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Temperamento al Nido

Temperamento al Nido

In questo articolo introdurremo il costrutto di temperamento del bambino, adottando un punto di vista pratico e dedicato alle educatrici di asilo nido. Dopo aver visto l’importanza che il temperamento riveste per l’operatività negli asili nido, vedremo il modello di Thomas & Chess (1977), basato su 9 tratti. L'articolo è stato curato dalla psicologa Milena De Giorgi, partendo da una serie di riflessioni sviluppate all'interno del gruppo di lavoro di Progetto Asilo Nido.

Importanza del temperamento per le educatrici di asilo nido

Per meglio comprendere l’importanza che il concetto di temperamento e la sua applicazione rivestono nell’operato educativo delle educatrici di asilo nido si deve considerare che:

  1. Il temperamento di un bambino influisce su come egli reagisce alle persone e all’ambiente. In pratica il temperamento influisce su come il bambino percepisce, interpreta e usa le esperienze per il proprio sviluppo e su come configura le scelte che egli fa verso certe attività e ambienti (che di ritorno rinforzano i tratti temperamentali che hanno determinato quelle scelte)
  2. Il temperamento di un bambino determina le reazioni che l’educatrice ha verso il bambino stesso
  3. Il temperamento costituisce parte della personalità, o meglio una delle basi che concorrono a sviluppare la personalità (Caspi, 1998), e uno dei compiti dell’educatrice di asilo nido è promuovere lo sviluppo della personalità del bambino

Definizione di temperamento

Esistono varie definizioni di temperamento, poiché finora “il costrutto di temperamento ha eluso una definizione sicura” (Thompson, Easterbrooks & Padilla-Walker, 2003, pag. 93.)

Dato che quello che serve all’educatrice di asilo nido per la propria azione educativa non è un elenco di varie definizioni, abbiamo raccolto e rielaborato le caratteristiche che accomunano le varie espressioni del concetto di temperamento:

Tutte le definizioni comunemente usate in psicologia concordano su:

  • Il temperamento si manifesta in come una persona reagisce e si comporta
  • Appare fin dalla primissima infanzia
  • Rimane stabile sia nel tempo, sia nelle situazioni, sia nei vari ambienti
  • È basato su processi biologici (s’ipotizza anche che alcuni tratti abbiano origine genetica)
  • È guidato da stimoli sia interni sia esterni
  • Può essere influenzato dall’ambiente

(Caratteristiche rielaborate dall’autrice dalle varie fonti citate in bibliografia).


Clicca per visualizzare alcune riflessioni su:

Temperamento e personalità

Temperamento e personalità

Nel linguaggio comune si usa spesso temperamento come sinonimo di personalità. L’educatrice di asilo nido deve porre molta attenzione all’uso del termine tecnico “temperamento” (derivante dall'inglese scientifico “temperament”), in particolare evidenziandone la specificità nei colloqui con i genitori.

Citando Thomas & Chess (1977), pag. 9:
Il temperamento può essere inteso con il termine “stile di comportamento”. Ciascuno stile si riferisce al “come” del comportamento, piuttosto che al “cosa” (abilità o contenuti) o al “perché” (motivazione)” – Trad. it. Aut.

Le differenze pratiche tra temperamento e personalità sono molteplici; tra le più importanti:

  • Il temperamento è, in gradi diversi per le sue varie caratteristiche, di origine biologica e/o genetica (vedi ad esempio Rothbart & Bates, 1998)
  • Il temperamento è una base su cui, nel tempo, si svilupperà la personalità del bambino. Infatti, oltre a queste predisposizioni biologiche, la personalità si basa sullo sviluppo dell’identità, sullo sviluppo di modelli di rappresentazione del sé in relazioni agli altri, sui valori culturali, sulle esperienze conseguite e sulle interpretazioni di tali esperienze (Caspi, 1998).

