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Imitazione del Neonato non dalla nascita

Imitazione del Neonato non dalla nascita

L’imitazione di azioni altrui da parte del neonato è alla base delle attuali teorie sullo sviluppo sociocognitivo del bambino, ed è quindi di grande importanza per le educatrici di asilo nido. In questo articolo, presenteremo una recentissima ricerca (maggio 2016) che evidenzia come tale fenomeno non si manifesti sin dalla nascita, ponendo in discussione le basi dello sviluppo sociale, e vedremo alcune prime implicazioni per l’educazione al Nido, l’operato delle educatrici di nido d’infanzia e le cure genitoriali, e alcune considerazioni per chi si sta preparando ad un concorso o selezione pubblica per educatore di asilo nido.

Imitazione del neonato non avviene dalla nascita

Oostenbroek e colleghi (2016) hanno intrappreso il più vasto studio longitudinale mai realizzato per analizzare il fenomeno dell’imitazione da parte dei neonati.
I risultati sono eclatanti, in quanto contravvengono alla diffusa convinzione che la capacità di imitazione sia innata e presente sin dalla nascita - assunzione comune tra le educatrici di asilo nido e ben presente anche in letteratura scientifica. In altre parole, questo studio evidenzia la necessità di (a) una serie di studi molto più precisi dei precedenti, per confermare o smentire in maniera precisa tali ipotesi; (b) ripensare le basi della cognizione sociale umana.

Importanza della imitazione da parte del neonato

La capacità dei bambini piccoli di imitare, e spesso copiare in maniera quasi esatta, le azioni che vedono compiere dagli altri, è di estrema importanza per lo sviluppo complessivo del Bambino. Si pensi ad esempio alle reazioni che provoca nel genitore il vedersi imitato dal proprio neonato. Tale importanza si estende ben oltre l’immediato: si pensi ad esempio all’apprendimento della cultura presente nell’ambiente e al mantenimento nel tempo di comportamenti culturali tradizionali.
Questa capacità di imitazione da parte del neonato è stata definita come “qualsiasi comportamento del bambino che sia prodotto sulla base della percezione di comportamenti modello, sia strutturalmente simile al comportamento che lo ha innescato, e non sia attribuibile a una coincidenza casuale tra comportamento modello e risposta” (Meltzoff & Moore, 1985, p. 14. Trad. It. Aut.).
Dal punto di vista di una educatrice di nido d’infanzia, la capacità di imitazione è fondamentale per lo sviluppo del bambino perché:

  • Si assume come già presente alla nascita (Meltzoff & Moore, 1977; Meltzoff & Moore, 1983);
  • Si assume che sia innata (es: Field  et al., 1982; Meltzoff & Moore, 1983);
  • Molte influenti teorie dello sviluppo infantile la considerano come basilare, in particolare si assume che sia alla base dello sviluppo socio-cognitivo del bambino (vedi ad esempio Meltzoff & Decety, 2003; Trevarthen & Aitken, 2001) – anche in relazione al sistema dei neuroni specchio (“mirror neurons”): vedi ad esempio Lepage & Théoret, 2007; Simpson et al., 2014.

In sintesi: la capacità di imitazione è uno dei primi “mattoni” che costituiscono gran parte delle esperienze che il bambino può vivere, e quindi di quelle che una educatrice può proporre, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo cognitivo e sociale al Nido d’infanzia.

