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Attività e sviluppo a 0-6 mesi

Attività e sviluppo a 0-6 mesi

In questo articolo proporremo alcuni suggerimenti per attività didattiche e buone pratiche educative, utili alle educatrici di asilo nido per bambini di età compresa tra 0 e 6 mesi circa, basate sul relativo sviluppo. Questo articolo, curato dalla dottoressa Milena De Giorgi, si basa su Sviluppo del bambino 3-6 mesi, di cui riprende parzialmente la struttura dello sviluppo in cinque ambiti.

Sviluppo e attività a 0-6 mesi

Le attività che una educatrice di asilo nido può inserire nel proprio progetto educativo si basano sullo sviluppo delle capacità e delle competenze che il bambino tra 0 e 6 mesi possiede o sta per conseguire (zona prossimale di sviluppo). I seguenti esempi di esperienze e attività possono ricadere in più ambiti, dato l’intreccio fra i vari punti della crescita del bambino.

Per una illustrazione dello sviluppo dei bambini di asilo nido nell’età 0-6 mesi si rimanda a Sviluppo del bambino 3-6 mesi.
Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo 0-6 mesi distinte nei seguenti ambiti.


Nota sul tipo di interazione prevista

Nota sul tipo di interazione prevista nelle attività 0-6 mesi

Tra 0 e 6 mesi, le interazioni al nido sono esclusivamente tra educatrice e bambino, del tipo uno a uno. Dato che l’educatrice deve operare con più bambini alla volta, dovrà alternarsi tra ognuno di questi mentre gli altri si intratterranno su tappetini adeguatamente predisposti con oggetti, ecc. L’educatrice deve comunque stabilire il contatto oculare, sorridendo, con i bambini a lei vicini che sembrano cercarla. Inoltre deve rivolgersi a turno ai vari bambini, spostandosi nel loro campo visivo e chiamandoli per nome, verbalizzando in tono incoraggiante e con un sorriso quanto sta succedendo.
Una delle azioni educative fondamentali dell’educatrice verso i bambini 0-6 mesi è di permettere loro lo sviluppo di un attaccamento sicuro; maggiori dettagli in Creare legami di attaccamento sicuro al Nido.

Attività e sviluppo del linguaggio 0-6 mesi

Attività e sviluppo del linguaggio 0-6 mesi

Tra 0 e 6 mesi lo sviluppo del linguaggio è già ben avviato, infatti, il bambino è in grado di ascoltare, rispondere e comunicare.
Tra 0 e 6 mesi il bambino è in grado di:

  1. Ascoltare e comprendere una voce familiare; in particolare il bambino:
    1. Risponde a una voce familiare
  2. Comunicare (anche se ancora non parlare); in particolare il bambino:
    1. Grida e piange per esprimere bisogni, disagio o tristezza
    2. Inizia a vocalizzare e ridere per esprimere felicità, emette suoni propositivi, sorride
  3. Esprimere felicità e altre emozioni primarie con suoni e atteggiamenti; in particolare il bambino:
    1. Inizia a vocalizzare e ridere per esprimere felicità, emette suoni propositivi, sorride

Vediamo alcune attività relative allo sviluppo del linguaggio 0-6 mesi in dettaglio.

1. Risponde a una voce familiare

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità del bambino di ascoltare e comprendere una voce familiare per cui egli comincia a girare la testa, a stabilire un contatto visivo e a sorridere quando sente una voce familiare.

Considerazioni per l’educatrice di riferimento

I servizi di asili nido dovrebbero cercare di mantenere la stessa educatrice per ogni bambino. I lattanti dovrebbero poter udire una voce familiare ogni giorno.
L’educatrice deve parlare ai bambini regolarmente durante ogni giorno.
L’educatrice potrebbe cantare semplici canzoni per il bambino quando gli è vicino e in particolare quando se ne prende cura (routine).