Temperamento e implilcazioni per le educatrici

Temperamento e e implilcazioni per le educatrici

Dal punto di vista delle educatrici di asilo nido, il temperamento dei bambini è gravido di conseguenze operative possibili, ma non chiaramente definite, dato che nel campo stesso delle ricerche emergono inconsistenze e incoerenze tra teorie diverse e tra teorie e applicazioni pratiche (per un’interessante comparazione, vedi Zentner & Bates, 2008). È importante ricordare qui che, sebbene vi sia tra i ricercatori un sostanziale accordo sulla base biologica del temperamento e sulla sua importanza per il bambino, esistono tuttavia più modelli di come esso si struttura.

Per le educatrici di asilo nido, in considerazione dei risvolti operativi del loro agire quotidiano e delle competenze da loro acquisite, riteniamo che il modello di Thomas & Chess (1977), con le sue 9 dimensioni degli stili di comportamento (i “tratti”), sia il più utile. Ciò sebbene alcune delle nove dimensioni siano ridondanti (Martin, Wiesenbaker, & Huttunen, 1994, come citati in Zentner & Bates, 2008).

Nota. Un modello più recente del temperamento (Rothbart & Bates, 1998; Rothbart & Derryberry, 2000) è indicato brevemente in Temperamento al Nido – Modello recente, in cui sono proposte anche alcune implicazioni per la professionalità dell’educatrice di asilo nido.

Temperamento e famiglie

Temperamento e famiglie

Dal punto di vista delle educatrici di asilo nido, parlare di temperamento alle famiglie dei bambini presenta alcune interessanti implicazioni.

Prima di tutto, le educatrici devono essere consapevoli che l’argomento del temperamento, e delle relative implicazioni, può essere completamente sconosciuto o rappresentare per i genitori un modo non familiare di relazionarsi col proprio figlio. È consigliabile quindi fornire sia materiale informativo sia indicare come il temperamento è utilizzato nelle pratiche educative dell’asilo nido.

È importante che le educatrici esplicitino il fatto che, per il servizio, il bambino è un essere unico e che la sua individualità è compresa, rispettata e promossa ai fini del suo sviluppo.

È poi importante coinvolgere direttamente i genitori sull’individuazione del temperamento del proprio bambino. In tal modo le osservazioni delle educatrici di asilo nido potranno confrontarsi con le loro e aumentare i punti di vista. Gli stessi Thomas e Chess, nel loro studio, si sono basati sulle osservazioni dei genitori!

L’argomento del temperamento permette alle educatrici di comprendere come i genitori percepiscono e affrontano gli aspetti del comportamento collegati al temperamento del proprio bambino.

Parlare di temperamento, spiegandone l’importanza e il fatto che è determinato biologicamente, può aiutare i genitori a comprendere meglio il comportamento dei loro bambini e a interagirvi.
In particolare, nel caso i genitori riportino difficoltà a gestire alcuni aspetti del comportamento del bambino, la spiegazione del temperamento del bambino e delle implicazioni operative adottate nell’asilo nido può rassicurarli sulle loro capacità genitoriali (aiutandoli a scindere le loro reazioni verso il bambino da quelle verso il comportamento e proponendo possibili modifiche al modo in cui possono interagire con questo).
A tal fine è interessante quanto Putnam, Sanson, & Rothbart (2002, pag. 272) propongono: “il compito per i genitori, nel pensare in termini di temperamento, è considerare quando scegliere le strategie per calmare, controllare, stimolare, guidare il loro bambino e nel predisporre nel suo complesso l’ambiente di cura” (Trad.It. Aut.).

Tratti del temperamento

Seguendo Thomas & Chess (1977), consideriamo il temperamento come la combinazione di questi 9 indicatori (tratti):


Clicca per visualizzare i 9 tratti del temperamento:

1. Attività (activity)

1. Attività

L’attività si riferisce al livello di energia fisica impiegata nelle attività.
In pratica corrisponde a quanto il bambino, spontaneamente e in maniera autonoma, si muove (attività motoria globale) ed esprime appetenza verso il movimento.
Questo indicatore è facilmente osservabile dall’educatrice quando il bambino sta giocando liberamente.
Il livello di attività può variare da alto a basso.

