracas (vedi ad esempio come costruire semplici maracas per asilo nido in Maracas per asilo nido)
  • Zangole sonore (vedi ad esempiocome costruire semplici zangole sonore in Zangola sonora per asilo nido)


Nota. Le educatrici dovrebbero prevenire i conflitti tra bambini proponendo un numero sufficiente di strumenti.

Variante per bambini più grandi. Si tratta di modificare i suoni che il bambino ottiene da quanto percuote, ad esempio proponendogli strumenti diversi per battere (legno e acciaio, palette o pennelli o bastoni, ecc).

Attività: Battere le mani a tempo

Dopo i 12 mesi, la maggior parte dei bambini cominciano a battere le mani. Solitamente l’educatrice di asilo nido li può coinvolgere nel ritmo di una canzone, iniziando a battere lei stessa il ritmo.
 Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre ai bambini musiche dal ritmo semplice e non veloce, oppure cantare delle canzoni con ritmo adeguato, battendo le mani e incoraggiando i bambini a farlo con lei.
Quest’attività si presta facilmente a situazioni educative di piccolo gruppo. È importante che l’educatrice, sorridendo, stabilisca il contatto oculare con ciascun bambino a turno e sopratutto con i bambini che sembrano cercarla (ad esempio: alzano la testa e la cercano con lo sguardo; le si avvicinano). Nel rivolgersi a turno ai vari bambini, deve aver cura di essere nel loro campo visivo e chiamarli per nome, verbalizzando in tono incoraggiante quanto stanno facendo.

3. Inizia a scarabocchiare

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di esprimere la propria creatività del bambino per cui egli inizia a usare strumenti di scrittura (pennello o un grande pastello a cera) per fare segni sulla carta o su altre superfici, in particolare quando osserva altri che scrivono o disegnano.

 Attività: Primi scarabocchi

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre ai bambini su una superficie o per terra dei fogli bianchi con pastelli a cera, pennelli, ecc. L’educatrice può incoraggiare i bambini a sperimentare i primi segni sulla carta, rispettando i tempi e i ritmi individuali di ciascun bambino.
È importante che  l’educatrice elogi ed incoraggi sia lo sforzo produttivo sia il “prodotto” finale del bambino con apprezzamenti verbali e sorrisi. Nota. Durante l’attività l’educatrice deve sorvegliare con particolare attenzione i bambini per la possibilità di mettere in bocca i pastelli o altro strumento di scrittura.

Attività: Pittura a dita

Una classica attività di questa età è la pittura a dita. Una pittura a dita edibile ed economica è quella indicata in  Attività e sviluppo a 6-12 mesi.

4. Si diverte a pasticciare

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di esprimere la propria creatività del bambino per cui egli comincia a pasticciare con materiali diversi (alimenti, acqua e altri materiali che stimolano i sensi).

Attività: Primi giochi con l'acqua

Tra 12 e 18 mesi, i bambini amano giocare nell'acqua. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve predisporre degli spazi in maniera adeguata. In particolare: angoli bagnati (o angoli piscina), spazi all’aperto, spazi interni facilmente asciugabili, lavabi nei bagni.
Predisposto lo spazio, l’educatrice di asilo nido deve calcolare i tempi considerando che sarà necessario asciugare e cambiare i vestiti ai bambini. A questo proposito, è molto interessante la proposta di giochi con l’acqua in tarda primavera-estate; tale periodo permette di far giocare i bambini praticamente nudi. L’educatrice propone ai bambini una serie di bassi contenitori contenenti acqua. Interessante è l’uso di una piscina gonfiabile ad anelli, avendo cura di gonfiarla ad un’altezza che permetta ai bambini di raggiungere l’acqua facilmente.
Poi l’educatrice propone una serie di oggetti e giocattoli concavi (ad esempio: tazze, mestoli di plastica) e galleggianti (ad esempio palline). Gli oggetti dovranno essere puliti. Nota: le ruote idrauliche (mulini) sono solitamente proponibili a partire dai 18 mesi.
L’educatrice, sorridendo, verbalizza e incoraggia ciascun bambino. Nota: è naturale che alcuni bambini dal temperamento più calmo potrebbero non apprezzare l’esperienza da subito. L’educatrice non deve forzarli.