Attività: Voci dei genitori

Le voci dei genitori possono confortare un bambino molto piccolo quando è all’asilo nido. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido invita i genitori a registrare canzoni o semplici filastrocche su CD o altro supporto.
L’educatrice può quindi riprodurre le voci dei genitori nei momenti in cui il bambino ha bisogno di un maggiore comfort. In tali casi si usano le voci come sottofondo: le voci dei genitori non si rivolgono direttamente al bambino.

2. Grida e piange per esprimere bisogni, disagio o tristezza

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di comunicazione del bambino per cui egli piange per esprimere le sue necessità e quando qualcosa gli crea disagio. Inoltre, crescendo, inizia a manifestare col pianto anche disagi complessi, come la tristezza.

 Buona pratica: Verbalizzazioni

Durante i primi mesi di vita, il bambino piange per esprimere il proprio disagio. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve usare il linguaggio verbale per cercare di confortare il bambino, in particolare associandolo ai momenti di cura.
L’educatrice dovrebbe usare frasi del tipo: “Hai fame. È questo che stai cercando di dirmi? Adesso arriva la pappa.”, ecc.
Associare in modo coerente la verbalizzazione (e la comunicazione non verbale) alle azioni di cura e alle interazioni col bambino.

Attività: musica rilassante

La riproduzione di musica rilassante, a basso volume, a volte può aiutare a calmare un bambino che è a disagio. Per sfruttare in asilo nido tale particolarità di alcuni bambini, l’educatrice può scegliere una musica che sia rilassante e possibilmente familiare al bambino (chiedendo ai genitori). Nota: alcuni bambini non amano la musica in sottofondo. Quasi tutti però apprezzano la voce umana che canticchia qualcosa di melodico. L’importante è non creare un ambiente confuso o frastornante, che può generare stress nei bambini (vedi anche Stress nei bambini al Nido - Cause).

3. Inizia a vocalizzare e ridere per esprimere felicità, emette suoni propositivi, sorride

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di comunicazione del bambino per cui egli inizia a vocalizzare e ridere per esprimere felicità, emette suoni propositivi, sorride. Alcuni suoni propositivi sono ad esempio i gorgoglii e, più avanti nel tempo, lallazioni e balbettii.

Buona pratica: rispondere ai tentativi di sorriso

Durante i primi mesi di vita, i bambini di solito cominciano a rispondere con un sorriso quando si sentono felici. Quest’azione è spesso in risposta a qualcuno che parla loro direttamente. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice deve sempre rispondere quando un bambino sta cercando di sorridere per mostrare la felicità.
L’educatrice dovrebbe continuare a parlare direttamente al bambino in modo positivo e con il sorriso, in modo da riflettere la gioia che il bambino sta esprimendo (rinforzo tramite rispecchiamento).
L’educatrice deve continuamente tentare di ottenere risposte di sorriso (ad esempio: solleticare lievemente il bambino, sorridendo con la faccia vicina a lui).

Attività: Batti batti le manine

Il gioco di “ Batti batti le manine “ o una simile canzone mimata (vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo), può essere un ottimo modo per far sorridere i bambini. Pur solitamente proposto a bambini più grandi, “Batti batti le manine” può essere sfruttato dall’educatrice a fini educativi già da quando il bambino si impegna nel contatto visivo e risponde alle voci (di solito 3-4 mesi).
L’educatrice, mantenendo il contatto visivo col bambino che, in quel momento le è vicino (o che tiene in braccio) e sorridendo, usa le sue mani per fare “ Batti batti le manine “ possibilmente entro il campo visivo del bambino stesso.
Con movimenti dolci e lenti, canticchiando e sorridendo, aiuterà il bambino a sentire fisicamente la felicità del momento.
L’educatrice avrà cura di ripetere “ Batti batti le manine “ con la stessa modalità a turno anche con gli altri lattanti che ha in carico.

