In Progetto Asilo Nido ora: 29

Benvenute in Progetto Asilo Nido


Il sito delle educatrici per condividere e confrontarsi sull'universo degli asili nido!

Contenuti di Progetto Asilo Nido

Termini per asilo nido

Termini per asilo nido

In questo articolo proponiamo un glossario dei termini usati negli asili nido italiani, comprensivo dei sinonimi, pensato in particolare per la preparazione di un concorso o di una selezione pubblica per educatore di nido d'infanzia o coordinatore pedagogico. Si osservi che spesso si trova indicato un termine al posto di un’altro per motivi storici, legislativi, ecc. Inoltre la stessa cultura del servizio può aver elaborato una propria versione del termine.
Nota. Questo articolo si arricchisce via via che ci segnalate qualche termine interessante, o che questo è chiesto in qualche esame di concorso, oppure quando questo appare in un nostro articolo.
Se ritenete che una definizione sia errata o incompleta, per favore lasciate un messaggio sotto o sulla pagina di Progetto Asilo Nido su Facebook.

[A][B][C][D][E][F][G][H][I][J][K][L][M][N][O][P][Q][R][S][T][U][V][W][X][Y][Z]

 


A


Abreazione


Fenomeno per cui il bambino rivive un'esperienza affinché le reazioni emotive relative ad essa si manifestino di nuovo.

Acatisia


Condizione costante d'irrequietezza motoria

Accoglienza


Per il bambino, momento quotidiano di passaggio dalla realtà familiare a quella dell’asilo nido. Costituita solitamente attorno ad un rituale di separazione tra genitore e bambino. Sinonimi: Arrivo; Entrata; Ingresso. Nota: in alcuni asili nido si usa Accoglienza (a volte anche Prima Accoglienza) ad indicare: Inserimento

Afasia


Un disturbo del linguaggio. Si evidenzia con una difficoltà continua nella comprensione e/o nella espressione di concetti tramite il linguaggio. Si osservi che si parla di afasia quando tale difficoltà non è attribuibile a difficoltà di parola, ossia a disturbi dei processi meccanici del linguaggio; riguarda quindi la presenza di danni alle aree cerebrali del linguaggio.
Afasie fluenti e non fluenti
. I bambini afasici fluenti evidenziano una trasmissione tramite linguaggio, una prosodia e di un’intonazione della frase simile a quella dei pari, ma il loro linguaggio appare a volte sconnesso, con regole sintattiche non seguite o, in alcuni casi, senza trasmettere un significato. Una educatrice di nido d'infanzia deve porre attenzione al fatto che il bambino afasico fluente spesso non si rende conto del proprio deficit.
I bambini afasici non fluenti evidenziano una scarsa produzione verbale spontanea, e continuano a produrre parole isolate o frasi molto brevi anche ben oltre le fasi dello sviluppo del linguaggio previste. Solitamente, inoltre, la prosodia e l’intonazione della frase sono rallentate e anormali. Una educatrice di nido d'infanzia deve porre attenzione al fatto che il bambino afasico non fluente spesso si rende conto del proprio deficit comunicativo, e si scoraggia evitando di entrare in comunicazione coi pari o con gli adulti, e spesso ricorre al linguaggio non verbale per integrare e compensare quanto vuole trasmettere.
I problemi afasici si manifestano nel linguaggio in ogni sua forma, non solo nel linguaggio parlato, ma anche, negli anni successivi al nido d'infanzia, nella lettura e nella scrittura.

Affollamento Visivo


Fenomeno per il quale il bambino evidenzia difficoltà nell'isolare le singole componenti visive (simboli, parole, numeri ) all’interno di un contesto con più elementi costitutivi (ad esempio una pagina di un libro figurato).

Agnosia


Fenomeno per il quale il bambino evidenzia incapacità di riconoscimento o identificazione di cose da lui conosciute (ad esempio oggetti, e persone, suoni, forme, odori), in assenza di deficit sensoriale specifico.

Alert (stato di alert) - Alertness


Stato psicofisiologico di vigilanza attiva, caratterizzato da una alta attività sensoriale come osservare attentamente, esser veloci a percepire un evento e a rispondervi. In pratica, indica la capacità di reagire prontamente agli stimoli esterni. Termine inglese solitamente non tradotto, da non confondere con arousal.

Ambientamento


Per il bambino e la famiglia, periodo in cui si elabora il distacco e la separazione reciproca (solitamente con rituali), introducendo spazi, tempi, procedure e educatrici dell’asilo nido. Sinonimi: Inserimento.

Anamnesi


Termine medico che indica la raccolta, a scopo diagnostico, di tutti i fatti e le notizie riguardanti i precedenti fisiologici e patologici, personali ed ereditari, di un bambino.

