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Routine al Nido - Cambio

Routine al Nido - Cambio

In questo articolo proporremo alle educatrici di asilo nido alcune riflessioni sulla routine del cambio dei bambini e dei momenti d’igiene personaei correlati. In particolare, proporremo alcune indicazioni per gli aspetti organizzativi (tempi e spazi) e per la gestione del cambio in maniera efficace e funzionale dal punto di vista educativo. In particolare vedremo le implicazioni per tre fasce di età.
NOTA. In questo articolo comprenderemo nella “routine del cambio” anche tutte le pratiche igieniche correlate (ad esempio: lavarsi e asciugarsi le mani) e le azioni necessarie a tale routine (spogliarsi, vestirsi, ecc.).

L’obiettivo di questo articolo, curato dalla dottoressa Milena De Giorgi, è promuovere una discussione tra le educatrici di asilo nido, nel loro gruppo di lavoro e, per chi vuole, nel nostro Forum o sulla nostra pagina di Progetto Asilo Nido su Facebook (vedi alla fine dell'articolo).

Routine di cambio al Nido - Importanza per le educatrici

Per le educatrici di asilo nido la routine del cambio e quella dell’igiene personale dei bambini rivestono una notevole importanza educativa, in quanto sono i momenti che consentono:

  1. Maggior intimità e vicinanza (fisica e affettiva)
  2. Massima individualizzazione
  3. Incremento del benessere psico-fisico di ciascun bambino (che va ben oltre il soddisfacimento dei bisogni fisiologici)
  4. Esplorazioni e percezioni non ottenibili durante altri momenti all’asilo nido (si pensi all’assenza del pannolino e del relativo ingombro, alle sensazioni tattili e corporee)
  5. Scoperta del proprio corpo e inizio della consapevolezza della propria sessualità e identità di genere
  6. Valutazione privilegiata di nuove abilità e bisogni del bambino. Il momento di cambio consente ad un’educatrice di fare osservazioni mirate
  7. Valutazione dell’agire delle educatrici e delle modalità di risposta alle richieste e bisogni dei bambini. Questo punto assume particolare importanza anche in considerazione dei bias e degli stereotipi sessuali che ogni educatrice manifesta in modo del tutto naturale.

Inoltre, la routine del cambio condiziona la struttura temporale del servizio e delle attività delle educatrici. Per tali motivi, questa routine deve essere accuratamente studiata ed inserita all’interno del progetto educativo e della programmazione didattica degli asili nido.

Infine, strutturando opportunamente la routine del cambio come momento di contatto fisico, di gioco e d’interazione ludica diretta coi bambini, le educatrici possono mitigare i fattori di stress lavoro-correlato legati alla meccanicità e ripetitività di tale routine.

La routine del cambio dal punto di vista educativo

Dai punti sopra descritti emerge la necessità di impostare la routine del cambio principalmente come attività educativa e non come compito assistenzialistico o pratica igienico-sanitaria fine a sé stessa.
Dal punto di vista di una educatrice di asilo nido, questo si traduce operativamente nei seguenti punti:

  • Individualizzazione (delle azioni, delle frasi rivolte e scambiate col bambino, dei tempi trascorsi nelle interazioni con l’educatrice). In pratica: l’educatrice deve sviluppare un rituale individualizzato con ciascun bambino.
  • Prendere spunto dal cambio per stimolare lo sviluppo del bambino sul piano cognitivo, linguistico, sociale, affettivo, emotivo e relazionale
  • Incentivare l’aspetto ludico della routine del cambio. Gli scambi, le conoscenze, le interazioni che avvengono durante questi momenti coinvolgono ed interessano il bambino purché siano presentate sotto forma di gioco.
  • Incentivare l’aspetto relazionale tra educatrice e singolo bambino. Ad esempio: comunicazione verbale e non verbale impostata alla tranquillità e alla gioiosità del momento – mai alla frettolosità -, predisponendo una serie di canzoni e canzoni mimate (vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo) con il nome proprio del bambino, contatto oculare e verbalizzazioni dirette, massaggi
  • Incentivare l’aspetto relazionale tra i vari bambini durante il cambio. Questo è fondamentale dopo i 24 mesi, ma è sempre consigliabile dato che facilita la gestione del gruppo di bambini portato in bagno. Consentire, infatti, ai bambini di partecipare attivamente alla routine interagendo, parlando, ecc permette all’educatrice di lavorare meglio e di considerare gli aspetti sociali come parte integrante della situazione educativa
  • Incentivare l’autonomia del bambino, anche se ciò comporta flessibilità nei tempi di attuazione della routine
  • Promuovere la costituzione di un rituale individuale che contenga i punti sopra descritti.