Imitazione del neonato – le ricerche precedenti

I risultati di questa ricerca sono impressionanti e in antitesi con quanto visto in altre ricerche, di vari decenni fa. È giusto quindi chiedersi se tali ricerche precedenti siano valide.
Per prima cosa, è opportuno partire dal fatto che l’intero fenomeno dell’imitazione da parte dei neonati alla nascita è stato piuttosto controverso. Le ricerche precedenti infatti si sono basate su design sperimentali caratterizzati da piccoli, o piccolissimi, campioni di bambini e di gesti, e con una verifica limitata dei risultati conseguiti (per una discussione in tal senso, vedi Oostenbroek et al., 2013; vedi anche Suddendorf et al., 2013). Ciò ha quindi determinato una serie di conclusioni piuttosto varie, e non tutte validamente basate sui dati sperimentali, come già da anni vari autori avevano osservato (vedi ad esempio Bjorklund, 1987; Legerstee, 1991; Anisfeld, 1996; Jones, 1996), ma anche di controdeduzioni sulla validità delle prime ricerche e problematicità di tali conclusioni avverse (per esempio: Reissland, 1988).
Molte di queste controversie sono state metodologiche e relative a come erano state svolte le osservazioni. Si pensi, ad esempio, che la ricerca delle capacità imitative “dalla nascita” è stata fatta solitamente vari giorni dopo il parto, a volte anche un mese, e non nei minuti successivi a tale evento – per esempio, Meltzoff & Moore (1983) riportano solo un unico neonato che è stato osservato a 42 minuti dalla nascita.
Lo studio di Oostenbroek e colleghi (2016) ha cercato di superare queste limitazioni, confrontando tra loro una gran mole di dati. I loro risultati non hanno confermato l’ipotesi di presenza dell’imitazione dalla nascita, né che questa sia una capacità innata che permette la riproduzione dei possibili gesti sociali mostrati al neonato – lasciando spazio però ad un apprendimento molto precoce di questa abilità.

Cosa cambia per una educatrice di asilo nido

Dal punto di vista operativo, non cambia nulla, perché i bambini arrivano al Nido d’infanzia dopo i tre mesi d’età, e i meccanismi di imitazione (appresi o sviluppatisi) sembrano già attivi o in fase di consolidamento.
L’educatrice di asilo nido, cioé, continuerà a proporre al lattante gesti sociali nei momenti di relazione uno-a-uno (come durante la routine del Cambio), a ricercare l’imitazione da parte del bambino e poi ad imitarne a sua volta i gesti sociali in un processo di feedback. Un elenco di gesti sociali è proposto nell'ultimo paragrafo.
Per i bambini di età superiori ai 12 mesi, non cambia nulla rispetto a quanto già si fa abitualmente in asilo nido.
Quello che cambia è la base teorica per cui l’educatrice agirà in tal senso, visto che anche l’imitazione sembra essere appresa e dipendente dallo sviluppo e consolidamento di una specifica architettura neurale. Al Nido, le implicazioni in tal senso sono moltissime, e ne tratteremo in futuri articoli, man mano che nuove ricerche confermeranno e amplieranno questo nuovo aspetto dello sviluppo socioemotivo e cognitivo del bambino.

Cosa cambia per chi sta preparando un concorso o selezione pubblica per educatore di nido

Per chi si candida ad un concorso pubblico o selezione pubblica per educatore di nido d’infanzia, attualmente non cambia nulla nella sua preparazione. Questo perché:

  1. La velocità di diffusione di nuove ricerche in testi di preparazione al concorso è molto lenta – e questo potrebbe dare adito anche a eventuali ricorsi da parte di candidati penalizzati;
  2. La velocità di informazione sulle nuove ricerche da parte dei Dirigenti pubblici impiegati nelle Commissioni esaminatrici è molto lenta, visto le caratteristiche della formazione lavorativa a cui devono attenersi nella Pubblica Amministrazione – e nel dubbio, è umanamente comprensibile che la Commissione si attenga a quanto già ben conosce;
  3. I concorsi, in particolare per le prove teoriche, sono solitamente basati su accostamenti prettamente nozionistici e acritici di teorie diverse, anche in antitesi tra loro;
  4. In genere la Commissione Esaminatrice dà preferenza a concetti storici ben presenti nella cultura e nella formazione degli esaminatori stessi.

Cosa cambia per genitori e familiari

Da una parte, la ricerca di Oostenbroek e colleghi tranquillizza i genitori che non notano imitazione da parte del loro neonato. Dall’altra, il fatto che l’imitazione del neonato non sia una capacità innata, presente dalla nascita, implica per i genitori una maggior attenzione agli aspetti sociocognitivi correlati. È auspicabile che i familiari propongano con maggior consapevolezza e costanza i gesti sociali, e insistano nella ricerca del feedback da parte del bambino, ampliandoli successivamente con ulteriori risposte e interazioni.
I gesti sociali che possono essere proposti ad  un bambino molto piccolo sono, ad esempio:

  • Gesti facciali:
    • Sporgere la lingua
    • Aprire la bocca
    • Fare una faccia allegra e sorridente
    • Fare una faccia triste
  • Gesti con la mano
    • Chiudere la mano come per prendere
    • Indicare con il dito
  • Gesti vocali”, cioè suoni particolari quali:
    • Vocali prolungate
    • “mmm”
    • Ticchettii con la lingua