Nota importante. L’intera area deve essere coperta da un telo pulito, perché:
Gran parte degli oggetti e dell’acqua che esce dai contenitori finisce prima o poi in bocca ai bambini. Gli oggetti che si sporcassero devono essere lavati in contenitore a parte e poi riproposti.
Il telo evita di scivolare.

Una variante da giardino. Dopo un bell’acquazzone, uscire con gli stivali e far avvicinare i bambini alle pozzanghere. Il resto lo fanno loro...

Attività: Prima manipolazione con pasta da modellare

Verso i 18 mesi, i bambini cominceranno a divertirsi nello sperimentare con i materiali molli, come le pasta da modellare.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone ai bambini sessioni di esplorazione tramite gioco con paste diverse: pasta di pane, acqua e farina, ecc. L’educatrice deve proporre queste attività manipolatorie in maniera funzionale ai bisogni di movimento tipici di questa età. Ad esempio, predisponendo i materiali su tavoli lontani uno dall’altro. L’educatrice deve favorire le relazioni e gli scambi tra bambini che nasceranno dall’uso del materiale.
Nota. Queste attività non devono mai essere eseguite in immobilità (da seduti) o per tempi troppo lunghi (superiori ai 15-20 minuti).
Nota importante. È fondamentale che le paste siano commestibili, dato che i bambini di quest’età ne assaggeranno sicuramente. Questo è naturale, quindi l’educatrice non deve impostare la gestione della sessione tramite dei continui “no”, ma basandosi su apprezzamenti, incoraggiamenti e elogi durante un prolungato contatto oculare.
Nota. L’educatrice deve sorvegliare continuamente per evitare incidenti quali pasta negli occhi o nel naso.

Attività: pittura con il corpo

Per sfruttare a fini educativi l’interesse del bambino per le attività sporchevoli, l’educatrice di asilo nido propone ai bambini la pittura con il corpo. La stanza dedicata alle attività sporchevoli dovrebbe essere non molto ampia, completamente piastrellata per esigenze di pulizia e dotata di specchi. In assenza di una tale stanza, è consigliabile utilizzare il bagno, possibilmente vicino ad uno specchio.
L’educatrice mette vicino a ciascun bambino dei colori atossici, lasciando a ciascuno la possibilità di toccarli e di sperimentarli sul proprio corpo. È importante che l’educatrice non suggerisca le azioni da compiere, ma lasci ai bambini completa autonomia
Dopo il contatto con la pittura, se l’attività è proposta in bagno, l’educatrice mette i bambini nel lavabo, dando loro l’opportunità di giocare con l’acqua.
Nota. Non tutti i bambini apprezzano il bagno in vasca. In questi casi è sufficiente che l’educatrice pulisca il bambino che non vuole giocare in vasca e lo rivesta.
Nota. In alcuni asili nido le educatrici propongono la pittura sul corpo dopo aver denudato completamente i bambini, lasciando loro addosso solo il pannolino. In altri asili nido, invece, si preferisce far spogliare i bambini solo a metà busto.

5. Riproduce semplici giochi di “far finta”

Verso i 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le iniziali capacità di gioco simbolico del bambino per cui egli inizia semplici giochi di finzione (dar da mangiare a una bambola, parlare con un oggetto come se fosse un cellulare). Nota: questi giochi sono manifestazioni simboliche, non imitazioni differite di attività fatte da adulti. Infatti, gli adulti non danno da mangiare ad una bambola, ma al bambino; quindi lui usa una azione già vista, facendola ora avvenire tra due soggetti simbolici: mamma=bambino che agisce, bambola=bambino che riceve).

