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Creare legami di attaccamento sicuro al Nido

Creare legami di attaccamento sicuro al Nido

Nell’articolo che segue proporremo una strategia operativa e alcuni consigli pratici per facilitare i bambini degli asili nido nel creare legami di attaccamento con le educatrici.
L’articolo prende spunto da alcune riflessioni del gruppo di Progetto Asilo Nido in seguito alla lettura di “From Neurons to Neighborhoods: The Science of Early Childhood Development” (Shonkoff & Phillips, 2000), nell’ottica di favorire operativamente il naturale legame di attaccamento sicuro che ogni bambino può creare con i propri caregiver, educatrici di asilo nido comprese, ed è stato curato dalla psicologa Milena De Giorgi.

Importanza di creare legami di attaccamento sicuro bambino-educatrice in asilo nido

Creare legami di attaccamento sicuro, da parte di ciascun bambino, verso una o più educatrici di asilo nido, lo aiuta a sviluppare fiducia, autocontrollo, autonomia, miglior sviluppo cognitivo, capacità di problem-solving e molto altro (Shonkoff & Phillips, 2000).
All’arrivo negli asili nido, i bambini hanno più di tre mesi. Questo significa che la vita che essi passeranno con le educatrici si situa all’interno del momento di massimo sviluppo (ed importanza ai fini educativi) dell’attaccamento: 8-25 mesi (Bowlby, 1969).

Sappiamo che il modo migliore con cui i bambini si sviluppano e apprendono è tramite l’interazione con i caregiver con cui hanno sviluppato legami di attaccamento sicuro (Shonkoff & Phillips, 2000). In altre parole, il modo migliore con cui le educatrici possono promuovere lo sviluppo dei bambini passa attraverso la creazione di legami di attaccamento sicuro da parte degli stessi verso le educatrici.

Dal punto di vista delle educatrici di asilo nido, i legami di attaccamento sicuro instauratesi da parte dei bambini permettono di aumentare l’efficacia educativa e l’efficienza del proprio operato. Inoltre, aggiungiamo noi di Progetto Asilo Nido, questi legami possono ridurre nelle educatrici lo stress connesso al loro lavoro grazie ad una maggior soddisfazione personale, data dal vedere il proprio operato maggiormente apprezzato e “efficace” per i bambini.

In sintesi, i legami di attaccamento sicuro sono il modo naturale in cui i bambini si sviluppano al meglio, e rappresentano per le educatrici un utile, se non il migliore, strumento educativo e di gestione della vita negli asili nido.

Strategia generale per costruire legami di attaccamento sicuro

In breve, la teoria dell’attaccamento spiega come i bambini usino gli adulti, insegnando loro come farli sopravvivere e come supplire alle loro capacità incomplete, fino a quando non saranno in grado di farlo da soli (Bowlby, 1969).
Grazie alla teoria dell’attaccamento, sappiamo che i bambini forniscono continuamente indizi sui loro bisogni. Sappiamo anche che i bambini si aspettano che tali bisogni siano soddisfatti nel modo da loro previsto. Rispondere ai bisogni dei bambini in modo costante e coerente permette ai bambini di sviluppare quella fiducia negli altri che è alla base dell’attaccamento (Shonkoff & Phillips, 2000; Waters, Kondo-Ikemura, Posada & Richters, 1991).

In altre parole, una strategia generale per le educatrici di asilo nido consiste nella:

  • Costante e coerente interpretazione dei segnali inviati dai bambini
  • Risposta ai bisogni espressi con tali segnali con tempi, luoghi e modi di interazione caldi e responsivi, costanti e coerenti nel tempo

La costanza e coerenza nel tempo sono un fattore molto importante da considerare per i bambini che permangono per molte ore negli asili nido: si pensi alla necessità di coordinare su tali aspetti le educatrici che si avvicendano nei turni.

In sintesi: ad un bisogno specifico deve corrispondere una risposta specifica in: interpretazione, tempi, luoghi e modi di interazione caldi e responsivi.
Per le educatrici di asilo nido, va da sé che lo strumento naturale per raccogliere ed esplicitare l’insieme di tali risposte sia il Progetto Educativo.