In altre parole, la routine del cambio è, dal punto di vista delle educatrici, un’attività educativa ritualizzata, progettata in modo da soddisfare tutte le esigenze di ciascun bambino (comprese quelle fisiologiche, ma non in modo esclusivo).
Inoltre, la progettazione della routine del cambio deve prevedere gli aspetti organizzativi tipici delle varie età.

Nota. Negli asili nido non basati sulla educatrice di riferimento, è opportuno che sia sempre la stessa educatrice ad occuparsi del cambio e della pulizia di ogni determinato bambino. Ciò quanto meno nel periodo dell’inserimento e per i lattanti.

Routine del cambio al Nido - fasce d’età

La routine del cambio e dei momenti di igiene personali correlati dipendono dalla fase di sviluppo raggiunta dal bambino. Dal punto di vista dell’agire educativo, è conveniente valutare almeno 3 grandi fasce di età: lattanti (3-12 mesi), medi (12-24) e grandi (24-36 mesi).
Nota: un progetto per il raggiungimento del controllo sfinterico è in Controllo sfinterico al nido – Progetto).


1. Il cambio dei lattanti (3-12 mesi)

1. Il cambio dei lattanti (3-12 mesi)

La routine del cambio e dell’igiene personale, nei primi mesi di vita del bambino, costituisce un momento privilegiato nel rapporto che si instaura tra le educatrici ed i bambini più piccoli. Ad esempio, è un utile strumento per lo sviluppo di un attaccamento sicuro con l’educatrice (vedi Creare legami di attaccamento sicuro al Nido) e per incrementare il senso di sicurezza dei bambini.

A quest’età i bambini non partecipano attivamente quando sono lavati, vestiti o svestiti, dato che non hanno ancora acquisito una propria autonomia corporea. Le educatrici, mentre accudiscono il bambino, devono offrire una serie di stimolazioni (sensoriali, tattili, visive, linguistiche, ecc.). Infatti, durante il cambio il bambino è libero di fare movimenti e provare sensazioni che spesso sono impediti dalla presenza degli indumenti (si pensi al pannolino).

Alcuni esempi di stimolazioni:

  • Toccare e prendere
  • Accarezzare, massaggiare, strofinare
  • Odorare
  • Canzoni e verbalizzazioni

Durante la routine di cambio, una educatrice può proporre una serie di giochi che riguardano la percezione del corpo come:

Inoltre, le educatrici al momento del cambio interagiscono verbalmente con ciascun bambino, stimolando così anche lo sviluppo del linguaggio. Ad esempio:

  • Stabiliscono il contatto oculare
  • Gli parlano usando il nome proprio e una corretta declinazione di genere (ad esempio: “bambina” se è femmina)
  • Gli sorridono
  • Cantano con il bambino
  • Ne ripetono i versi e ne rispecchiano le espressioni

Dal punto di vista organizzativo, lo spazio dedicato al cambio dei lattanti è distinto da quello degli altri bambini; solitamente è compreso all’interno o in prossimità della sezione stessa.
Indicativamente, il cambio dei lattanti negli asili nido avviene: a metà mattinata; dopo il pasto e prima del sonno; dopo il sonno; e ovviamente ogni volta che si rende necessario.