Attività: Primi giochi del “far finta”

Per sfruttare a fini educativi tali prime capacità simboliche del bambino, l’educatrice di asilo nido può allestire in sezione, meglio se in punti distanti l’uno dall’altro, semplici angoli del gioco simbolico come, ad esempio, l’angolo del falegname, l’angolo della cucina, ecc.
Nota. In questa attività, l’educatrice deve rispettare tempi e ritmi propri di ciascun bambino nel proprio gioco simbolico. In particolare, bambini “lenti a partire”(tratto del temperamento, vedi Temperamento al Nido) possono impiegare vari minuti prima di iniziare e, solitamente, rispetto agli altri si stancano più tardi.

Buona pratica: gioco con le bambole

Per sfruttare a fini educativi le iniziali forme di gioco simbolico del bambino, l’educatrice di asilo nido deve aver cura di creare un angolo delle bambole. Giocare con le bambole è un ottimo modo per i bambini per proiettare all’esterno i propri pensieri e emozioni e imparare a gestirle. Nota. È necessario che vi sia almeno un bambolotto per bambino.
Nota sulla multiculturalità. È consigliabile che siano presenti anche bambole dai tratti somatici diversi; ad esempio bambolotti con tratti dell’estremo oriente, africani, ecc.

Attività e sviluppo degli approcci all'apprendimento 12-18 mesi

Attività e sviluppo degli approcci all'apprendimento 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi lo sviluppo degli approcci all’apprendimento passa attraverso le capacità di prendere iniziative e mostrarsi curioso da parte del bambino. L’educatrice può sostenere questo naturale senso di curiosità, fornendo elementi diversi nell'ambiente del bambino.

Tra 12 e 18 mesi il bambino è in grado di:

  1. Prendere iniziative e mostrarsi curioso; in particolare il bambino:
    1. Si veste e si spoglia da sé (con l’aiuto dell’educatrice)
    2. Percepisce e riconosce le differenze di temperatura, odore e gusto

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo dell’alfabetizzazione a 12-18 mesi in dettaglio.

1. Si veste e si spoglia da sé (con l’aiuto dell’educatrice)

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di prendere iniziative e di mostrarsi curioso del bambino per cui egli comincia a vestirsi e spogliarsi se assistito dall’educatrice. Il bambino comincia anche ad iniziare tali azioni e a proporle all’adulto vicino.

Buona pratica: incoraggiare a vestirsi

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino e promuovere la sua autonomia, l’educatrice di asilo nido deve verbalizzare (con tono incoraggiante, sorriso e contatto oculare) tutti i tentativi che egli fa per vestirsi. Ad esempio: l’educatrice può dire: “Marco, ecco qui i calzini. Dove vogliamo mettere questi calzini? Mi dai una mano?”, ecc., e nel frattempo dare in mano un calzino al bambino. Anche se il bambino non può ancora rispondere verbalmente, solitamente prenderà il calzino e cercherà di infilarlo sul piede. L’educatrice elogerà questi tentativi.

2. Percepisce e riconosce le differenze di temperatura, odore e gusto

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di prendere iniziative e mostrarsi curioso del bambino per cui egli inizia a essere consapevole, delle variazioni nelle temperature. Il bambino inizia anche a mostrare preferenza per cibi diversi, sulla base di un proprio gusto, e riconosce e apprezza odori e profumi.

Buona pratica: che profumo!

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre attività con materiali naturali in cui siano mescolati aromi e erbe aromatiche.

Attività e sviluppo del pensiero matematico 12-18 mesi

Attività e sviluppo del pensiero matematico 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi il bambino inizia a sviluppare capacità e competenze relative al pensiero matematico, cioè capacità di comprensione delle relazioni topologiche e delle classi.

Tra 12 e 18 mesi il bambino è in grado di:

  1. Manifestare comprensione dello spazio; in particolare il bambino:
    1. Fa cadere e recupera oggetti
    2. Gioca con gli oggetti e lo spazio

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo del pensiero matematico a 12-18 mesi in dettaglio.