Da un punto di vista temporale, la costruzione di un legame di attaccamento sicuro inizia dal primo giorno dell’inserimento del bambino nell’asilo nido.

Strategia generale per creare legami di attaccamento sicuro bambino-educatrice in asilo nido in dettaglio.

Vediamo ora in dettaglio la strategia generale per creare legami di attaccamento sicuro bambino-educatrice in asilo nido, sopra accennata. Questa strategia per la creazione di legami di attaccamento sicuro consiste in 7 punti da attivare contemporaneamente per ciascun bambino:


Clicca per visualizzare i punti per creare legami di attaccamento sicuro:

1. Essere disponibili

1.Essere disponibili

La disponibilità deve essere intesa in termini di presenza e soddisfacimento dei bisogni (non solo fisici!).
Inoltre, deve essere intesa in termini di continuazione dell’interazione. Infatti, nel momento in cui il bisogno è soddisfatto, dai bambini partono solitamente altre richieste secondarie. Un classico esempio è un cambio del pannolino “non previsto”. Tale cambio deve essere eseguito come la routine a cui il bambino è abituato con l’educatrice che solitamente la esegue, non in modo frettoloso per ritornare al più presto all’attività lasciata.

Il problema che le educatrici si trovano ad affrontare consiste nel fatto di essere disponibili contemporaneamente a 6 o più bambini.
Una possibile soluzione è usare (ogni educatrice con il mix che le è più consono):

  • Contatto oculare, a turno fra i vari bambini, ma sufficientemente lungo per ciascuno di loro
  • Mediare e alternare tra più bambini per la posizione sulle proprie ginocchia o per stare vicino a lei
  • Contenere fisicamente più a lungo quelli che ne hanno più bisogno, alternando con gli altri.

In altre parole, focalizzarsi su ogni singolo bambino, a turno, dando un po’ più di tempo a chi ne richiede di più.

2. Porre attenzione ai segnali dei bambini

2. Porre attenzione ai segnali dei bambini

L’attenzione inizia con la focalizzazione su ogni singolo bambino. Si possono così percepire gli indizi di bisogni nascenti.
Ad esempio, bambini che si girano o restano girati a cercare lo sguardo delle educatrici, o che tendono le braccia quando sanno di essere guardati. Indizi più eclatanti quali il pianto non devono mai essere ignorati.

Nel caso siano stati notati dei segnali da parte dei bambini, è necessario interpretare correttamente il segnale (capire quello che vogliono o di cui hanno bisogno) e successivamente attivarsi per rispondere. Ricordiamo che il bambino si aspetta una risposta (anzi, “LA” risposta che gli serve e a cui è abituato).

Operativamente, le educatrici possono focalizzarsi su ogni singolo bambino, a turno.
Questo è un modo semplice e sicuro di notare eventuali tensioni corporee o bisogni nascenti. Inoltre è facilmente combinabile con il contatto oculare.

È possibile, in situazioni in cui i bambini sono molto vicini tra loro, lasciare che lo sguardo sorvoli il gruppo e notare le “disarmonie”. In tal caso, le educatrici devono ricordarsi di incontrare lo sguardo dei bambini che si volgono verso di lei (richiesta di contatto oculare).

I bambini possono esprimere un bisogno fisiologico o socio-affettivo (come la richiesta di contatto o vicinanza). Per l’educatrice, prestare attenzione significa "sintonizzarsi" sui segnali del bambino, cioè riconoscere i messaggi e i feedback che invia. Ad esempio: richiesta di contatto o vicinanza, bisogno di contenimento, di comunicare, bisogno di nuovi stimoli, di un cambio, ecc.

3. Fornire una risposta rapida e coerente ai bisogni e ai segnali del bambino

3. Fornire una risposta pronta e coerente ai bisogni e ai segnali del bambino

Individuato e interpretato il segnale (punto precedente), le educatrici devono fornire una risposta pronta e coerente ai bisogni e ai segnali di ciascun bambino.

La prontezza nella risposta è inversamente proporzionale allo sviluppo dei bambini: immediata per i lattanti di pochi mesi, più dilazionata via via che i bambini imparano a controllare la propria frustrazione.
Un esempio: ad un bambino di 5-6 mesi che sorride, l’educatrice deve rispondere subito con un sorriso (praticamente lo si fa in contemporanea). Un bambino di 30 mesi può anche aspettare che l’educatrice si giri verso di lui, per poi sorridere e cercare una risposta da lei.

