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Temperamento al Nido – Modello recente

Temperamento al Nido – Modello recente

In questo articolo proporremo alcune riflessioni sulle ricerche che animano il campo del temperamento, in particolare osservando un modello recente basato sullo sviluppo neurobiologico (Rothbart). Tale modello è infatti potenzialmente molto utile per l’agire educativo delle educatrici con i bambini di asilo nido.
Questo è un articolo molto teorico, redatto dalla psicologa Milena De Giorgi, ma alcune implicazioni possono essere impiegate dalle educatrici di asilo nido. L’intento è avviare una discussione a tutto campo sul temperamento, per cui vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook!

Nota. Quanto qui riportato non è utile a chi sta preparando un concorso o una selezione per educatore di asilo nido, in quanto le domande apparse sul temperamento fino ad oggi in Italia e da noi raccolte trattano principalmente il modello di Thomas & Chess (1977), di cui abbiamo discusso in Temperamento al Nido; una sintesi dei concetti utili per la preparazione di un concorso o una selezione per educatore di Nido d'infanzia è presentata in Modelli scientifici del Temperamento del bambino al Nido.

Importanza per le educatrici di un modello recente di temperamento

Il temperamento è di fondamentale importanza per l’agire educativo delle educatrici, in particolare per l’individualizzazione (vedi anche Individualizzazione di azioni educative al Nido - Buone pratiche),  ma è un campo in continua evoluzione, quindi riteniamo che alcune riflessioni su modelli recenti possano essere interessanti.
In particolare, proporremo alcune riflessioni su:

  1. Modello di Rothbart (sviluppo neurobiologico del temperamento)

Riteniamo inoltre possa essere interessante una breve riflessione su:

  1. Modello di Kagan (temperamento biotipologico):
  2. Nota sulle ricerche attuali

Altri modelli, quali quello proposto da Goldsmith & Campos (1982) o quello di Clark & Watson (1999), non sono qui trattati e si rimanda ai testi indicati in Bibliografia, facilmente reperibili nelle biblioteche universitarie.

1. Modello di sviluppo neurobiologico del temperamento secondo Rothbarth

Il modello più significativo, dal punto di vista dell’operatività delle educatrici di asilo nido, è quello definito come modello di sviluppo neurobiologico del temperamento, che vede in Rothbarth  il suo principale ricercatore.
Questo modello è attualmente usato in molte ricerche, e  si basa sul considerare aspetti di base del temperamento che interagiscono tra di  loro (Rothbart & Derryberry, 2000).

Tale modello si basa su due aspetti:


Clicca per visualizzare i dettagli sui 2 aspetti del modello di Rothbart

1. Reattività emotiva e di attenzione

1. Reattività emotiva e di attenzione

La reattività emotiva e di attenzione è relativa all’intensità e al contenuto delle risposte del bambino agli stimoli sia interni sia esterni.
Si riferisce ad aspetti biologici, come risposte neuroendocrine, del sistema nervoso autonomo e del sistema limbico.

2. Capacità di auto-regolazione

2. Capacità di auto-regolazione

La capacità di auto-regolazione del bambino è relativa a quanto il bambino è in grado di gestire o modulare la sua reattività in modo da adattarla alla situazione.
Si riferisce ai processi che “incrementano, diminuiscono, mantengono e ristrutturano la schematizzazione della reattività in maniera anticipatoria o correttiva” (Rothbart & Derryberry, 1981). Questi processi di auto-regolazione comprendono i comportamenti di approccio, esitamento, inibizione, auto-regolazione dell’attenzione.
In un asilo nido, queste capacità di auto-regolazione sono osservabili dalle capacità dei bambini di rifugiarsi in un luogo tana, ricercare l’educatrice, succhiarsi il pollice, concentrarsi su un giocattolo in maniera da non vedere la nuova persona che è entrata in sezione, ecc.


Il modello è definito “neurobiologico” perché entrambi gli aspetti sono tipi di comportamento che scaturiscono da processi neurobiologici.

Dimensioni del Temperamento nel modello di sviluppo neurobiologico

Seguendo Poster & Rothbart (2007), e Rothbart & Bates (2006),  le 3 dimensioni del temperamento (i “tratti” secondo la terminologia di Thomas e Chess, 1977) sono, per le età tipiche dell’asilo nido:

  1. Affezione positiva o Estroversione (“surgency - extraversion”); comprende
    1. Anticipazione positiva (“positive anticipation”)
    2. livello di attività (“activity level”)
    3. ricerca di sensazioni (“sensation seeking”)
  2. Affezione negativa (“negative affectivity”); comprende
    1. Paura (“fear”)
    2. Rabbia e frustrazione (“anger-frustration”)
    3. Disagio sociale (“social discomfort”)
  3. (“Effortful control”): definito come la capacità di inibire una risposta dominante (tra quelle caratteristiche del bambino) in favore di una non dominante (Rothbart & Bates, 1998, pag. 137); comprende
    1. Attenzione e concentrazione (“attentional focusing”)
    2. Sensibilità percettiva (“perceptual sensitivity”)
    3. Controllo di inibizione (“inibithory control”)

[Trad. It. Aut.]