1. Fa cadere e recupera oggetti

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di comprensione dello spazio (disposizione spaziale degli oggetti) del bambino per cui egli fa cadere oggetti di proposito, ad esempio in un contenitore o per terra, e li recupera, così come è in grado di passare oggetti all’educatrice. Questo fenomeno è uno dei primi passi verso la comprensione dei fenomeni di causa e effetto.
Nota: i fenomeni di causa e effetto sono molto importanti per lo sviluppo del cervello del bambino.
L’educatrice di asilo nido deve sempre considerare che a questa età i bambini amano muoversi, quindi non deve forzarli in lunghe situazioni di immobilità dedicate esclusivamente a aspetti particolari dello sviluppo.

Nota: il bambino fa cadere e recupera oggetti durante il pranzo. In questo caso è sufficiente che l’educatrice scelga tra due interazioni:

  1. Permettere al bambino di raccogliere l’oggetto fatto cadere, invitandolo a proseguire il pasto senza far cadere altri oggetti e proponendo un posticipo del gioco dopo il pranzo.
  2. Dopo la caduta, non raccogliere ma verbalizzare un apprezzamento di quanto fatto e un posticipo a dopo il pranzo; ad esempio: “Brava A., però ora non possiamo giocare così, sai perché? Perché stiamo mangiando! Così adesso mangiamo tutto e poi raccogliamo l’oggetto e giochiamo”.

In questo modo l’educatrice:

  • Non colpevolizza un comportamento naturale del bambino
  • Contemporaneamente valorizza il pranzo come momento di interazione piacevole (si parla, si scherza e si sorride con l’educatrice e i compagni) e dotato di propria specificità (ricordiamo che i bambini tendono sempre a seguire il rituale da loro codificato)
  • Sviluppa un’interazione sociale piacevole che può sostituire il gioco di caduta (contatto oculare, sorriso, verbalizzazione individualizzata), soddisfando nel contempo i bisogni ludici del bambino in quel momento.

Buona pratica: Causa e Effetto con il gioco congiunto

Tra i 12-18 mesi, i bambini di solito cominciano a far cadere oggetti di proposito, in modo da raccoglierli autonomamente o permetterne il loro recupero da parte dell’educatrice (creando così una interazione ludica uno a uno). Il bambino di solito continuerà quest’ultima attività fino a quando l'educatrice decide di interrompere il gioco.

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre cadute “diverse”. Ad esempio: in barattoli di metallo (suono), in bacinelle piene d’acqua (il giocattolo ritorna bagnato in mano al bambino), in bacinelle piene di stoffe o cotone, ecc.
 Contemporaneamente alla precedente proposta o in alternativa, l’educatrice gioca col bambino tramite verbalizzazioni e posizionamenti sempre più complessi dell’oggetto da far cadere. Ad esempio: dal raccoglierlo e darlo in mano a metterlo un po’ lontano, poi mezzo nascosto da un altro oggetto, poi sopra la testa, ecc., variando le verbalizzazioni delle proprie azioni e di quelle del bambino in modo coerente.

Nota. Chiaramente l’educatrice deve gestire più bambini. È importante ricordare sempre che non è necessario raccogliere subito l’oggetto lasciato cadere da un bambino, ma che vi sia una continuità nel gioco con ciascun bambino. Ad esempio, l’educatrice può spostarsi da un bambino all’altro ogni 30 secondi circa, continuando a verbalizzare quello che sta facendo e inserendo il nome del bambino a cui si rivolgerà in successione.