Per quanto riguarda le pratiche igieniche correlate, si osservi l’importanza del lavaggio delle mani e del viso anche per i bambini di questa fascia d’età: prima e dopo il pasto, dopo attività sporchevoli, dopo l’uscita in giardino, in presenza di problemi di salute (ad esempio: raffreddore).

2. Il cambio dei bambini medi (12-24 mesi)

2. Il cambio dei bambini medi (12-24 mesi)

Il cambio dei bambini medi (12-24 mesi)
In questa fascia di età lo sviluppo dello schema corporeo procede velocemente e permette ai bambini di prendere coscienza di sé e del proprio corpo.
Il momento del cambio assume per i bambini di 12-24 mesi un’importante valenza per la conoscenza del proprio corpo e delle differenze sessuali. Infatti, a partire dai 18 mesi d’età circa, lo sviluppo dello schema corporeo consente ai bambini di:

  1. Prendere coscienza del proprio corpo e delle sue parti
  2. Esprimere verbalmente e/o con gesti l’interesse per la differenza fisica tra i due sessi e di manifestare curiosità

Dal punto di vista operativo, vi sono alcune differenze rispetto al cambio dei lattanti. In particolare:

  • I bambini ora possono iniziare a salire su (e scendere da) il fasciatolo, sfruttando le idonee scalette. Oltre a consentire una riduzione dello stress di carico lombare alle educatrici, queste azioni possono essere integrate nell’azione educativa. Ad esempio: inserimento nel rituale individuale.
  • Maggior verbalizzazione, anche condivisa
  • Maggior coinvolgimento nelle azioni di cura

Dato lo sviluppo raggiunto dai bambini, emerge la necessità di strutturare la routine del cambio:

  • In piccolo gruppo (3-4 bambini alla volta), anche per incentivare le relazioni tra pari, pur mantenendo la caratteristica di individualizzazione della routine. Questo implica anche ridurre il tempo complessivo di attesa dei bambini entro i limiti da loro sopportabili.
  • In maniera tale che vi si possano esplicare le relazioni tra i bambini, ricordando che il bagno è un ambiente educativo ma non uno spazio dedicato specificamente al gioco: le eventuali relazioni ludiche è consigliabile siano sempre finalizzate alla routine

Dal punto di vista pratico, le educatrici possono proporre oggetti (presentati solo in bagno) che i bambini possono usare per avviare interazioni sociali, oppure sfruttare alcune parti della routine in maniera ludica (ad esempio: il lavaggio delle mani anche prima del cambio, finché l’educatrice si rivolge al bambino sul fasciatoio). In alcuni asili nido sono presenti specchi a parete.

Il passaggio dall’uso del pannolino al vasino o al WC (cioè il raggiungimento del controllo sfinterico, vedi Controllo sfinterico al nido – Progetto) è un momento delicato che le educatrici devono affrontare in stretta collaborazione con le famiglie e nel rispetto dello sviluppo e dei tempi di ciascun bambino. In particolare sono importanti lo sviluppo del linguaggio con relativa capacità di verbalizzare le proprie sensazioni e lo sviluppo della capacità muscolare di controllo della vescica (solitamente a partire dai 18 mesi). L’intesa e la collaborazione con la famiglie, insieme all’osservazione da parte delle educatrici del comportamento dei bambini al momento del cambio negli asili nido, consentono di gestire senza traumi ed incertezze il periodo di transizione dal pannolino al vasino/WC, rafforzando l’autonomia e l’identità del bambino e fornendo al contempo un supporto alle famiglie. In pratica, tale collaborazione consiste in:

  1. Individuare (da parte delle educatrici) il momento più adatto per ciascun bambino nel proporgli l’uso del vasino o del WC
  2. Proporre e poi attuare un progetto condiviso tra asilo nido e famiglia (quindi simile anche nelle procedure applicate) per il raggiungimento del controllo sfinterico. Si osservi che tale proposta dovrà tener conto delle esigenze della famiglia, anche culturali.