Attività e sviluppo socio-emotivo 0-6 mesi

Attività e sviluppo socio-emotivo 0-6 mesi

Tra 0 e 6 mesi lo sviluppo delle competenze sociali ed emotive si manifesta con le prime interazioni sociali del bambino.  Queste prime interazioni sono costituite dal riconoscimento e dal rispecchiamento delle emozioni delle persone familiari che lo circondano. Inoltre, il bambino inizia a esprimere emozioni ben distinte tra loro asseconda di come si sente, o di cosa ha bisogno (ad esempio se è a disagio per qualcosa).
Tra 0 e 6 mesi il bambino è in grado di:

  1. Godere delle interazioni sociali; in particolare il bambino:
    1. Ricerca il contatto oculare, riconosce persone familiari, sorride e ride
  2. Cooperare con l’adulto e intrattenere relazioni sociali; in particolare il bambino:
    1. Riconosce persone familiari
    2. Cerca sicurezza con gli adulti familiari
  3. Riconosce i membri della propria famiglia; in particolare il bambino:
    1. Riconosce e preferisce i membri della propria famiglia

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo socio-emotivo a 0-6 mesi in dettaglio.

1. Ricerca il contatto oculare, riconosce persone familiari, sorride e ride

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità del bambino per cui egli cerca e apprezza le interazioni sociali: ad esempio ricerca il contatto oculare, riconosce persone familiari, sorride e ride.

Buona pratica: interazioni sociali

A questa età, il bambino sorride quando è impegnato in un’interazione sociale. Il collegamento tra contatto oculare e sorriso è la base delle interazioni sociali con l'educatrice che interagisce con lui
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido dovrebbe cercare ogni occasione per coinvolgerlo in interazioni sociali, usando sia verbalizzazioni sia espressioni corporee e mimica facciale.
Per questa buona pratica è necessario all’educatrice molto esercizio, ma la soddisfazione che se ne ricava è significativa e ripagante.

Attività: prime proposte del Gioco del Cucù

Quando il bambino può tenere la testa eretta e guardarsi intorno, stabilire un contatto visivo e iniziare a rispondere, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino l’educatrice di asilo nido può iniziare il Gioco del cucù. L’educatrice può: Nascondere parzialmente il proprio viso dalla visuale del bambino, usando un oggetto o le mani.
 Entrare lentamente nella visuale del bambino, sorridendo e esclamando: “cucù”. L’importante in questo caso è il sorriso e il creare un momento di condivisione emotiva piacevole in maniera ripetuta. Se il bambino risponde positivamente, ripetere aumentando la durata.

Le educatrici devono tener presente che tale proposta non necessariamente produce gli esiti previsti, dato che il gioco del cucù è tipico di età superiori (si consideri che esso è legato anche alla permanenza dell’oggetto). Nel caso il bambino non risponda positivamente a queste interazioni, il gioco del cucù potrà essere ripreso più avanti.

Nota: l’educatrice e il personale che transitano nella stanza devono evitare di spostarsi rapidamente o utilizzando volumi di voce troppo alti. L'obiettivo di questa attività è di aiutare il bambino a impegnarsi socialmente, evitando nel contempo di spaventarlo. Si osservi a tal proposito che tentare un gioco del cucù con un oggetto è inutile.

2. Riconosce persone familiari

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di cooperazione con l’adulto e di mantenimento delle relazioni sociali del bambino per cui egli inizia a riconoscere le persone familiari, cioè che sono regolarmente parte della sua vita come i genitori, i fratelli e l’educatrice di riferimento.

 Buona pratica: Galleria dei ritratti

Quando il bambino inizia a riconoscere le persone familiari, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può aiutarlo fornendogli immagini dei membri della famiglia e di altre persone che fanno parte della sua vita quotidiana. L’educatrice può: Mostrare le immagini della famiglia (grandi immagini singole funzionano meglio) in un posto rialzato, al di fuori o vicino alla culla del bambino. Importante: all’interno del campo visivo del bambino.
 Un'altra variante potrebbe essere per l’educatrice montare un'immagine dei membri della famiglia su un supporto tale che possa essere mostrata davanti al bambino.