Nota. Questo tipo di gioco è fisicamente stancante e molto ripetitivo per l’educatrice, quindi non può durare a lungo; deve essere inteso, più che come un’attività, come una buona pratica da adottare in situazioni diverse. Per interrompere la ripetizione, l’educatrice avrà cura di sviluppare con i bambini un piccolo rituale di interruzione, solitamente basato sulla proposta di uno stimolo di passaggio. Ad esempio: “A., adesso che abbiamo giocato con questo oggetto, ci riposiamo un po’ e cantiamo Whisky il ragnetto”; “Ma cosa farebbe Whisky il ragnetto con questo oggetto caduto?”, ecc. Un’altra soluzione è variare il contesto della situazione in cui il bambino fa cadere l’oggetto; ad esempio: spostarlo dal tavolo a terra, con oggetti diversi, e iniziare un gioco di movimento.

L’educatrice avrà cura di osservare se il bambino manifesta una preferenza per un tipo di caduta, anche al fine di proporre cadute diverse.
Nota sulla sicurezza. Posizionare un telo pulito ove cadono gli oggetti, dato che la maggior parte dei giocattoli finiscono prima o poi in bocca al bambino, sopratutto se sotto i 14-15 mesi.

Attività: pioggia di giocattoli

Per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino far cadere e recuperare oggetti, l’educatrice di asilo nido posiziona i bambini seduti a terra, su un telo pulito, con vari oggetti di fronte a ciascun bambino, poi si siede in mezzo a loro. A questo punto inizia a lanciare in aria (non molto alto, basta poco al di sopra della testa dei bambini) alcuni oggetti, facendoli ricadere sul posto. I bambini, dopo la propria esplorazione di un oggetto, saranno incoraggiati dall’educatrice a “lanciarli in aria” (che a questa età è un semplice lasciarli cadere dalle mani). Una serie di “Evviva!” da parte dell’educatrice, seguiti da un “Bravo...” con il nome del bambino che ha fatto cadere l’oggetto è spesso una interazione sufficiente per molti minuti di gioco soddisfacenti per tutti i bambini.

Nota. Per quest’attività si consiglia l’uso di oggetti leggeri, morbidi, privi di spigoli. Una variante dell’attività si basa sulla proposta di piccoli palloncini gonfiati dalle educatrici e con dimensioni tali da poter essere afferrati dai bambini con una sola mano. L’uso dei palloncini incentiva naturalmente lo spostamento dei bambini che vorranno lanciare i palloncini (con entrambe le mani).

Attività: Tavolo pieno di giocattoli che cadono

Questa esperienza tenta di coniugare la capacità di far cadere e recuperare oggetti del bambino con la sua appetenza per il movimento grosso-motorio. In questo caso bambini e educatrice si spostano tra alcuni tavoli o ripiani o sedie su cui sono posizionati oggetti che i bambini possono esplorare e lasciar cadere per innescare l’interazione con l’educatrice. Con il crescere dell’età, il gioco può assumere sempre più i connotati di una esplorazione con riposizionamento da parte dei bambini su incoraggiamento dell’educatrice (vedi anche dopo, “Isole dei Tesori”).

Nota. Questa attività è stata da noi proposta in un paio di asili nido, senza ottenere molto coinvolgimento dei bambini, mentre in un terzo asilo nido è stata un successo. Il fattore determinante è probabilmente l’età media dei bambini al momento della proposta, che sembra debba essere circa 18 mesi.
Nota. L’attività, sopratutto dopo i 15 mesi circa, è molto amata dai bambini, se si propongono loro giochi con ruote (macchinine). I bambini di solito cercano di farle scorrere sul bordo e poi amano osservarne la caduta.

Attività: Isole del tesoro

Per una attività che abbiamo osservato molto apprezzata dai bambini, inerente al gioco Euristico, vedi Gioco euristico - Isole dei tesori.

2. Gioca con gli oggetti e lo spazio

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di comprensione dello spazio (disposizione spaziale degli oggetti) del bambino per cui egli comincia a far corrispondere gli oggetti con lo spazio vuoto (forma), come inserire un blocco dentro un buco di dimensione e forma adeguata a contenerlo.