3. Il cambio dei bambini grandi (24-36 mesi)

3. Il cambio dei bambini grandi (24-36 mesi)

Il cambio dei bambini grandi (24-36 mesi)
Dal punto di vista operativo, con i bambini grandi vi sono alcune differenze rispetto al cambio dei medi. In particolare:

  • Partecipano attivamente alla routine di cambio e alle pratiche igieniche correlate
  • Verbalizzazioni (individuali) rivolte a incentivare e riconoscere l’autonomia del bambino (ad esempio: sequenze di azioni)
  • Possibilità di verbalizzazioni rivolte al gruppo di pari

Il momento del cambio per i bambini di quest’età ha una forte valenza psicosociale. Si pensi al fatto che:

  • L’acquisizione del controllo sfinterico permette l’affermazione della propria autonomia
  • Il momento del cambio promuove il riconoscimento delle differenze sessuali (ad esempio: i bambini a quest’età iniziano a curiosare attorno a chi è cambiato in quel momento)
  • Il momento del cambio è occasione di socialità diversa da quella degli altri momenti all’asilo nido

Dato lo sviluppo raggiunto dai bambini, emerge la necessità di strutturare la routine del cambio secondo:

  • Autonomia.  In pratica l’educatrice aiuta i bambini solo se da loro richiesto (ad esempio: nel rivestirsi, pulirsi, ecc). L’intervento delle educatrici consiste principalmente nel verbalizzare una sequenza ai bambini e nel spiegare loro le relazioni tra quanto è fatto in bagno (ad esempio: “ora che hai fatto la pipì, prendi la carta per asciugarti, poi tiriamo su i vestiti...”). Le azioni principali della routine di cambio sono svestirsi, sedersi correttamente, fare i propri bisogni, ripulirisi, rivestirsi, lavare ed asciugare le mani. Per quanto riguarda l’autonomia del vestiario è necessario che le educatrici sensibilizzino le famiglie nel sottolineare l’importanza di un abbigliamento comodo ed utilizzabile dagli stessi bambini. Sono sconsigliabili quindi capi con cerniere, bottoni, lacci ed altri accessori che limitano l’autonomia dei bambini. Si osservi inoltre che per i bambini di quest’età lo spogliarsi per andare in bagno è un’operazione semplice, non è altrettanto il rivestirsi dato che quest’azione richiede l’integrazione di più abilità.
  • Possibilità di situazione di grande gruppo, cioè 7-8 bambini in bagno (situazione facilitata dalla raggiunta autonomia). Nel caso la gestione del grande gruppo sia problematica, le educatrici possono diminuire il numero dei bambini da portare in bagno (ad esempio 2 gruppi di 3-4 bambini) oppure permettere ai bambini che terminano il cambio prima degli altri di uscire dal bagno. Un’altra efficace soluzione è di organizzare il gruppo durante la routine in base alle coppie amicali esistenti e alle preferenze tra bambini
  • Socializzazione. La strutturazione del cambio in grande gruppo consente ai bambini d’interagire, parlare, scherzare, ecc., oltre che di osservare le differenze sessuali di genere. Si osservi che i bambini giocano e si muovono durante la routine, come parte integrante della loro socialità. Queste espressioni di socialità devono essere rinforzate dalle educatrici e non viste come incongruenti rispetto ai comportamenti da tenere in bagno.

Questi aspetti di autonomia e socializzazione possono portare ad un allungamento del tempo di permanenza nel bagno, con conseguenze sugli aspetti organizzativi del servizio di asilo nido (si pensi alle necessarie procedure di pulizia e riordino effettuate dal personale ausiliario e alle altre educatrici che devono attuare la loro routine di cambio).