Buona pratica: Riconoscimento dell’educatrice

Intorno all'età di 4 mesi, per sfruttare a fini educativi la capacità di riconoscimento del bambino una buona pratica consiste nel coinvolgere i genitori in una semplice attività di riconoscimento dell’educatrice.
L’educatrice chiede ai genitori che la chiamino per nome e la indichino (avendo cura di farlo entro la visuale del bambino) all’entrata in asilo nido. Altrettanto farà l’educatrice verso il genitore in uscita.
Le persone (adulti e altri bambini) che entrano in sezione devono essere presentate per nome dall’educatrice del bambino (avendo cura di farlo entro la visuale del bambino). All’uscita della sezione l’educatrice li saluterà per nome, con piccola verbalizzazione (avendo cura che di farlo entro la visuale del bambino).
Questa buona pratica deve essere ripetuta costantemente tutti i giorni, durante la routine d’entrata e uscita (vedi  Routine al Nido - Ingresso Routine al Nido - Uscita).

3. Cerca sicurezza con gli adulti familiari 

Il bambino mostra di sentirsi a proprio agio quando è affidato a persone familiari e comincia a mostrare preferenza per loro.

 Buona pratica: arriva la nuova educatrice

Quando una nuova educatrice è assegnata ad un bambino o quando il bambino è appena inserito nell’asilo nido, tutti gli adulti devono sforzarsi per il suo ambientamento.
Questo in pratica significa che, quando una nuova educatrice (ad esempio: collega che subentra nel turno) prende in carico un bambino di 3 mesi o poco più, il Servizio dovrebbe creare un ambientamento specifico per il bambino. Ad esempio, questa educatrice dovrebbe cominciare a trascorrere del tempo con il bambino assieme all’educatrice precedente o ai genitori, per divenire familiare al bambino stesso.

Buona pratica: Calmare e infondere sicurezza

L’educatrice deve preoccuparsi di calmare e rispondere ai bisogni psicofisici del bambino che piange ed è a disagio.
Si può iniziare con il tenere in braccio e vicino al corpo il bambino, continuando a parlargli lentamente in modo calmo e senza alzare la voce (strategia di “holding”). Se questo non sembra funzionare, si provano altri approcci, come: cullare il bambino, canticchiare o cantare dolcemente.
Importante: interrompere subito l’approccio tentato se questo fa piangere più forte il bambino, e provarne un altro; chiedersi se il bambino ha qualche necessità non ancora presa in considerazione.
È importante prendere nota scritta della strategia che sembra avere più successo per calmare e infondere sicurezza al bambino; divulgarla poi a tutte le educatrici che possano venire a contatto col bambino (ad esempio: alla collega che subentra nel turno).
Nota: se l’educatrice ha sviluppato un rapporto sicuro e familiare con il bambino, di solito è più facile calmarlo e infondergli sicurezza.

4. Riconosce e preferisce i membri della propria famiglia

Già dai 5 mesi circa, il bambino mostra chiaramente di preferire i membri della famiglia e i volti da lui riconosciuti familiari rispetto agli estranei.

Buona pratica: attirare l'attenzione ai familiari

Verso la fine del periodo 0-6 mesi, la maggior parte dei bambini comincia a mostrare una preferenza per i familiari. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice può aiutare questa fase di sviluppo, riconoscendo verbalmente davanti al bambino i singoli membri della famiglia che lo accompagnano all’asilo nido e lo riprendono.
L’educatrice può:

  • Chiamare il membro della famiglia in base al ruolo (mamma, papà, ecc.) perché questi sono i termini a lui familiari e commentare al bambino che la persona è venuto a portarlo al nido / a casa.
  • Consigliare che siano sempre le stesse persone ad accompagnare il bambino.

