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Prime relazioni tra bambini al Nido - Importanza

Prime relazioni tra bambini al Nido - Importanza

In questo articolo proporremo alcune riflessioni sulle prime relazioni sociali che i bambini instaurano tra loro negli asili nido, vedendo il relativo impatto sul loro sviluppo. Quest’articolo s’inserisce quindi nel quadro più ampio della cosiddetta “socializzazione secondaria”, evidenziando l’importanza delle prime relazioni sociali tra bambini sotto i 36 mesi, ed e stato curato dalla psicologa Milena De Giorgi, partendo da una serie di riflessioni sviluppate all'interno del gruppo di lavoro di Progetto Asilo Nido.

Come vedremo, i bambini di asili nido già a tre anni possono avere qualche problema a essere accettati dai loro pari. Inoltre, le prime difficoltà nelle relazioni con i coetanei possono determinare conseguenze negative per lo sviluppo sociale ed emotivo dei bambini.
Per capire perché alcuni bambini hanno difficoltà a relazionarsi con i coetanei, è importante studiare le prime fasi dello sviluppo delle relazioni tra pari.

Nota. Studiare le relazioni tra pari è particolarmente importante per bambini con bisogni educativi speciali. Il concetto stesso di integrazione si basa sul presupposto che è benefico per tali bambini vivere e crescere con i pari con sviluppo tipico (e viceversa). È quindi necessario che le educatrici di asilo nido operino proattivamente perché tali esperienze siano ripetutamente positive, non solo per quanto riguarda la sinergia con gli obiettivi educativi.

Importanza educativa delle prime relazioni sociali al nido

Un’idea dell’importanza delle prime relazioni tra bambini negli asili nido, e della loro valenza educativa, si può avere considerando questi 3 punti.


1. I bambini hanno la capacità di relazionarsi con i loro coetanei già prima dei 36 mesi

1. I bambini hanno la capacità di relazionarsi con i loro coetanei già prima dei 36 mesi

Anche se non frequentanti un asilo nido, la maggior parte dei lattanti e dei bambini incontra altri bimbi regolarmente, e alcune relazioni sociali di lunga durata con pari ben individuati iniziano già dalla nascita (Hay et al. 1999).
Già a 6 mesi di età, i bambini possono comunicare con altri lattanti, ad esempio sorridendo, toccando e balbettando.
Nel secondo anno di vita, i bambini mostrano comportamenti sia prosociali sia aggressivi con i pari; in particolare alcuni bambini possono essere chiaramente più aggressivi di altri (Hay et al. 1999; Hay, Castel & Davies 2000).

2. I fattori per cui i bambini accettano o rifiutano altri loro coetanei sono attivi già negli asili nido

 2. I fattori per cui i bambini accettano o rifiutano altri loro coetanei sono attivi già negli asili nido

In altre parole, alcuni bambini possono non essere accettati dai loro coetanei già al nido. Sappiamo che l’accettazione dei pari è influenzata da molti fattori della vita di un bambino, tra cui: le loro relazioni a casa con i genitori e i fratelli, il rapporto tra gli stessi genitori, i livelli di supporto sociale alla loro famiglia (Hay, Payne & Chadwick 2004). 

Dal punto di vista di una educatrice di asilo nido, tuttavia, è importante osservare che l'accettazione dei pari è maggiormente condizionata dal comportamento proprio dei bambini. Segnaliamo due aspetti di notevole importanza per l’agire educativo delle educatrici di asilo nido:

  • Aggressività. Comportamenti basati sull’aggressività sembrano maggiormente penalizzare le relazioni con i pari, in modo omogeneo con quanto accade negli anni successivi all’asilo nido: i bambini molto aggressivi non sono accettati dai loro coetanei (Crick, Casas e Mosher 2004).
  • Assenza di comportamento prosociale. Può essere l 'assenza di un comportamento prosociale, non la presenza di aggressività, che promuove il rifiuto dei pari (Vitaro, Gagnon, Tremblay 1990). Questo è particolarmente importante sotto i 36 mesi, in cui buona parte delle relazioni con i pari può essere condizionata da alcuni tratti del temperamento e dal tipo (“qualità”) del legame di attaccamento con i caregiver primari (vedi Temperamento al Nido), educatrice compresa. Nota. L’assenza di comportamento prosociale dovrebbe essere considerata come un fattore relativo, influenzata sia dallo sviluppo raggiunto dal bambino, sia dal gruppo in cui egli è inserito.  Ad esempio, le educatrici possono osservare chiaramente l’effetto dell’assenza di comportamento prosociale sulle relazioni dei bambini al nido, quando i bambini cominciano a utilizzare il linguaggio come canale principale per avviare interazioni (dopo i 24 mesi circa). Bambini con difficoltà nella produzione del linguaggio saranno interpellati con minor frequenza dai loro pari più loquaci. Le educatrici potranno osservare che gli stessi bambini, in un gruppo di pari con minor sviluppo verbale, possono avere interazioni diverse (giocano con più bambini).