Una possibile soluzione è progettare la routine considerando già una durata complessiva superiore. Una soluzione per gli “imprevisti” (ad esempio: bambini che stanno male o che richiedono un cambio totale di vestiario) consiste nel prevedere l’aiuto temporaneo del personale ausiliario. Sono comunque sconsigliabili i seguenti atteggiamenti:

  • Uscire con la maggior parte dei bambini e lasciare i “ritardatari” da soli col personale ausiliario
  • Indurre i bambini a “fare in fretta”
  • Delegare il gruppo dei bambini che hanno terminato il cambio ad altre educatrici e sostituirsi al personale ausiliario nelle operazioni di riordino dell’ambiente bagno.

La programmazione e gestione di questa routine, con il relativo monitoraggio e valutazione, deve considerare:

  • Differenze individuali tra bambini nell’acquisizione del controllo sfinterico. Oltre a differenze nello sviluppo, le educatrici devono sempre considerare che gli sforzi delle famiglie sono diversi da famiglia a famiglia. Ciò avviene spesso in maniera non palese: ad esempio solitamente le femmine raggiungono prima dei maschi questa tappa dello sviluppo, pur in assenza di fattori neurofisiologici che spieghino tale anticipo (quindi probabilmente i motivi sono atteggiamenti educativi genitoriali differenziati per bambini e bambine e elementi culturali propri delle famiglie)
  • Acquisizione di un controllo sfinterico parziale (raggiunto prima per la pipì e successivamente per le feci) o ancora in fase di consolidamento. Per maggiori dettagli vedi Controllo sfinterico al nido – Consigli
  • Fattori emotivi legati al controllo sfinterico

        3.1. Cambio e inserimento di bambini di 24-36 mesi

3.1. Routine di cambio e inserimento di bambini di 24-36 mesi

Capita negli asili nido di avere inserimenti di nuovi bambini di 24-36 mesi.
Nel caso tali bambini siano completamente autonomi a casa, non necessariamente lo saranno anche in asilo nido (è consigliabile avvertire la famiglia in sede di primo colloquio). Tale fenomeno è legato alla relazione con il caregiver: dalla mamma si passa ad una “sconosciuta”, cioè l’educatrice. È importante quindi che l’educatrice di riferimento (Goldschmied & Jackson, 1996) prima si occupi di consolidare la relazione con ciascun bambino (attuando una routine di cambio di questi bambini in maniera simile a quanto visto con i medi), e solo successivamente di promuovere l’autonomia sfinterica (accompagnamento in bagno). Infatti, la routine di cambio implica che i bambini si fidino delle educatrici e siano già ben ambientati. In caso contrario c’è il rischio, come per le altre routine, che i bambini manifestino delle resistenze, quali ad esempio:

  • Rifiuto di andare in bagno
  • Trattenere la cacca per farla solo quando si è arrivati a casa
  • Bagnarsi e/o sporcarsi i vestiti

Anche dopo l’inserimento è opportuno che siano sempre le stesse educatrici a gestire questo momento con i bambini negli asili nido.
In servizi di asilo nido basati sulla educatrice di riferimento, tali accortezze sono ovviamente facilitate.

        3.2. Cambio e sviluppo sociale e del linguaggio di bambini di 24-36 mesi

3.2. Routine di cambio e sviluppo sociale e del linguaggio di bambini di 24-36 mesi

Abbiamo visto che per i bambini della fascia d’età 24-36 mesi la routine di cambio ha un’importanza sociale più che igienico-sanitaria. Quindi tale routine negli asili nido è un’ottima occasione di apprendimento e sviluppo del linguaggio (vedi anche Sviluppo del bambino 24-30 mesiSviluppo del bambino 30-36 mesi), che le educatrici dovrebbero valorizzare.
I punti che le educatrici possono sfruttare per creare e incentivare gioco e relazioni, sopratutto con verbalizzazioni, sono:

  • Lo stare in gruppo
  • Il sedersi accanto all’amico preferito
  • Partenza degli scambi sociali dalle parole e dalle azioni (non più dall’oggetto). Ad esempio: dalla storia narrata in un libro.
  • Inserimento di qualche amico o pari nella sequenza di azioni verbalizzate. L’educatrice crea quindi una sorta di sequenza di gioco

Il ruolo delle educatrici è di gestire questo momento consentendo tali espressioni, ma garantendo la sicurezza dei bambini: il bagno negli asili nido è uno spazio educativo, non è un ambiente dedicato al gioco.