Attività: Oggetti e spazi vuoti (incastri)

Verso i 18 mesi, il bambino inizierà a far corrispondere oggetti e spazi di forma simile, anche se ciò avviene solitamente attraverso prove ed errori, non grazie all’osservazione delle forme e dimensioni dello spazio vuoto (le educatrici osservano spesso a questa età che il bambino, per mettere un oggetto tondo nel foro tondo di un gioco, può provare tutti i buchi fino a che riesce a farci passare il blocco).
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre semplici giocattoli a incastro, sia in attività educative strutturate allo scopo sia preparandone alcuni in vari angoli della sezione per un’esplorazione autonoma da parte dei bambini.

Attività e sviluppo del pensiero scientifico 12-18 mesi

Attività e sviluppo del pensiero scientifico 12-18 mesi

Tra 12 e 18 mesi un primo aspetto dello sviluppo cognitivo e del pensiero scientifico del bambino è la consapevolezza sensoriale, cioè vedere, sentire, gustare, odorare e toccare. Semplici attività di scoperta ed esplorazione come manipolare e combinare oggetti e prendere coscienza delle parti del proprio corpo contribuiscono a promuovere il pensiero scientifico e lo sviluppo cognitivo nel bambino 12-18 mesi.

Tra 12 e 18 mesi il bambino è in grado di:

  1. Osservare le prime relazioni causa-effetto; in particolare il bambino:
    1. Fa rotolare e recupera una palla
  2. Osservare gli elementi e le azioni per brevi periodi di tempo (più lunghi del semestre di vita precedente) ; in particolare il bambino:
    1. Indica una o più parti del corpo

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo del pensiero scientifico a 12-18 mesi in dettaglio.

1. Fa rotolare e recupera una palla

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità del bambino di osservare le prime relazioni causa-effetto, per cui egli comincia a dimostrare la comprensione di ciò che accade quando una palla rotola lontano da lui. Ad esempio, il bambino capisce che una palla può essere recuperata se è rotolata via.

 Attività: Passaggio di palle

Verso i 18 mesi, i bambini cominceranno a notare una relazione tra il rotolamento e il recupero di una palla, osservazioni collegate alla relazione causa-effetto.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può di fronte ai bambini (ad esempio disposti a semicerchio) far rotolare una o più palle verso i bambini (al massimo una palla per bambino). Verbalizza sorridendo e incoraggia ciascun bambino a far rotolare verso di lei la palla. Solitamente le azioni dell’educatrice sono facilmente apprezzate dai bambini, anche nelle prime volte che si propone questa attività. Nota: attività tipicamente rivolta al piccolo gruppo; consigliabile in uno spazio destrutturato e privo di giocattoli.

Buona pratica: Incoraggiamento a prendere ciò che rotola via

Per sfruttare a fini educativi la capacità di del bambino di far rotolare e recuperare una palla, l’educatrice di asilo nido, durante le usuali interazioni in sezione, incoraggerà i bambini a cui una palla è rotolata via, o è stata fatta rotolare intenzionalmente, a recuperarla e a ripetere il gesto come gioco. Le verbalizzazioni possono essere ad esempio: “A., che brava, hai fatto rotolare la palla! Dai, prendi la palla che la facciamo rotolare ancora!”.
Nel caso che alcuni bambini portino la palla all’educatrice, questa può iniziare un gioco con ciascuno di questi bambini (verbalizzando ciò che sta per fare). Ad esempio: “Grazie A., che bella palla rossa! Dai, ora la facciamo rotolare e poi la prendiamo, così giochiamo assieme”. In pratica si sfrutta l’occasione di attenzione congiunta (il bambino mette la palla in mano all’educatrice che guarda lui e poi la palla, sorridendo), ai fini di iniziare un’interazione ludica. Questa buona pratica ben si adatta alle caratteristiche di movimento dei bambini di questa età.

2. Indica una o più parti del corpo

Tra 12 e 18 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità del bambino di osservare per brevi periodi di tempo per cui egli è in grado di indicare, e ne sembra affascinato, parti del corpo familiari e comincia a identificare e ricordare altre parti del corpo.