Per avere un’idea dell’importanza delle prime relazioni tra bambini negli asili nido, ogni educatrice può osservare lo sviluppo del gioco simbolico nel proprio gruppo. Noterà, infatti:

  • Gioco simbolico in parallelo: i bambini con migliori relazioni reciproche sono vicini tra loro
  • La nascita dei primi giochi cooperativi avviene tra bambini con buone relazioni personali, e coinvolgono ulteriori bambini sempre e solo in buone relazioni con loro.

Alleanza educativa con la famiglia

Con riferimento all’assenza di comportamento prosociale, si può individuare un ambito operativo nuovo per l’educatrice, all’interno dell’alleanza educativa con la famiglia.
Sappiamo infatti che un aspetto particolare delle azioni dell’educatrice riguarda le interazioni con la famiglia in funzione dell’educazione congiunta e sinergica del bambino.
Sappiamo inoltre che i genitori con problemi a relazionarsi socialmente, in particolare le madri, hanno con maggior frequenza bambini dal comportamento timido (quindi con minori e/o più difficili relazioni sociali con i pari), anche oltre l’età di asilo nido (Rubin, Burgess, Coplan 2002).

È quindi possibile per l’educatrice di asilo nido considerare alcune azioni specifiche rivolte alle famiglie, per esempio:

  • Creazione di un clima di fiducia diffuso tra i vari genitori, la promozione di incontri di socializzazione “non invadenti”, con maggior attenzione ai genitori che hanno difficoltà a instaurare e/o mantenere relazioni sociali positive.

Questo è un aspetto a nostro avviso importante nel caso di famiglie immigrate da poco nel nostro paese, spesso senza una rete di sostegno sociale, familiare e/o amicale.

3. Le relazioni sociali con i pari negli asili nido hanno un impatto a lungo termine sullo sviluppo dei bambini

3. Le relazioni sociali con i pari negli asili nido hanno un impatto a lungo termine sullo sviluppo dei bambini

Le relazioni sociali tra pari negli asili nido e quelle che si verificano successivamente durante l'infanzia sono legate tra loro. 
Ad esempio, bambini piccoli (12-36 mesi) che erano capaci di giochi complessi con i coetanei, erano in seguito più competenti nel trattare con gli altri bambini, almeno fino ai nove anni (Ladd, Troop-Gordon 2003).

Woodward e Fergusson hanno dimostrato che l’accettazione sociale da parte dei pari nella prima infanzia è un predittore delle successive relazioni tra pari.
Ad esempio, i bambini che erano senza amici negli asili nido erano ancora in difficoltà a trattare con i coetanei all'età di 10 anni (Woodward, Fergusson 2000). Inoltre, il rifiuto sociale da parte degli altri bambini è associato frequentemente a scarsi risultati scolastici (Criss et al. 2002).

In altre parole, avere amici nella primissima infanzia sembra proteggere i bambini contro lo sviluppo di problemi psicologici più tardi durante l'infanzia e, complessivamente, sembra migliorare il successo sociale e scolastico nei periodi successivi.

Prime relazioni sociali al Nido - Bambini con bisogni educativi speciali e relazioni speciali

Da quanto riportato sopra, è particolarmente importante studiare le relazioni sociali tra pari che coinvolgono bambini con bisogni educativi speciali.
Uno dei presupposti dell’educazione dei bambini con bisogni speciali è: per tutti i bambini (e a maggior ragione per loro) è positivo condividere esperienze con i propri pari. Tuttavia, se tali esperienze con gli altri bambini sono molto negative, esse possono interferire con gli obiettivi educativi individuali.

Fortunatamente, come molte educatrici sanno per esperienza personale, negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia le relazioni tra bambini con bisogni educativi speciali e bambini con sviluppo tipico, se non condizionati da modelli esterni, sono simili se non uguali a tutte le altre (Buysse, Goldman e Skinner 2002). Nel caso in cui i bambini con bisogni educativi speciali siano in qualche modo rifiutati socialmente, raramente si sviluppano amicizie e relazioni sociali positive (ibid.).

Le educatrici dovranno quindi prestare molta attenzione agli eventuali condizionamenti derivanti da stereotipi o posizioni culturali degli adulti, sia discutendone con tutti i genitori del gruppo di bambini negli incontri a loro dedicati, sia all’interno del gruppo di lavoro stesso.

Importanza per le educatrici

Quanto abbiamo appena visto suggerisce alle educatrici e alle coordinatrici psicopedagogiche che è possibile agire negli asili nido per evitare problemi relazionali e scolastici nei bambini negli anni successivi.

Anche se molti ricercatori hanno descritto le prime relazioni tra pari, e tali relazioni sono ampiamente note alle educatrici negli asili nido, si osserva che in letteratura scientifica si è posta una minore attenzione alle abilità emotive, cognitive e comportamentali che sono alla base della capacità di interagire positivamente con gli altri bambini.