4. Uso del vasino al posto del WC

4. Uso del vasino negli asili nido al posto del WC

Pur desueto, l’uso del vasino negli asili nido, al posto del WC, può inserirsi all’interno del progetto educativo di controllo sfinterico già a partire dai 18 mesi.
Per la fascia d’età 24-36 mesi l’utilizzo del vasino nella routine del cambio può aiutare quei bambini che ancora non hanno un controllo sfinterico totale.
I vantaggi legati all’uso del vasino negli asili nido sono i seguenti:

  • Consentire a tutti i bambini di stare seduti in maniera simile a quanto fanno eventualmente a casa, a prescindere dalla corporatura fisica, statura, ecc. Ricordiamo che solo negli asili nido i wc sono a misura di bambino
  • Imparare a dedicare un tempo congruo a questa attesa, in ascolto delle proprie sensazioni fisiologiche (l’essere seduti comodi facilita l’attesa)
  • Vivere questo momento e questa attesa con tranquillità, ad esempio attraverso la lettura di libretti
  • Interagire con gli altri bambini seduti vicino

L’utilizzo del vasino comporta i seguenti svantaggi:

  • Intervento da parte delle educatrici nelle operazioni di eventuale svuotamento del contenuto del vasino.
  • Mentre con l’utilizzo del water sono gli stessi bambini a voler tirare lo sciacquone, osservando quanto accade nel fondo, questa operazione è impensabile per i bambini che utilizzano il vasino.
  • Aumento del carico di lavoro del personale ausiliario (necessità di pulizia dei vasini)
  • L’utilizzo del vasino dovrebbe essere concordato con le famiglie e promosso anche a casa

Naturalmente, sia che si utilizzi il vasino sia che si utilizzi solo il WC, è necessario che le educatrici continuino con le pratiche igieniche correlate al cambio (ad esempio: lavare le mani ai bambini).

Routine del Cambio – Documentazione e Progetto Educativo

Vediamo ora alcuni aspetti progettuali relativi alla documentazione della routine del Cambio e al suo inserimento nel progetto educativo.


1. Routine del cambio - Documentazione

1. Routine del Cambio – Documentazione

I dati principali da raccogliere riguardano:

  1. Difficoltà ad evacuare od orinare e “qualità” di quanto evacuato (in particolare la consistenza);
  2. Cambi dovuti a “eventi” non previsti;
  3. Episodi diarroici o comparsa di stipsi (assenza di evacuazioni al nido)
  4. Evolversi dei rituali di preparazione e di svolgimento della routine del cambio;
  5. Evolversi delle competenze del bambino relative alla routine.

Tali informazioni possono essere raccolte dalle educatrici nella stessa maniera di quelle riguardanti altre routine, con le procedure decise in sede di progetto educativo. In assenza di problemi di qualche bambino, è solitamente sufficiente fornire informazioni orali o sul foglietto giornaliero ai genitori durante il momento dell’uscita.
Una raccolta scritta di quanto è accaduto durante le routine, ad esempio in un’agenda o nel quaderno individuale del bambino, è importante nel caso vi siano problemi particolari (ad esempio: bambino con scariche di diarrea frequenti). Ciò al fine di analizzare i vari casi ed individuare possibili soluzioni.

2. Routine del cambio - Punti da considerare nel Progetto Educativo

2. Routine del cambio - Punti da considerare nel Progetto Educativo

Quella che segue è una breve checklist che le educatrici possono usare in sede di elaborazione del progetto educativo quando considerano di inserirvi la routine del cambio. Le risposte a queste domande possono essere successivamente raccolte e inserite nel documento del Progetto Educativo.