Buona pratica: entrata e saluto nel nido e non solo sulla porta

L’educatrice dovrebbe accogliere e sviluppare il rituale di separazione e ricongiungimento all’interno della sezione di asilo nido. Nota: predisporre un numero sufficiente di copriscarpe o far togliere le scarpe agli adulti.
Tale accorgimento contribuisce allo sviluppo di un senso di sicurezza del bambino negli ambienti del nido.
Nota. L’educatrice deve assicurarsi di chiamare il membro della famiglia per nome (mamma, papà, ecc.) quando: a) il bambino è vicino; b) si è nel suo campo visivo.

Attività e sviluppo motorio, benessere fisico e senso di sicurezza 0-6 mesi

Attività e sviluppo motorio, benessere fisico e senso di sicurezza 0-6 mesi

Tra 0 e 6 mesi le capacità motorie del bambino iniziano a svilupparsi. Ad esempio, oltre alla scomparsa dei riflessi primari, si assiste nel bambino allo sviluppo neuromuscolare: il bambino comincia a tenere su la testa, a sorridere, allunga le braccia e - alla fine - riesce a sedersi senza sostegno, si alza e cammina. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice deve fornire un ambiente sicuro e incoraggiante che il bambino possa esplorare, sviluppando così le proprie abilità motorie.
Tra 0 e 6 mesi il bambino possiede:

  1. Capacità motorie in rapido sviluppo; in particolare il bambino può:
    1. Gira la testa e stabilisce il contatto oculare
    2. Sorride
    3. Raggiunge oggetti e sostiene la parte superiore del corpo con le braccia
    4. Inizia ad alzarsi e si muove su e giù se sostenuto dall’educatrice

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo motorio, del benessere fisico e del senso di sicurezza a 0-6 mesi in dettaglio.

1. Gira la testa e stabilisce il contatto oculare

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli inizia a stabilire un contatto visivo e a girare la testa, ad esempio per guardarsi intorno o vedere da dove provengono i rumori (vedi anche il punto “Prendere iniziative e mostrarsi curioso”).

Buona pratica: Girare per l'attenzione

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, sostenendolo, l’educatrice di asilo nido può girare in direzione dell’attrazione per aiutare il bambino a soddisfare la sua curiosità accompagnando la visione di quanto accade con verbalizzazioni e incoraggiamenti.
Questa semplice buona pratica può essere seguita anche durante le routine.

Buona pratica: contatto oculare

Quando il bambino comincia a stabilire il contatto oculare, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve cercare di mantenere tale contatto quando parla e interagisce con lui. Nota. L’educatrice deve essere paziente quando il bambino inizia a manifestare questa abilità. Un bambino di solito ha bisogno di un po’ di tempo per concentrarsi sul volto di chi gli si rivolge.
L’educatrice deve parlare lentamente e dare al bambino il tempo di focalizzarsi su di lei.
Quando il bambino sviluppa questa capacità, sarà in grado di mantenere il contatto oculare per un periodo più lungo. L’educatrice, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, deve promuovere tale capacità su base regolare per tutta la giornata (quindi non solo durante le routine ma spesso).

2. Sorride

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli comincia a sorridere per esprimere felicità o nel riconoscere un volto o una voce familiare.

 Buona pratica: Guarda e Sorridi

Di solito le espressioni facciali si trasformano in sorrisi dopo un breve periodo. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve coinvolgerlo in modo che la risposta del sorriso divenga più frequente e più pronta. A questa età si può assistere al riflesso di sorriso anche quando il bambino dorme. Non è raro vedere un bambino che sorride nel sonno. Anche se questo può essere un riflesso o il risultato di un sogno piacevole, è la dimostrazione che il bambino può iniziare a utilizzare questa forma di risposta.
Quando un bambino comincia a stabilire il contatto oculare e a coinvolgere l’educatrice, questa deve sorridere in maniera ben visibile dal bambino.