Modello di temperamento a sviluppo neurobiologico.  Clicca per visualizzare:

1. Implicazioni per l’educatrice di asilo nido

1. Implicazioni per l’educatrice di asilo nido

Le implicazioni operative del modello neurobiologico del temperamento per l’educatrice di asilo nido sono molto interessanti.

    1. Costringe a riflettere sulle componenti innate delle sue risposte (in particolare per la reattività), distinguendo quindi l’intensità e il contenuto delle risposte del bambino dal comportamento e dallo sviluppo del bambino
    2. Costringe a riflettere sulle capacità di auto-regolazione di ciascun bambino, cioè sul modo in cui il bambino è soggetto attivo individuale nelle sue risposte alla situazione
    3. Permette di focalizzare l’aspetto educativo sul promuovere lo sviluppo di una migliore capacità di auto-regolazione, in maniera individualizzata per ciascun bambino.
    4. Secondo il modello neurobiologico, il temperamento si sviluppa seguendo lo sviluppo del bambino; in particolare l’Effortful control compare verso i 12 mesi e continua a rafforzarsi fino ai 36 mesi. Questo non significa che, dopo i 12 mesi, il temperamento cambi radicalmente: indica che il bambino può iniziare a gestire e modificare alcuni aspetti della reattività, e che tali gestioni e modifiche divengono una costante del suo temperamento complessivo. Il ruolo dell'educatrice ricade sopratutto nella promozione e facilitazione di queste crescenti gestioni della reattività.

Compito dell’educatrice diventa quindi comprendere il mix di reattività e auto-regolazione (unico e individuale) di ciascun bambino, e facilitare con la propria azione educativa (basata su tale comprensione) lo sviluppo di una migliore capacità di auto-regolazione in maniera individualizzata per ciascun bambino.

2. Risvolti operativi per l’educazione al Nido

2. Risvolti operativi per l’educazione al Nido

Abbiamo visto l’importanza del controllo (effortful control), cioè della capacità di inibire una risposta dominante in favore di una non dominante. Lo stesso Rothbart raccomanda che le educatrici dovrebbero compiere ogni sforzo per facilitare i bambini a sviluppare questi tratti positivi (Rothbart & Posner, 2007).

In particolare, si può ipotizzare di operare educativamente sullo sviluppo del sistema di auto-regolazione, che inizia nella primissima infanzia e, dai 9-12 mesi in poi,  passa sempre più dalle funzioni di base (fisiologiche) a sistemi di gestione più complessi basati sullo sviluppo cognitivo e del Sé (Beauregard,  Levesque, Paquette, 2004), vedi anche Stress nei bambini al Nido - Come variano stress e gestione dello stress tra 3-36 mesi e Stress nei bambini al Nido – Risposte e Strategie di Gestione per un’indicazione su tale sistema.

Anche i modelli recenti concordano che alcuni tratti temperamentali di un bambino possano essere difficili da gestire per alcune educatrici. In tali casi, riteniamo che le educatrici possano beneficiare di una formazione adeguata e del supporto del gruppo di lavoro, in modo da evitare o ridure le loro risposte negative che possono essere innescate (in maniera del tutto naturale) dal temperamento del bambino, in particolare per quanto riguarda il facilitare la creazione di un legame di attaccamento sicuro da parte del bambino (vedi anche Attaccamento e Temperamento dei bambini).

2. Modello biotipologico del temperamento di Kagan

Dal punto di vista della operatività delle educatrici di asilo nido, il modello biotipologico del temperamento di Jerome Kagan è difficilmente utilizzabile, ma offre comunque lo spunto per alcune riflessioni che possono integrare quanto visto finora.

Secondo Kagan, la distinzione in categorie del temperamento non è fatta secondo un continuum di valori, bensì da differenti fattori biologici (forse di origine genetica, Kagan, 2008).
In altre parole, un bambino non assume un valore di (ad esempio) reattività compreso tra un massimo e un minimo, ma è appartenente ad una delle categorie (distinte) di alta reattività o bassa reattività (vedi ad esempio Kagan, 2008).

Un aspetto interessante del modello biotipologico del temperamento riguarda il fatto di essere applicato con vari studi longitudinali. Grazie a questi studi si è avuta la conferma che il temperamento dei primi anni di vita del bambino, quelli solitamente trascorribili in asilo nido, rimangono pressoché costanti fino ad almeno i 7 anni di vita (almeno alcuni suoi componenti, come minimal avoidance e high reactivity)

Anche grazie a questi studi, Kagan considera che il temperamento possa limitare lo sviluppo di una data personalità (cioè ridurre la probabilità futura che si sviluppi una personalità basata su tratti di temperamento non posseduti), piuttosto che determinarne una specifica, basata su quanto espresso (ad esempio Kagan & Snidman, 2004). Le implicazioni educative di ciò per le educatrici di asilo nido sono importanti ed evidenti.