La coerenza nella risposta parte dall’attenzione dedicata ai bambini (punto precedente) e dall’attenzione dedicata dall’educatrice al feedback che riceve dal bambino quando inizia la risposta stessa.
Individuato il possibile problema, l’educatrice vi risponderà nella maniera che il bambino si aspetta (cioè in modo coerente alle aspettative del bambino di soddisfacimento del bisogno da parte dell’educatrice).
Situazione di esempio: dopo aver stabilito il contatto oculare e sorriso alla bambina che aveva alzato la testa verso l’educatrice, questa non torna a giocare, ma si sposta verso di lei; a questo punto l’educatrice farà una domanda (“A., che succede? Hai fatto la pipì?”) mostrando nel frattempo disponibilità all’accoglienza fisica della bambina; infine inizierà a cambiarla.

È importante per le educatrici ricordare sempre che gran parte dei bisogni dei bambini sono espressi da piccoli segnali come suoni, gridolini, espressioni facciali, azioni e gesti (come alzare la testa e girarla verso loro).
Tutti questi segnali richiedono risposte da parte delle educatrici.

Alcuni strumenti che le educatrici possono usare per rispondere in modo rapido sono: contatto oculare e sorriso, verbalizzazione con il nome proprio del bambino (adeguata alla situazione), gesti di disponibilità fisica (girarsi con il busto, aprire le braccia, avvicinarsi o farlo avvicinare), attenzione congiunta.
Queste azioni possono anche costituire l’inizio della risposta, a cui fanno seguito altre azioni dopo aver analizzato il feedback del bambino (se non è stato sufficiente, forse ha un bisogno più complesso).

4. Interazioni coinvolgenti, positive e responsive

4. Interazioni coinvolgenti, positive e responsive

La risposta al bisogno del bambino deve avvenire con una interazione tra educatrice e bambino che sia coinvolgente, calda e umana, positiva e responsiva.

Operativamente, basta solitamente concentrarsi sul singolo bambino durante l’interazione stessa (contatto oculare e sorriso, verbalizzazione del nome proprio, una rassicurazione o un incoraggiamento, contatto fisico), senza esprimere frettolosità ma dedicando un po’ di tempo “solo” a quel bambino.
Se il bambino è abituato a un piccolo rituale, l’educatrice dovrebbe seguirlo (un classico esempio è il cambio dovuto a “incidenti”). Utile è l'uso di verbalizzazioni di apprezzamento e di incoraggiamento.

5. Facilitare quanto il bambino sta cercando di fare

5. Facilitare quanto il bambino sta cercando di fare

A volte le educatrici non si accorgono che stanno interferendo con il desiderio di un bambino di esplorare e esprimersi. Dal punto di vista della costruzione di legami di attaccamento sicuro, durante lo sviluppo di una situazione educativa è consigliabile fornire un supporto affettivo agli sforzi dei bambini piuttosto che indirizzare o contenere tali sforzi con limiti e “no” (verbali e non verbali) continui.
Ad esempio, le educatrici possono seguire le loro mosse sorridendo, stabilendo contatti oculari, restando calme e girate verso i bambini, ricevendo le loro offerte, sfruttando le occasioni di attenzione congiunta, proponendo piccoli abbracci o altri contatti fisici, rispecchiando le emozioni dei bambini.

L’intervento diretto delle educatrici può essere limitato ai casi in cui il bambino rischi la propria incolumità fisica o il conflitto con un pari stia degenerando. Un appunto interessante riguarda l’utilizzo dell’attenzione congiunta: in questo caso le educatrici dovrebbero rispecchiare e incentivare le intenzioni di gioco del bambino che le ricerca.

6. Stimolare ciascun bambino secondo le sue capacità

6. Stimolare ciascun bambino secondo le sue capacità

Stimolare ciascun bambino secondo le sue capacità è una buona pratica anche per la costruzione di legami di attaccamento sicuro, oltre che educativa. In particolare le educatrici dovrebbero fare attenzione almeno al temperamento (vedi Temperamento al Nido) e alle capacità già sviluppate di ciascun bambino.