2. Ritmicità (rhythmicity)

2. Ritmicità

La ritmicità o regolarità biologica si riferisce a quanto il bambino, spontaneamente e in maniera autonoma, sembra seguire propri schemi di comportamenti fisiologici ben prevedibili.
In particolare: orari ben precisi e pressoché stabili, in particolare per quanto riguarda la fame, il sonno ed il risveglio, l’evacuazione.
Questo indicatore è facilmente osservabile dall’educatrice quando conosce il bambino da qualche tempo, pensando alla sua intera giornata all’asilo nido.
Il livello di ritmicità può variare da alto a basso

3. Approccio/Ritiro (approach/withdrawal)

3. Approccio/Ritiro

L’approccio/ritiro si riferisce a quanto il bambino risponda alle nuove situazioni sociali, come ad esempio il grande gruppo, nuove persone in sezione, ecc.
In maniera positiva: apprezzandole e avvicinandosi.
In maniera negativa: ritraendosi da esse.
Il livello di Approccio/Ritiro può variare da Approccio (risposta positiva) a Ritiro (risposta negativa).

Nota: in alcuni casi l’approccio è indicato come “socievolezza”, ponendo l’enfasi sull’approccio verso gli altri.
Nota: in alcuni casi il comportamento di ritiro (withdrawal) è definito “timidezza”.

4. Adattabilità (adaptability)

4. Adattabilità

L’adattabilità si riferisce a quanto il bambino risponda in maniera positiva ai cambiamenti, agli imprevisti e alle sorprese che possono avvenire nel setting e nelle situazioni educative, modificando la reazione iniziale o il proprio comportamento in maniera socialmente accettabile.
In generale, tutti i bambini in età di asilo nido non amano variazioni (in particolare nelle routine), ma è esperienza comune delle educatrici che alcuni vi reagiscano in maniera migliore di altri.

 Il livello di adattabilità può variare da alto (facilità ad accettare i cambiamenti) a basso (difficoltà ad accettare i cambiamenti).

5. Sensibilità agli stimoli fisici (threshold of responsiveness)

5. Sensibilità agli stimoli fisici

La sensibilità agli stimoli fisici si riferisce a quanto il bambino è sensibile e reagisce agli stimoli fisici che lo circondano. È possibile considerarla come un valore di soglia di consapevolezza di quanto accade attorno al bambino senza che tali stimoli gli creino disagio.
Il livello di sensibilità può variare da alto a basso.

6. Intensità (intensity)

6. Intensità emotiva

L’intensità emotiva si riferisce all’energia che il bambino esprime emotivamente nelle varie situazioni, cioè misura la forza delle risposte emotive, “quanto” si arrabbia, ha paura, ecc.
Il livello di intensità emotiva può variare da alto a basso.

7. Stato d'animo (mood)

7. Stato d'animo

Lo stato d’animo si riferisce alla qualità delle espressioni emotive che solitamente il bambino mostra nelle sue risposte, cioè alla sua tendenza complessiva a reagire in maniera tranquilla e sorridente oppure agitata e preoccupata.
Lo stato d’animo può variare da negativo a positivo.

8. Distraibilità (distractibility)

8. Distraibilità

La distraibilità si riferisce alla facilità ad essere distratto dall’attività in cui il bambino è coinvolto da quanto succede attorno a lui. 
Il livello di distraibilità può variare da alto a basso.

9. Persistenza (Persistence)

9. Persistenza

La persistenza si riferisce a quanto il bambino è determinato a completare un’azione o conseguire un risultato, cioè si impegna a completare un’azione per lui difficile o conseguire un risultato, nonostante i suoi sforzi siano inizialmente vani. Comprende anche la durata dell’attenzione.
In pratica indica quanto un bambino riesca a tollerare le frustrazioni nel non conseguire immediatamente un risultato.
Il livello di persistenza può variare da alto a basso.