Buona pratica: Sorridi quando parlo

Il sorriso dovrebbe essere parte integrale dell’atteggiamento generale che l’educatrice di asilo nido deve manifestare quando lavora con un bambino. Si nota che i lattanti di solito iniziano sorridere più spesso quando le persone che li circondano sorridono a loro frequentemente.
L’educatrice sorride e cerca di coinvolgere il bambino quando parla con lui.

3. Raggiunge oggetti e sostiene la parte superiore del corpo con le braccia

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli comincia a raggiungere gli oggetti. Alla fine di questa fascia d’età, quando il bambino è a pancia in giù, comincia a sostenere la parte superiore del corpo con le braccia (sollevarsi sulle braccia); sfruttando tale capacità, il bambino si guarda intorno e cerca di raggiungere oggetti presenti nel suo campo visivo.

 Buona pratica: su su su!

L’educatrice posiziona il bambino su un morbido tappeto a pancia in giù e osserva lo sviluppo della capacità del bambino di sostenere la parte superiore del proprio corpo. All'inizio di questo processo, potrebbe essere utile mettere un piccolo cuscino sotto il torace del bambino. Questo aiuterà il bambino ad ampliare il raggio visivo.
Quando il bambino inizia a sollevarsi sulle braccia dalla posizione prona, l’educatrice di asilo nido, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, proporrà oggetti da afferrare e stimoli (ad esempio: lei che sorride) entro il “nuovo” raggio visivo.

Buona pratica: proprio di fronte

L’educatrice si sdraia supina (cioè sulla schiena), con un cuscino sotto la testa, e posiziona il bambino prono (a pancia in giù) sul proprio petto. A questo punto solitamente il bambino alza la testa per guardare l’educatrice.
a) L’educatrice, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, guardandolo, lo incoraggia con sorrisi e verbalizzazioni a spingere il busto verso l'alto.
b) Mette poi il bambino sulla pancia (sollevando quindi il proprio torso con un paio di cuscini) e ripropone quanto al punto (a).

4. Inizia ad alzarsi e si muove su e giù se sostenuto dall’educatrice

Verso i 6 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità del bambino per cui egli comincia a tirarsi su in posizione eretta e inizia a muoversi quando è in braccio a un adulto.

 Buona pratica: Su e Giù

Quando il bambino si avvicina ai 6 mesi di età, solitamente inizia ad alzarsi e abbassarsi (quasi a rimbalzare su e giù) mentre è spostato dall’educatrice in posizione verticale. L'educatrice di asilo nido, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, dovrebbe incoraggiare il più possibile questa buona pratica.
L’educatrice sposta in giro il bambino e lo sostiene completamente, assecondandone i movimenti su e giù, verbalizzando, sorridendo e ridendo delle azioni del bambino.

Buona pratica: Oooh issa!

Quando il bambino ha raggiunto la fase di sviluppo del “rimbalzo”, l’educatrice, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, può farlo sedere di fronte (ad esempio sulle proprie ginocchia) o di fianco.
Guardando il bambino, l’educatrice deve tenere le mani del bambino e tirarle leggermente verso l’alto: il bambino inizierà presto a stare in piedi.
Nota. L’educatrice deve promuovere il più possibile questo alzarsi e abbassarsi quando il bambino si dimostra pronto.
Nota di sicurezza. È importante che l’educatrice fornisca sempre un sostegno al bambino, dato che non è ancora in grado di restare in piedi da solo!

Attività e sviluppo degli approcci all'apprendimento 0-6 mesi

Attività e sviluppo degli approcci all'apprendimento 0-6 mesi

Tra 0 e 6 mesi lo sviluppo degli approcci all’apprendimento passa attraverso le capacità di prendere iniziative e mostrarsi curioso da parte del bambino. Poco dopo la nascita le differenze di luce, rumore e altri cambiamenti ambientali creano punti di interesse nel mondo intorno al bambino. Le educatrici possono sostenere questo naturale senso di curiosità, fornendo elementi diversi nell'ambiente del bambino.
Tra 0 e 6 mesi il bambino è in grado di:

  1. Prendere iniziative e mostrarsi curioso; in particolare il bambino:
    1. Alza la testa e si guarda intorno

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo degli approcci all'apprendimento a 0-6 mesi in dettaglio.