In sintesi, si tratta di permettere al bambino di “allontanarsi” dall’educatrice grazie alla esplorazione a lui più congeniale, in modo che possa sia esprimere il legame con l’educatrice, sia apprezzarne la solidità, e in tal modo rafforzarlo.
In pratica, le educatrici si porranno da subito come base sicura (vedi Educatrice come Base Sicura).

7. Rinforzare i primi tentativi di “base sicura”

7. Rinforzare i primi tentativi di “base sicura”

La base sicura (vedi Educatrice come Base Sicura) è il comportamento più facilmente osservabile che testimonia l’avvenuta creazione di un legame di attaccamento sicuro tra bambino e educatrice di asilo nido. È fondamentale che l’educatrice rinforzi positivamente i primi accenni del fenomeno di base sicura che ciascun bambino inizi a mostrare.
Ad esempio: lasciare che si allontani spontaneamente, e incoraggiarlo alla partenza; seguirlo con lo sguardo, sorridendo, e stabilire un contatto oculare ogni qual volta il bambino cerca l’educatrice.

Nota sulle interazioni coinvolgenti, positive e responsive

Il punto (4), “Interazioni coinvolgenti, positive e responsive”, è stato più volte dimostrato dalla relazione diretta tra numero di interazioni con coinvolgimento (anche emotivo) bambino-educatrice e sicurezza del legame di attaccamento (vedi ad esempio: De Wolff & van Ijzendoorn, 1997; Goossens & van Ijzendoorn, 1990; Howes, 1997; Howes & Hamilton, 1992; Kontos, Howes, Shinn, & Galinsky, 1995; Wachs & Desai, 1993). Inoltre, è stato dimostrato che la scarsità di interazioni da parte dell’educatrice è collegata allo sviluppo di legami di attaccamento insicuro da parte dei bambini di asilo nido (Howes et al. (1988), Goosens and van Ijzendoorn (1990)).

Di conseguenza, riteniamo che le interazioni coinvolgenti, positive e responsive sono la chiave più importante per creare legami di attaccamento sicuro verso le educatrici.

10 consigli pratici per la costruzione di legami di attaccamento sicuro con i bambini negli asili nido

Di seguito forniremo alcuni consigli pratici da noi sperimentati e che speriamo utili a tutte le educatrici per facilitare l’instaurarsi di legami di attaccamento sicuro da parte dei bambini nei loro asili nido:

  1. Contatto visivo con ciascun bambino (si sta comunicando!!!]
  2. Sorridere e parlare a ciascun bambino (usare il nome proprio)
  3. Dare contatto fisico e calore umano a ciascun bambino
  4. Essere sensibili e reattive a quanto espresso da ciascun bambino
  5. Entrare in sintonia con ciascun bambino (tramite il prestare attenzione a ciascun bambino e regolarsi su quello che si sa di lui, oltre che su quanto sta accadendo)
  6. Rispecchiare quanto ciascun bambino esprime
  7. Sfruttare i momenti di attenzione congiunta (anche progettandoli prima)
  8. “Leggere” insieme. Per approfondimenti sulla lettura all’asilo nido, vedi Lettura al nido
  9. Canzoni mimate. Per approfondimenti, vedi  Canzoni mimate - Importanza e valore educativo
  10. Porsi da subito come base sicura: accogliere fisicamente quando il bambino si avvicina, lasciare che si allontani spontaneamente e incoraggiarlo alla partenza

Questi 10 consigli sono variamente impiegabili nella strategia generale sopra esposta.