Tratti e categorie del temperamento

Thomas & Chess (1977) nel loro studio individuano, oltre ai 9 tratti temperamentali, anche 4 categorie di bambini sulla scorta di tali indicatori. Tuttavia, riteniamo più utile, dal punto di vista del proprio agire educativo, che l’educatrice di asilo nido individui (tramite l’osservazione) i tratti più manifesti di ciascun bambino su cui operare, e non le categorie.
Proponiamo di seguito alcune riflessioni.


Clicca per visualizzare alcune riflessioni su:

Le 4 categorie del temperamento

Le 4 categorie del temperamento

Thomas & Chess (1977) hanno raccolto i 9 tratti temperamentali in 3 categorie di bambini , così definite:

  1. Bambino “facile” (Easy Child): circa il 40% dei bambini
  2. Bambino “difficile” (Difficult Child): circa il 10% dei bambini
  3. Bambino “lento a partire” (Slow to Warm up Child): circa il 15% dei bambini

Così facendo si crea una quarta categoria, quella dei bambini che non rientrano in nessuna delle prime tre:

  1. Bambino “non categorizzato”: circa il 35% dei bambini.

Vediamo alcuni dettagli di queste 4 categorie. Thomas & Chess (1977) indicano che:

  1. Il bambino “facile” si adatta alle nuove esperienze e situazioni, ha uno stato d’animo tendenzialmente positivo, esprime emozioni con gradualità, mostra schemi ripetitivi nelle routine (ad esempio mangia e dorme regolarmente).
  2. Il bambino “difficile” è molto emotivo, irritabile, agitato. Piange spesso.
  3. Il bambino “lento a partire” impiega poca energia nelle proprie attività e si muove meno degli altri; tende a ritrarsi da nuove situazioni e persone; si adatta lentamente alle novità proposte.
  4. Bambino “non categorizzato” (non appartenente ad alcuna categoria). Questi bambini mostrano una gran variazione nei tratti e combinazioni diverse tra gli stessi, in maniera individuale.

Perché usare i 9 tratti invece delle 4 categorie?

Perché usare i 9 tratti invece delle 4 categorie?

Secondo noi di Progetto Asilo Nido, per l’educatrice di asilo nido è operativamente più utile usare i 9 tratti del temperamento invece delle 4 categorie. I motivi che ci portano a consigliare i 9 tratti sono:

  • Tali categorie sono state originariamente create da Thomas e Chess basandosi sulle osservazioni compiute dai genitori (sebbene oggi siano solitamente studiate con strumenti e con competenze non in possesso delle educatrici di asilo nido). I 9 tratti sono quindi facilmente osservabili dalle educatrici di asilo nido con le loro usuali competenze.
  • Circa 1 bambino su 3 non appartiene ad alcuna categoria, ma ha comunque qualche tratto preminente
  • Il comportamento di bambini di asilo nido può variare sia in base al contesto e al setting, sia in base ai compagni (gruppo sociale) con cui interagiscono (Mangelsdorf, Schoppe, & Burr, 2000). In altre parole: uno specifico tratto del temperamento può assumere gran rilevanza in una data interazione del bambino con un proprio ambiente, un altro tratto, invece, in un altro ambiente. Quindi il temperamento (fissato biologicamente) è pressoché costante nei bambini di asilo nido ma solo a parità di setting e di gruppo.
  • Gran parte delle strategie di gestione del bambino che comprendono il temperamento si basano sull’agire quotidiano dell’educatrice con ciascun singolo bambino.
  • Evitare di etichettare come (ad esempio) “difficile” un bambino rispetto ad un altro, e invece concentrarsi su cosa lo distingue come individuo. In altre parole, è possibile che la percezione da parte dell’educatrice del temperamento di un bambino di asilo nido influenzi le sue azioni verso, e interazioni con, questo bambino.