1. Alza la testa e si guarda intorno

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di prendere iniziative e mostrarsi curioso del bambino per cui egli comincia ad alzare la testa e guardarsi intorno in risposta a rumori familiari, voci e elementi ambientali (ad esempio: luci).

Buona pratica: su la testa

Il sollevamento della testa è di solito in risposta ad una luce particolare, un rumore o un movimento. L’educatrice di asilo nido, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, crea un gioco di luce, un rumore ticchettante o ritmico o un movimento di alcuni oggetti (ad esempio: tende con finestra aperta) o si posiziona in maniera che tali effetti siano percepibili dal bambino (ad esempio: fronde degli alberi).
Sostenendo il neonato, l’educatrice può girare in direzione dell’attrazione per aiutare il bambino a soddisfare la sua curiosità, accompagnando la visione di quanto accade con verbalizzazioni e incoraggiamenti.
Questa semplice buona pratica può essere fatta anche durante le routine.
 (Variante con interazione sociale). L’educatrice che sostiene il bambino (in braccio) si sposta in maniera da fargli vedere altri adulti che lo chiamano (ad esempio i genitori, il personale ausiliario che entra in sezione, una collega di sezione).

Nota. Le educatrici devono essere consapevoli della necessità di fornire, almeno nei primi mesi, un sostegno al bambino, anche se questo inizia a sollevare la testa. Chiunque tenga il bambino deve sempre essere attenta a sostenere il collo e la testa del bambino.

Attività e sviluppo del pensiero scientifico 0-6 mesi

Attività e sviluppo del pensiero scientifico 0-6 mesi

Tra 0 e 6 mesi un primo aspetto dello sviluppo cognitivo e del pensiero scientifico del bambino è la consapevolezza sensoriale, cioè vedere, sentire, gustare, odorare e toccare. Semplici attività di scoperta e esplorazione come porre oggetti in bocca e prendere coscienza delle parti del proprio corpo contribuiscono a promuovere il pensiero scientifico e lo sviluppo cognitivo nel bambino 0-6 mesi.
Tra 0 e 6 mesi il bambino è in grado di:

    1. Dimostrare consapevolezza sensoriale: vista, udito, gusto, olfatto, tatto

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo del pensiero scientifico a 0-6 mesi in dettaglio.

1. Inizia a dimostrare consapevolezza sensoriale in tutti i 5 sensi: vista, udito, gusto, olfatto, tatto

Tra 0 e 6 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità del bambino di dimostrare consapevolezza sensoriale per cui egli inizia a mostrare consapevolezza sensoriale notando aspetti particolari dell’ambiente, come suoni e luci, mostrando preferenza per la degustazione di cibi diversi (ad esempio acqua con vari sapori aggiunti), prestando attenzione a odori e toccando vari oggetti e strutture (vedi anche il punto “Prendere iniziative e mostrarsi curioso”).

Attività: Tocchiamo cose nuove

Quando il bambino comincia a toccare gli oggetti, per sfruttare a fini educativi tale capacità, l’educatrice di asilo nido può proporre al bambino oggetti con superfici di tessiture diverse per essere visti, toccati e “provati”. Nota: gli oggetti devono poter essere messi in bocca in maniera sicura e igienizzabili. Ottimi sono sacchettini di stoffe diverse, che si possono riempire di materiale vario ed eventualmente sostituibile. Ad esempio: sacchettini di cotone di varia ruvidezza riempiti di scorze di agrumi, carta appallottolata, ecc. Si osservi che tali sacchettini non devono essere pesanti.
L’educatrice può gentilmente appoggiare le dita del bambino o le mani su un oggetto morbido per vedere se il bambino risponde al tatto.
Quando il bambino comincia a manifestare segni di assuefazione (“noia”) verso questi oggetti, l’educatrice deve proporre nuovi stimoli da esplorare (tessiture diverse, profumi nuovi, ecc.).
Quest’attività è facilmente inseribile nelle routine (ad esempio: cambio e pranzo, vedi Routine al Nido - Cambio Routine al Nido - Pranzo).