Bibliografia

Ainsworth, M. D. S., Blehar, M. C., Waters, E., & Wall, S. (1978). “Patterns of attachment”. Erlbaum, Hillsdale, NJ
Bowlby J., (1969). “Attachment, 2nd edition, Attachment and Loss (vol. 1)”, New York: Basic Books
Bowlby J., (1988), “A Secure-Base”. Basic Books, New York
De Wolff, M. S., & van Ijzendoorn, M. H. (1997). “Sensitivity and attachment: A meta-analysis on parental antecedents of infant attachment”. Child Development, 68(4), 571–591.
Goossens, F. A., & van Ijzendoorn, M. H. (1990). “Quality of infants’ attachment to professional caregivers: Relations to infant-parent attachment and day-care characteristics”. Child Development, 61, 832–837.
Howes, C., Rodning, C., Galluzzo, D. C., & Myers, L. (1988). “Attachment and child care: Relationships with mother and caregiver”. Early Childhood Research Quarterly, 3(4), 403–416.
Howes, C. (1997). “Teacher sensitivity, children’s attachment, and play with peers”. Early Education and Development, 8(1), 41–49.
Howes, C., & Hamilton, C. E. (1992). “Children’s relationships with caregivers: Mothers and child care teachers”. Child Development, 63, 859–878.
Kontos, S., Howes, C., Shinn, M., & Galinsky, E. (1995). “Quality in family child care and relative care”. New York: Teachers College Press.
Shonkoff J. P.,  Phillips D. A., (eds), (2000). “From Neurons to Neighborhoods: The Science of Early Childhood Development”. Committee on Integrating the Science of Early Childhood Development, Board on Children, Youth, and Families.
Wachs, T. D., & Desai, S. (1993). “Parent-report measures of toddler temperament and attachment: Their relation to each other and to the social microenvironment”. Infant Behavior and Development, 16, 391–396.
Waters E., Kondo-Ikemura K., Posada G., and Richters J., (1991). “Learning to love: Milestones and mechanisms”. In: Gunnar MR and Sroufe LA (eds.) Self Processes and Development. The Minnesota Symposia on Child Psychology, vol. 23, pp. 217–255. Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum Associates.
Waters E., Vaughn B.E., Posada G., and Kondo-Ikemura K., (1995). “Caregiving, cultural, and cognitive perspectives on secure-base behavior and working models: New growing points of attachment theory and research”. Monographs of the Society for Research in Child Development 60 (2-3, Serial No. 244).

Articoli collegati

Per una riflessione su come l'educatrice di asilo nido possa promuovere il fenomeno della base sicura, vedi Educatrice come Base Sicura.
Per una definizione e alcune riflessioni sull'importanza del temperamento del bambino per l'educatrice di asilo, vedi Temperamento al Nido
Per alcune riflessioni sull'importanza della lettura come relazione tra educatrice e bambino, vedi Lettura al nido
Per una analisi dell'importanza educativa delle canzoni, in particolare quelle mimate, vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo

Conclusioni

In questo articolo abbiamo proposto una strategia operativa e alcuni consigli pratici per facilitare i bambini degli asili nido nel creare legami di attaccamento sicuro con  le educatrici, prendendo spunto dall’importanza che tale legame riveste per l’agire educativo delle educatrici.
La strategia da noi proposta per facilitare la creazione di legami di attaccamento sicuro consiste in 7 azioni contemporanee e sinergiche da sviluppare con ciascun bambino: 1) Essere disponibili; 2) Porre attenzione ai segnali dei bambini; 3) Fornire una risposta rapida e coerente ai bisogni e ai segnali del bambino; 4) Interazioni calde, positive e responsive; 5) Facilitare quanto il bambino sta cercando di fare; 6) Stimolare ciascun bambino secondo le sue capacità; 7) Rinforzare i primi tentativi di “base sicura”.
Abbiamo infine proposto 10 consigli pratici, sfruttabili nelle azioni della strategia e inseribili nel bagaglio di competenze di ciascuna educatrice:   1) Contatto visivo con ciascun bambino; 2) Sorridere e parlare a ciascun bambino; 3) Contatto fisico e calore umano per ciascun bambino; 4) Essere sensibili e reattive a quanto espresso da ciascun bambino; 5) Entrare in sintonia con ciascun bambino; 6) Rispecchiamento emotivo; 7) Attenzione congiunta; 8) “Leggere” insieme; 9) Canzoni mimate; 10) Porsi da subito come base sicura. Con la strategia e i consigli, ogni educatrice può progettare e poi operare efficacemente in maniera da facilitare il naturale legame di attaccamento sicuro che ogni bambino può creare con i propri caregiver, educatrici di asilo nido comprese.


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