  • La routine del cambio riflette i principi e la vision dell’asilo nido?
    1. Evidenzia alcuni esempi in cui questi si riflettono nella routine
    2. La routine soddisfa tutti i bisogni del bambino (obiettivi di salute e sicurezza sono importanti quanto quelli di sviluppo fisico, socio-emotivo e cognitivo)
  • Quanto è individualizzata la routine del cambio? In particolare, i bambini seguono un piano con orari distinti, distinto per fascia d’età? I bambini autonomi possono andare in bagno quando ne hanno bisogno? Ogni bambino ha a disposizione almeno una educatrice che conosce le peculiarità del suo rituale di cambio? Quali strumenti sono previsti per informare le educatrici supplenti?
  • È previsto un apposito progetto per il controllo sfinterico?
  • Quanto è prevedibile la routine di cambio? Cioè: il bambino è in grado di predire ogni giorno cosa succederà, in modo da rinforzare il suo senso di sicurezza? Oppure: come le educatrici prevedono di sviluppare i rituali associati alla routine e valorizzare le eventuali novità e sorprese?
  • Quali misure sono adottate per creare un setting calmo, confortevole, sicuro, di fiducia per il cambio di ciascun bambino?
  • La routine nell’asilo nido è coerente con quella a casa? Quali azioni si prevede di attuare per sviluppare tale coerenza? Quali procedure di comunicazione sono state previste con le famiglie per i bisogni correlati al cambio e la relativa routine (ad esempio, colloqui preventivi con distribuzione di materiale, procedure di comunicazione continua)? Quali procedure sono previste per il problem solving di eventuali conflitti con i genitori relativamente alla routine di cambio?
  • In che modo la routine di cambio è funzionale al Servizio dell’asilo nido? Quali sistemi o procedure sono state individuate per bilanciare i bisogni fisioligici e di cambio dei bambini con le necessità del servizio e il benessere lavorativo delle educatrici ed ausiliarie?

Articoli collegati - Routine al Nido - Cambio

Per una analisi dell'importanza educativa delle canzoni, in particolare quelle mimate, vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo.
Alcune riflessioni su come aiutare il bambino a raggiungere il controllo sfinterico sono in Controllo sfinterico al nido – Progetto e Controllo sfinterico al nido – Consigli.
Per alcune riflessioni sull'importanza del legame di attaccamento e indicazioni su come aiutare il bambino a sviluppare un legame di attaccamento sicuro con l'educatrice: Creare legami di attaccamento sicuro al Nido.
Le tabelle di sviluppo delle fasce d'età qui considerate sono in Tabelle di sviluppo per semestri e negli articoli collegati.

Conclusioni - Routine al Nido - Cambio

In questo articolo abbiamo proposto alle educatrici di asilo nido alcune riflessioni sulla routine del cambio dei bambini (comprendendo nella definizione “routine del cambio” anche tutte le pratiche igieniche correlate - come lavarsi e asciugarsi le mani - e le azioni necessarie a tale routine come spogliarsi, vestirsi, ecc. In particolare, dopo aver distinto le fasce di età 3-12, 12-24 e 24-36 mesi, abbiamo visto alcune indicazioni per gli aspetti organizzativi (tempi e spazi) e per la gestione del cambio in maniera efficace e funzionale dal punto di vista educativo. In particolare ci siamo concentrate su come valorizzare in pratica la funzione educativa del cambio e abbiamo visto la funzione socializzatrice che il cambio riveste per i bambini sopra i 12 mesi. Abbiamo quindi analizzato la relazione tra la routine del cambio e il raggiungimento del controllo sfinterico. Infine abbiamo analizzato la routine del cambio dal punto di vista delle educatrici che vogliano inserirla nella documentazione e nel progetto educativo.


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