Riteniamo quindi più utile che l’educatrice individui (tramite l’osservazione) i tratti più manifesti di ciascun bambino su cui operare educativamente.

Bibliografia - Temperamento al Nido

Caspi, A. (1998). Personality development across the life course. In Damon W. & Zeidner, M. (Eds), Int. Hand. Of Child Psychology, Vol. 3: Social, emotional, and personalilty development (pp. 311-388). New York. Wiley
Mangelsdorf, S. C., Schoppe, S. J., & Buur, H. (2000). The meaning of parental reports: A contextual approach to the study of temperament and behavior problems in childhood. In Molfese, V. J.  & Molfese, D. L.  (Eds.) Temperament and personality development across the lifespan. (pp. 1-32). Mahwah, NJ: Earlbaum.
Putnam, S. P., Sanson, A. V., & Rothbart, M. K. (2002). Child temperament and parenting. In M. H. Bornstein (Ed.), Handbook of parenting: Vol. 1. Children and parenting (2nd ed., pp. 255–277). Mahwah, NJ: Lawrence Erlbaum Associates.
Rothbart, M.K., & Derryberry, D. (2000). Temperament in children. Paper presented at the 26th International Congress of Psychology, Stockholm.
Rothbart, M. K. & Bates, J. E. 1998 Temperament. In Damon W. & Zeidner, M. (Eds), Int. Hand. Of Child Psychology, Vol. 3: Social, emotional, and personalilty development (pp. 311-388). New York. Wiley
Thomas, A. & Chess, S. (1977). Temperament and development. New York: Brunner/Mazel.
Thompson R.A, Easterbrooks M.A., & Padilla-Walker L.M. (2003). Social and Emotional Development in Infancy. In Weiner, I.B. (Series Ed.) & Lerner R.M, Easterbrooks M.A., Mistri J. (Vol. Eds.). Handbook of psychology: Vol. 6. Developmental Psychology (pp. 92-116). New York: John Wiley and Sons.
Zentner, M., & Bates, J.E. (2008). Child development: An integrative review of concepts, research programs, and measures. European Journal of Developmental Science, 2, pp. 7-37.

Articoli collegati

Per una sintesi dei vari modelli scientifici del Temperamento più studiati oltre a quello di Chess & Thomas, e più utili per una educatrice di Nido d'infanzia, consigliamo la lettura di Modelli scientifici del Temperamento del bambino al Nido, mentre per una riflessione su ulteriori sviluppo del temperamento secondo le più recenti ricerche scientifiche, vedi Temperamento al Nido – Modello recente.
Per un'analisi delle implicazioni operative del temperamento negli asili nido, vedi Temperamento – Individualizzazione e implicazioni operative.

Conclusioni - Temperamento al Nido

In questo articolo abbiamo visto il concetto di temperamento del bambino, in particolare dal punto di vista pratico e relativo all’asilo nido per essere maggoirmente utile alle educatrici. Abbiamo visto l’importanza che il temperamento, in quanto caratteristica di origine biologica propria di ciascun bambino,  riveste per l’operatività negli asili nido. Abbiamo proposto alcune riflessioni sul come le educatrici possono parlare di temperamento alle famiglie. Abbiamo poi discusso perché noi di Progetto Asilo Nido riteniamo più utile la classificazione di Thomas & Chess (1977) basata sui 9 tratti temperamentali rispetto alle etichette di bambino “facile”,  “difficile”, “lento a partire” e “non categorizzato”. Infine abbiamo visto in maniera concisa i 9 tratti del temperamento: 1. Attività fisica; 2. Ritmicità (regolarità) biologica; 3. Approccio/Ritiro nelle situazioni sociali; 4. Adattabilità alle novità; 5. Sensibilità agli stimoli fisici; 6. Intensità delle risposte emotive; 7. Stato d'animo; 8. Distraibilità; 9. Persistenza a conseguire un risultato. Tali 9 tratti del temperamento del bambino sono facilmente notabili dalle educatrici di asilo nido con le loro usuali competenze di osservazione.


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