Buona pratica: Dov'è il tuo ...?

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve regolarmente toccare o indicare, nominandole, parti del corpo di ciascun bambino, partendo da quelle che già conosce come le parti del viso e degli arti.. Quando il bambino sembra iniziare a riconoscere le parti del corpo, l’educatrice può iniziare a chiedere, sorridendo “Dov'è il tuo...? Eccolo qui! Che bravo sei stato!”, “E questo come si chiama?”, “Dov’è finito il tuo naso?”, ecc. Questa attività è facilmente inseribile in qualsiasi situazione educativa, non solo nella routine del cambio.

Buona pratica: Inclusione delle parti del corpo nelle verbalizzazioni

A quest’età l’educatrice dovrebbe includere la parte del corpo che il bambino o lei stanno usando o a cui si stanno riferendo nella conversazione. Ad esempio: “Prendiamo la palla con le mani”, “Beviamo mettendo il bicchiere vicino alla bocca”, “Mettiamo il calzino al piede destro”, ecc.


Articoli collegati

Per una illustrazione dello sviluppo dei bambini di asilo nido nell’età 12-18 mesi si rimanda a Sviluppo del bambino 12-18 mesi.
Per una riflessione su come l'educatrice di asilo nido possa promuovere il fenomeno della base sicura, vedi Educatrice come Base Sicura.
Per una definizione e una analisi di come l'attenzione congiunta educatrice-bambino sia fondamentale per l'azione educativa e lo sviluppo del bambino: Attenzione congiunta al Nido e sviluppo.
Per un'analisi dell'importanza educativa delle canzoni mimate in asilo nido, vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo.
Per una definizione e alcune riflessioni sull'importanza del temperamento del bambino per l'educatrice di asilo, vedi Temperamento al Nido.

Conclusioni - Attività a 12-18 mesi di sviluppo

In questo articolo abbiamo proposto alcuni suggerimenti per attività didattiche e buone pratiche educative, utili alle educatrici di asilo nido per bambini di età compresa tra 12 e 18 mesi, basate sul relativo sviluppo. In particolare ci siamo concentrati sui seguenti aspetti dello sviluppo: 1) Linguaggio, con attività in cui il bambino: Risponde a semplici domande e indicazioni; Comincia a cantare canzoni; Partecipa alla conversazione; 2) Alfabetizzazione, con attività in cui il bambino: Tenta di cantare una canzone; Manipola libri come se leggesse e li osserva in modo autonomo; Comincia a scarabocchiare; 3) Socio-emotivo, con attività in cui il bambino: Si riconosce allo specchio; 4) Motorio, benessere fisico e senso di sicurezza, con attività in cui il bambino: Sta in piedi e cammina; Sovrappone 2 o più blocchi e inserisce pioli nei fori.
Infine, per quanto riguardo lo sviluppo cognitivo a 12-18 mesi, ci siamo concentrati sui seguenti aspetti: 5) Espressività creativa, con attività in cui il bambino: Tenta di unirsi verbalmente al canto e suona semplici strumenti musicali; Inizia scarabocchiare e si diverte a pasticciare; Riproduce semplici giochi di “far finta”; 6) Approcci all’apprendimento, con attività in cui il bambino: Si veste e si spoglia da sé (con l’aiuto dell’educatrice) e percepisce e riconosce le differenze di temperatura, odore e gusto; 7) Pensiero matematico, con attività in cui il bambino: Fa cadere e recupera oggetti; Gioca con gli oggetti e lo spazio; 8) Pensiero scientifico, con attività in cui il bambino: Fa rotolare e recupera una palla; Indica una o più parti del corpo.
Le attività da noi proposte, che una educatrice di asilo nido può facilmente inserire nel proprio progetto educativo, si basano sullo sviluppo delle capacità e delle competenze che il bambino tra 12 e 18 mesi possiede o sta per conseguire (zona prossimale di sviluppo).


Progetto Asilo Nido & Social