Anomia


Particolare deficit fonologico caratterizzato dal non riuscire a recuperare dal proprio reperterio lessicale il nome, già conosciuto, degli oggetti. In pratica, il bambino riconosce tali oggetti e la loro funzione, ma non ne ricorda il nome.

Angoscia dell’ottavo mese


Comparsa della reazione di paura di fronte al viso dell’estraneo, che compare verso l’ottavo mese.

Animismo


La tendenza dei bambini a pensare che gli oggetti sono dotati di intenzionalità.

Aprassia


Particolare deficit nella capacità di produrre movimenti volontariamente. Da notare che il bambino evidenzia difficoltà nelle risposte motorie che una educatrice gli chiede, mentre può essere in grado di produrle quando non ci pensa.

Apprendimento


In pedagogia: costruire “nodi” in una rete che organizza la conoscenza relativa a un certo dominio.
Si misura in quanto capacità di modificare il proprio comportamento di fronte a eventi/stimoli esterni.

Apprendimento osservativo


Sinonimo di apprendimento vicario.

Apprendimento vicario


In pedagogia: acquisizione di risposte comportamentali mediante l'osservazione e l'imitazione. Sinonimo di apprendimento osservativo, derivante dalla teoria dell'apprendimento sociale.

Arousal (stato di)


Stato psicofisiologico consistente in una attivazione neurovegetativa finalizzata a essere reattivi agli stimoli interni (soggettivi), o esterni (ambientali o sociali). Coinvolge più organi, quali il midollo spinale, il sistema nervoso autonomo e il sistema endocrino, per preparare l'organismo a percepire e quindi a rispondere prontamente agli stimoli esterni (es: un pericolo) dal punto di vista fisico. Dal punto di vista psicologico, l'arousal orienta le  capacità di memoria, attenzione, presa di decisioni, espressione delle emozioni e messa in atto di comportamenti. Termine inglese solitamente non tradotto, da non confondere con alert.

Arrivo


Per il bambino, momento quotidiano di passaggio dalla realtà familiare a quella dell’asilo nido. Costituita solitamente attorno ad un rituale di separazione tra genitore e bambino. Sinonimi: Accoglienza; Entrata; Ingresso.

Assimilazione delle regole


Modellare i propri impulsi in funzione delle esigenze ambientali. Tale capacità si sviluppa dopo i 3-4 anni.

Attaccamento (legame di)


Diamo qui la definizione di Mary Ainsworth: l'attaccamento può essere definito come un legame affettivo che una persona o un animale forma tra sé e un altro specifico soggetto; tale legame li unisce nello spazio e dura nel tempo. In altre parole, il legame di attaccamento non è una semplice relazione tra due persone, ma implica da una parte il desiderio di contatto regolare con l'altro soggetto, dall'altra un disagio durante la separazione da tale persona Nota: termine tecnico dall’inglese “attachment”, non ha sinonimi.

Attitudini


L'insieme delle potenzialità di un bambino che possono evolvere in competenze.

Attenzione Divisa


Capacità di prestare attenzione ed elaborare diverse informazioni che si presentano contemporaneamente.

Attenzione Focale (o Focalizzata)


Capacità di prestare attenzione in maniera diretta su un solo bersaglio o compito, senza impegnarla nell'elaborazione altre informazioni. Nota: opera in forma sinegica e coordinata con l'Attenzione Selettiva (vedi).

Attenzione Mantenuta


Tipo di attenzione necessaria per eseguire un compito poco complesso che richieda uno sforzo cognitivo prolungato consistente principalmente in una buona vigilanza, ma una debole concentrazione.

Attenzione Selettiva


Capacità che permette di concentrarsi su uno o più stimoli specifici, selezionandoli tra altri stimoli o altre informazioni che si presentano in competizione tra loro.

Attenzione (Shift di)


Spostamento del focus attentivo da uno stimolo ad un altro, quando entrambi sono presenti nell'ambiente circostante al bambino.

Attenzione Sostenuta


Capacità di mantenere l'attenzione sugli stimoli scelti per un periodo prolungato (con durata dipendente dallo sviluppo cognitivo del bambino).

Attività mirate


Tutte le proposte, dirette e indirette, che l’educatrice di asilo nido offre al bambino per favorire lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo

Autoefficacia


Convinzione della propria capacità di riuscire in un determinato compito o di conseguire un dato livello di prestazione. L'autoefficacia influenza sia il modo in cui il soggetto agisce, sia la maniera in cui pensa a tale azione e trova in sé una propria motivazione personale a questa azione. Una persona con un alto senso di autoefficacia manifesta un pensiero positivo e una buona motivazione, sceglie obiettivi anche di considerevole difficoltà e ottiene risultati più soddisfacenti di chi ha un senso di autoefficacia basso. Quest'ultimi soggetti, invece, tendono a percepire in modo negativo le proprie possibilità e capacità.