Una ricerca interessante a tal riguardo è in Hay, Payne & Chadwick (2004).
Hay ha proposto che le prime relazioni tra pari dipendono dalle seguenti competenze che si sviluppano nel corso dei primi due anni di vita (Hay, Payne & Chadwick 2004):

  • Attenzione congiunta
  • Controllo delle emozioni
  • Inibizione degli impulsi
  • Imitazione delle azioni altrui
  • Comprensione delle relazioni causa-effetto (iniziale, si svilupperà poi negli anni successivi)
  • Competenza linguistica

Nei bambini, carenze in tali competenze possono essere compensate da interazioni con adulti socialmente competenti, come i loro genitori e le educatrici, o con fratelli maggiori. Tuttavia, i pari (che stanno anche loro sviluppando gradualmente queste competenze) possono essere meno “indulgenti”. In tal modo gli ambienti e le situazioni basate sulle interazioni con i pari (in particolar modo gli asili nido) possono diventare una sfida difficile per alcuni bambini.

Le educatrici devono quindi porre particolare attenzione a bambini con disturbi dello sviluppo che alterino la capacità di attenzione e di imitazione (in particolare verso i 2-3 anni) e a bambini dal vocabolario limitato (verso i 3 anni).

Prime relazioni tra bambini al Nido - Importanza - Bibliografia

Buysse V., Goldman B.D., Skinner M.L. Setting effects on friendship formation among  young  children  with  and  without  disabilities.  Exceptional  Children 2002;68(4):503-517.

Crick N.R., Casas J.F., Mosher M. Relational and overt aggression in preschool. Developmental Psychology 1997; 33(4):579-588.

Criss M.M., Pettit G.S., Bates J.E., Dodge K.A., Lapp A.L. Family adversity, positive peer relationships, and children's externalising behavior: A longitudinal perspective on risk and resilience. Child Development 2002; 73(4): 1220-1237.

Hay D.F., Castle J., Davies L. Toddlers' use of force against familiar peers: A precursor to serious aggression? Child Development 2000; 7\(2):457-467.

Hay D.F., Castle J., Davies L., Demetriou H., Stimson C.A. Prosocial action in very early childhood. Journal of Child Psychology and Psychiatry 1999; 40(6): 906-916.

Hay D.F., Payne A., Chadwick A. Peer relations in childhood. Journal of Child Psychology and Psychiatry and Allied Disciplines 2004; 45(1):84-108.

Ladd GW, Troop-Gordon W. The role of chronic peer difficulties in the development of children's psychological adjustment problems. Child Development 2003-J 4(5): 1344-1367.

Rubin K.H., Burgess K.B., Coplan R.J. Social withdrawal and shyness. In: Smith P.K., Hart C.H., eds. Blackwell handbook of childhood social development. Malden, Mass: Blackwell Publishers; 2002:330-352.

Vitaro F., Gagnon C., Tremblay R.E. Predicting stable peer rejection from kindergarten to Grade one. Journal of Clinical Child Psychology 1990; 19(3):257-264.

Woodward L.J., Fergusson D.M. Childhood peer relationship problems and later risks of educational under-achievement and unemployment. Journal of Child Psychology and Psychiatry and Allied Disciplines 2000; 41(2): 191-201.

Articoli collegati - Prime relazioni tra bambini al Nido - Importanza

Per una definizione e alcune riflessioni sull'importanza del temperamento del bambino per l'educatrice di asilo, vedi Temperamento al Nido.
Per una definizione e una analisi di come l'attenzione congiunta educatrice-bambino sia fondamentale per l'azione educativa e lo sviluppo del bambino: Attenzione congiunta al Nido e sviluppo.
Una discussione sul controllo delle emozioni per i bambini di 0-3 anni è presentata in Empatia e gestione delle emozioni in asilo nido.

Conclusioni - Prime relazioni tra bambini al Nido - Importanza

Le relazioni con i pari svolgono un ruolo di notevole importanza per lo sviluppo dei bambini di asilo nido e per la loro vita futura. In particolare, esperienze nei primi due o tre anni di vita hanno implicazioni per l'accettazione dei bambini da parte dei loro compagni di classe nella scuola dell’infanzia e nella successiva vita scolastica. Infatti, bambini che dimostrano buone  competenze relazionali e comportamenti prosociali verso i coetanei al nido, sono con maggior frequenza accettati dai loro compagni e interagiscono con loro con maggior frequenza. Di contro, bambini aggressivi o con scarse competenze relazionali sono spesso rifiutati dai loro pari.

Abbiamo osservato che queste scarse competenze sociali possono dipendere da vari fattori del bambino, come il temperamento, e della diade bambino-famiglia, come la qualità dell’attaccamento e la rete sociale che sostiene i genitori.

L’importanza delle prime relazioni tra bambini al nido è enorme se consideriamo bambini con bisogni educativi speciali, che possono non possedere tutte le capacità emotive, cognitive e comportamentali che sono alla base delle interazioni con i pari. Infatti, scarse e insoddisfacenti relazioni tra questi bambini e il resto del gruppo possono condizionare i primi problemi comportamentali ed emozionali, mentre le prime amicizie e relazioni positive con pari sembrano proteggere i bambini contro problemi psicologici che possono verificarsi nella successiva vita scolastica.


 

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