3. Nota sulle ricerche attuali

Molte ricerche attuali sono dirette sopratutto all’analisi del temperamento in fasce d’età superiori a quelle del nido. Quanto emerge, quindi, è difficilmente traportabile nell’agire educativo quotidiano delle educatrici di asilo nido. Infatti, non è ancora chiaro il valore delle azioni ambientali ed educative intrapprese sotto i 3 anni sulle caratteristiche di questi tratti.

Bibliografia - Temperamento al Nido – Modello recente


Clicca per visualizzare la bibliografia:

Bibliografia - Temperamento al Nido – Modello recente


Beauregard M., Levesque P., Paquette V. , (2004). Neural basis of conscious and voluntary self-regulation of emotion. In: Beauregard M., (ed.). Consciousness, emotional self-regulation and the brain. Amsterdam, Netherlands: John Benjamins Publishing Company; 2004:163-194.
Clark L.A., Watson D. (1999). Temperament: A new paradigm for trait psychology. In: Pervin LA, John OP, editors. Handbook of personality: Theory and research. 2. New York: Guilford Press; 1999. pp. 399–423.
Goldsmith, H. H., & Campos, J. J. (1982). Toward a theory of infant temperament. In R. N. Emde & R. J. Harmon (Eds.), The development of attachment and affiliative systems (pp. 161-193). New York: Plenum Press.
Kagan, J. (2008). The biological contributions to temperaments and emotions. European Journal of Developmental Science, 2, 38-51
Kagan, J. & Snidman, N. (2004). The long shadow of temperament. Cambridge, MA: Harvard University Press.
Posner, M. I. & Rothbart, M. K. (2007). Educating the human brain. Washington, DC: American Psychological Association.
Rothbart, M. K., & Bates, J. E. (1998). Temperament. In W. Damon (Series Ed.) & N. Eisenberg (Vol. Ed.), Handbook of child psychology: Vol. 3. Social, emotional, and personality development (5th ed., pp. 105–176). New York: John Wiley and Sons.
Rothbart, M. K. & Bates, J. E. (2006). Temperament. In W. Damon & R. Lerner (Series Eds.), & N. Eisenberg (Vol. Ed.), Handbook of child psychology, Vol. 3. Social, emotional, and
personality development (6th ed., pp. 99-166). New York: Wiley.
Rothbart, M.K., & Derryberry, D. (1981). Development of individual differences in temperament. In Lamb, M. E, & Brown, A. (Eds). Advances in developmental psychology (vol. 1, pp. 37-86). Hillsdale, NJ: Erlbaum.
Rothbart, M.K., & Derryberry, D. (2000). Temperament in children. Paper presented at the 26th International Congress of Psychology, Stockholm.
Rothbart MK & Posner MI (2007). Educating the Human Brain. Washington, DC: APA.
Thomas, A. & Chess, S. (1977). Temperament and development. New York: Brunner/Mazel.

Articoli collegati - Temperamento al Nido – Modello recente

Per una introduzione al modello di temperamento secondo Thomas & Chess (1977), vedi Temperamento al Nido, mentre per una sintesi degli altri modelli più studiati per i bambini vedi Modelli scientifici del Temperamento del bambino al Nido.
Per una analisi di come l'educatrice possa concretamente atture l'individualizzazione delle proprie azioni educative, vedi Individualizzazione di azioni educative al Nido - Buone pratiche.
Per approfondimenti sul rapporto tra stress, la sua gestione e lo sviluppo del bambino: Stress nei bambini al Nido - Come variano stress e gestione dello stress tra 3-36 mesi e Stress nei bambini al Nido – Risposte e Strategie di Gestione.
Per un approfondimento sulla relazione tra temperamento e attaccamento in bambini di asilo nido: Attaccamento e Temperamento dei bambini.

Conclusioni - Temperamento al Nido – Modello recente

In questo articolo abbiamo proposto alcune riflessioni sulle ricerche che animano il campo del temperamento, in particolare osservando un modello recente basato sullo sviluppo neurobiologico (Rothbart). Le implicazioni per l’agire educativo dell’educatrice di asilo nido sono, tra le altre:   1) Grande enfasi sulle componenti innate delle risposte del bambini (in particolare per la reattività), distinguendo quindi l’intensità e il contenuto delle risposte del bambino dal comportamento e dallo sviluppo del bambino;  2) Enfasi sulle capacità di auto-regolazione di ciascun bambino, cioè sul modo in cui il bambino è soggetto attivo nelle sue risposte alla situazione; 3) Permette di focalizzare l’aspetto educativo sul promuovere lo sviluppo di una migliore capacità di auto-regolazione, in maniera individualizzata per ciascun bambino. Altri modelli e ricerche, potenzialmente meno applicabili in concreto dalle educatrici di asilo nido, non sono qui trattati in maniera estesa e si rimanda ai testi presentati in bibliografia. L’intento di questo articolo è avviare una discussione a tutto campo sul temperamento tra le educatrici di asilo nido interessate.


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