Imitazione del neonato non avviene dalla nascita - Bibliografia


Imitazione del neonato non avviene dalla nascita - Bibliografia

  • Anisfeld, M. (1996). Only tongue protrusion modeling is matched by neonates. Dev. Rev. 16, 149–161.
  • Bjorklund, D.F. (1987). A note on neonatal imitation. Dev. Rev. 7, 86–92.
  • Field, T.M., Woodson, R., Greenberg, R., and Cohen, D. (1982). Discrimination and imitation of facial expression by neonates. Science 218, 179–181.
  • Jones, S.S. (1996). Imitation or exploration? Young infants’ matching of adults’ oral gestures. Child Dev. 67, 1952–1969.
  • Legerstee, M. (1991). The role of person and object in eliciting early imitation. J. Exp. Child Psychol. 51, 423–433.
  • Lepage, J.F., and Théoret, H. (2007). The mirror neuron system: grasping others’ actions from birth? Dev. Sci. 10, 513–523.
  • Meltzoff, A.N., and Decety, J. (2003). What imitation tells us about social cognition: a rapprochement between developmental psychology and cognitive neuroscience. Philos. Trans. R. Soc. Lond. B Biol. Sci. 358, 491–500.
  • Meltzoff, A.N., and Moore, M.K. (1977). Imitation of facial and manual gestures by human neonates. Science 198, 75–78.
  • Meltzoff, A.N., and Moore, M.K. (1983). Newborn infants imitate adult facial gestures. Child Dev. 54, 702–709.
  • Meltzoff, A.N., and Moore, M.K. (1985). Cognitive foundations and social functions of imitation and intermodal representation in infancy. In J. Mehler & R. Fox (Eds.), Beyond the blooming buzzing confusion. London: Erlbaum.
  • Oostenbroek, J., Slaughter, V., Nielsen, M., and Suddendorf, T. (2013). Why the confusion around neonatal imitation? A review. J. Reprod. Infant Psychol. 31, 328–341.
  • Oostenbroek, J., Suddendorf, T., Nielsen, M., Redshaw, J., Kennedy-Costantini, S., Davis, J., Clark, S., Slaughter, V. (2016) Comprehensive Longitudinal Study Challenges the Existence of Neonatal Imitation in Humans. Current Biology, 1334–1338, May 23, 2016. Elsevier.
  • Reissland, N. (1988). Neonatal Imitation in the First Hour of Life: Observations in Rural Nepal. Dev. Psych. Vol. 24, No. 4, 464—469.
  • Simpson, E.A., Murray, L., Paukner, A., and Ferrari, P.F. (2014). The mirror neuron system as revealed through neonatal imitation: presence from birth, predictive power and evidence of plasticity. Philos. Trans. R. Soc. Lond. B Biol. Sci. 369, 20130289.
  • Suddendorf, T., Oostenbroek, J., Nielsen, M., and Slaughter, V. (2013). Is newborn imitation developmentally homologous to later social-cognitive skills? Dev. Psychobiol. 55, 52–58.
  • Trevarthen, C., and Aitken, K.J. (2001). Infant intersubjectivity: research, theory, and clinical applications. J. Child Psychol. Psychiatry 42, 3–48.

Imitazione del neonato non dalla nascita - Articoli collegati

Per chi sia interessato allo sviluppo del bambino nella prima fase del Nido d'infanzia, rimandiamo a Sviluppo del bambino 3-6 mesi e agli articoli collegati.

Imitazione del neonato non avviene dalla nascita e implicazioni per il Nido - Conclusioni

L’imitazione da parte del neonato di gesti altrui, fenomeno di estrema importanza per lo sviluppo sociocognitivo del bambino al Nido, sembra non essere presente sin dalla nascita, come una nuova, molto ampia e solida ricerca longitudinale sta ad indicare e diversamente da quanto finora si era supposto. In questo articolo abbiamo osservato alcune implicazioni (attualmente di scarso impatto operativo) per una educatrice di asilo nido, e per chi si sta preparando ad un concorso o selezione pubblica per tale figura, derivanti dal fatto che l’imitazione dei gesti sociali altrui da parte del bambino piccolo non avviene dalla nascita, e proposto alcuni consigli ai genitori per le interazioni col neonato tramite i gesti sociali.


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