Autostima


Valutazione che un soggetto dà di se stesso, basata sulla propria percezione in rapporto agli altri.


B


Bilinguismo


Comunemente si intende l'acquisizione e l'uso di due lingue distinte. In base all’età di acquisizione, può essere distinto in : simultaneo, consecutivo, tardivo. In base al valore sociale delle due lingue, può essere distinto in: addittivo, sottrattivo. In base alla competenza e fluenza, può essere distinto in: bilanciato, dominante

Bilinguismo addittivo


Si ha quando la comunità attribuisce un valore positivo a entrambe le lingue, lo sviluppo delle due lingue e
culture è complementare, e perciò è mantenuta e valorizzata anche la lingua non nazionale parlata dal bambino (solitamente la lingua madre).

Bilinguismo bilanciato


Il soggetto bilingue possiede un livello di fluenza e competenza nelle due lingue sostanzialmente identico. Tipicamente si ha nel caso di bambini in situazioni di mantenimento delle reti sociali e dei contatti anche con la comunità d'origine.

Bilinguismo consecutivo


L'acquisizione delle due lingue avviene in tempi diversi e susseguentisi, pur durante l’infanzia. É il caso di un bambino che parla una lingua in casa (definita L1) e apprende la seconda lingua all’ingresso a scuola.

Bilinguismo dominante


Il soggetto bilingue possiede un livello di fluenza e competenza in una lingua maggiore di quanto dimostrato.

Bilinguismo simultaneo


L'acquisizione delle due lingue è pressoché contemporanea. È il caso tipico degli asili nido, in cui alcuni bambini vivono in famiglie in cui si parla abitualmente almeno una lingua diversa da quella nazionale e, contemporaneamente, frequentano l’asilo nido in cui si parla italiano.

Bilinguismo sottrattivo


Si ha quando la comunità svaluta una delle due lingue (solitamente la lingua madre a favore di quella nazionale) e quindi l'apprendimento della seconda lingua, più valutata positivamente in quel contesto, porta alla graduale perdita della prima per fenomeni di attrizione/erosione linguistica.

Bilinguismo tardivo


L'acquisizione delle due lingue avviene in tempi diversi: la prima lingua nel normale sviluppo del linguaggio, e la seconda lingua dopo la prima infanzia. È il caso di un bambino nato e cresciuto per alcuni anni all’estero, e che poi inizia a frequentare la scuola in Italia


C


Caregiver


Termine inglese che indica una figura che si prende cura del bambino.

Code mixing


Termine inglese che indica la “interferenza linguistica”, cioé il mescolare codici tramite l'uso di elementi provenienti da due o più lingue all'interno dello stesso enunciato (ad esempio: forme verbali, parole, ecc.).
Il code-mixing è ritenuto la manifestazione di una elevata competenza pragmatica nella comunicazione del bambino blingue che sta sviluppando i propri linguaggi.

Code switching


Termine inglese che indica il mescolare volontariamente due lingue, non contravvenedone alcuna regola grammaticale, da parte di un soggetto che abbia una buona conoscenza di entrambe.
L’uso del code switching serve ad essere efficace nella propria comunicazione (es: per essere più concisi) o per trasmettere dei messaggi complessi (es: appartenenza ad una certa comunità sociale, o il possesso di un dato titolo di studio). È chiaro che tale fenomeno è relativo a soggetti che hanno una buona conoscenza di entrambe le lingue, quindi non è solitamente corretto parlare di code switching con riferimento ad un bambino di asilo nido (il fenomeno implicato è il “code mixing”).

Coetaneo familiare


Termine coniato da Rubin per indicare il concetto iniziale di amico.

Coinvolgimento principale


Ciò che assorbe la maggior parte dell'attenzione e dell'interesse del bambino nelle attività fra pari all’asilo nido.

Commiato


Vedi Uscita.

Comorbilità


Termine medico che indica la presenza concomitante di due distinti disturbi.

Comportamento-problema


Un comportamento distruttivo-pericoloso per il soggetto e per gli altri che spesso ostacola gli apprendimenti e l’interazione sociale. Termine usato in ambito pedagogico scolastico, ma non applicabile in asilo nido, dato lo sviluppo tipico conseguito dai bambini.

Condizionamento operante


Un'azione compiuta sull'ambiente finalizzata ad uno scopo

Considerazione positiva


Termine riferito all’educatrice: la sua capacità prima e disponibilità poi ad accettare ogni bambino come persona con le proprie caratteristiche e peculiarità.

Contesto


In asilo nido, lo spazio fisico e le relazioni che si stabiliscono al suo interno (comprese quelle tra bambini).

Contesto ecologico


Concetto indicante La famiglia e l'ambiente istituzionale, sociale e culturale. Deriva dalle opere di Brofenbrenner.