Buona pratica: Degustazione di Cose Nuove

Verso la fine di questa fase di sviluppo, il bambino inizierà lo svezzamento, con l’introduzione di nuovi alimenti nella dieta. L’educatrice di asilo nido può sfruttare la routine del pranzo e della merenda per proporre cibi con differenti tessiture, oltre che sapori diversi. Ad esempio cibi più o meno frullati e non solo omogeneizzati, pastine di varia consistenza e forma.
Nota: non è necessario contattare la dietologa per variazioni sulla tessitura dei cibi, dato che non si cambia la dieta.
Nota: è consigliabile che l’educatrice proponga tali variazioni congiuntamente con la famiglia. Si può ad esempio proporre alla famiglia un menù settimanale, indicando le possibili variazioni.
Nota: dal punto di vista del servizio la differenza di costi è pratica nulla.
Dopo il completamento dello svezzamento (indicativamente verso i 12-18 mesi) è possibile iniziare a far sperimentare al bambino sapori, profumi e texture molto diversi tra loro (si pensi ad esempio a polpettine con crosta croccante, abbinamenti con verdure crude tagliate a pezzetti piccoli).


Articoli collegati

Per una illustrazione dello sviluppo dei bambini di asilo nido nell’età 0-6 mesi si rimanda a Sviluppo del bambino 3-6 mesi.
Un'analisi di come l'educatrice possa facilitare nel bamino la creazione di un legame di attaccamento sicuro è in Creare legami di attaccamento sicuro al Nido.
Un'analisi dello stress è presentata in Stress nei bambini al Nido - Definizione di stress e gestione dello stress e articoli collegati.
Per alcune riflessioni sull'importanza delle canzoni, in particolare quelle mimate, vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo.

Conclusioni - Attività a 0-6 mesi di sviluppo

In questo articolo abbiamo proposto alcuni suggerimenti per attività didattiche e buone pratiche educative, utili alle educatrici di asilo nido per bambini di età compresa tra 0 e 6 mesi, basate sul relativo sviluppo. In particolare ci siamo concentrati sui seguenti aspetti dello sviluppo: 1) Linguaggio, per cui il bambino: Risponde a una voce familiare; Grida e piange per esprimere bisogni, disagio o tristezza; Inizia a vocalizzare e ridere per esprimere felicità, emette suoni propositivi, sorride; 2) Socio-emotivo, per cui il bambino: Ricerca il contatto oculare, riconosce persone familiari, sorride e ride; Cerca sicurezza con gli adulti familiari; Riconosce e preferisce i membri della propria famiglia; 3) Motorio, benessere fisico e senso di sicurezza, per cui il bambino: Gira la testa e stabilisce il contatto oculare; Sorride; Raggiunge oggetti e sostiene la parte superiore del corpo con le braccia; Inizia ad alzarsi e si muove su e giù se sostenuto dall’educatrice.
Infine, per quanto riguardo lo sviluppo cognitivo a 0-6 mesi, ci siamo concentrati sui seguenti aspetti: 4) Approcci all’apprendimento, per cui il bambino prende iniziative e mostrarsi curioso, in particolare alzando la testa e guardandosi intorno; 5) Pensiero scientifico, per cui il bambino: Inizia a dimostrare consapevolezza sensoriale: vista, udito, gusto, olfatto, tatto.
Le attività da noi proposte, che una educatrice di asilo nido può facilmente inserire nel proprio progetto educativo, si basano sullo sviluppo delle capacità e delle competenze che il bambino tra 0 e 6 mesi possiede o sta per conseguire (zona prossimale di sviluppo).


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