Controllo Segmentario


Capacità del bambino di compiere movimenti precisi di un dato segmento corporeo e adattarli a situazioni esecutive sempre più complesse. Una delle competenze che ogni bambino deve sviluppare (anche ben oltre il Nido) per conseguire una piena funzionalità nei propri movimenti. Vedi anche "Coordinazione segmentaria".

Cooperazione


(Tra bambini). La cooperazione inizia a essere compresa dai bambini verso i 36 mesi (vedi Sviluppo del bambino 30-36 mesi). Nonostante sia quindi una caratteristica propria della scuola materna, essa è un termine ricorrente nelle domande di concorso / selezione pubblica per educatore di asilo nido. È consigliabile quindi studiare questo argomento, in particolare il ruolo dell’educatrice nella sua stimolazione. Può aver sinonimi derivanti dalla lingua italiana.

Coordinazione cinetica


Sinonimo di "coordinazione motoria" (vedi).

Coordinazione motoria


La competenza del bambino nell'eseguire un movimento nel modo più efficace.

Coordinazione segmentaria


Coordinazione tra uno o più segmenti corporei.


D


Debolezza lessicale


Difficoltà di comprensione del lessico in entrata. Anche, di conseguenza: lessico passivo (cioé in entrata) povero.

Deduttivo (ragionamento)


Ragionamento che, partendo da determinate premesse teoriche, mediante l’analisi e l’astrazione, giunge a una conclusione logica.

Dialogo tonico


Contatto diretto, pelle a pelle, che si instaura durante il gioco corporeo tra educatrice e bambino.

Dirematica (frase)


Frase composta da due parole.

Disfasia


Deficit di linguaggio rientrante nelle categoria delle afasie: il bambino evidenzia incapacità nel mettere ordinatamente le parole che compongono la frase.

Display rules


Le "display rules", o "Regole d’espressione" (delle emozioni) sono regole proprie di ciascuna cultura relative a quando, verso chi e come esprimere le emozioni. Definiscono quindi l’appropriatezza sociale delle manifestazioni e espressioni emotive. Le Display Rules sono presentate dagli adulti ai bambini fin da piccolissimi, tramite socializzazione indiretta.

Dominanza laterale


La preminenza di organi di arti situati in una determinata parte (destra o sinistra del corpo)

Divezzi


Bambini 24-36 mesi. Spesso usato per indicare la sezione in cui sono presenti bambini che al primo arrivo in asilo nido, nell’anno educativo in corso, avevano 24-36 mesi. Sinonimi: Grandi.

Documentazione


Nell’ambito degli asili nido, il termine “documentazione” si riferisce solitamente ad una forma di pedagogia (la “pedagogia della documentazione”) che deriva dall’approccio di Reggio Emilia, estesa agli asili nido. Per una sintesi della pedagogia della documentazione, vedi Documentazione al Nido. Nota: termine tecnico dall’italiano “documentazione”, non ha sinonimi.

Dominanza emozionale


Solitamente riferito agli adulti che interagiscono con i bambini, è l'insieme dei sentimenti che più agiscono sulla loro condotta.


E


Egocentrismo


La difficoltà del bambino di prendere in considerazione il punto di vista dell'altro.

Elaborazione delocutoria


produzione di frasi, da parte del bambino, prevalentemente in terza persona. Tipico sotto i 20-21 mesi circa.

Empatia


Capacità di comprendere un’altra individualità diversa da noi, mettersi al suo posto pur considerandola un’altra persona, di essere sensibile ai suoi sentimenti pur mantenendo la propria individualità. È un’emozione complessa, che rispecchia una connessione verso quanto provato da un altro soggetto.

Entrata


Per il bambino, momento quotidiano di passaggio dalla realtà familiare a quella dell’asilo nido. Costituita solitamente attorno ad un rituale di separazione tra genitore e bambino. Sinonimi: Accoglienza; Arrivo; Ingresso.

Equipe educativa (Equipe)


Il gruppo di lavoro costituito da tutte le educatrici di asilo nido. Solitamente si esclude in tale termine la coordinatrice psicopedagogica. Sinonimi: Gruppo di lavoro (nell’accezione rivolta alle sole educatrici).

Empowerment


Promozione del raggiungimento di obiettivi personali e sociali


F


Familiarità


Nell’ambito delle relazioni tra bambini in asili nido, è rappresentata dalle relazioni basate sulla ripetuta frequentazione reciproca.


G


Generalizzazione


La capacità di reagire a nuove situazioni quando queste assomigliano ad altre divenute familiari

Generalizzazione dello stimolo


Meccanismo per cui la risposta a un dato stimolo sarà probabilmente fornita nuovamente a stimoli analoghi

Gioco


Una definizione di gioco è proposta in Gioco in asilo nido - Definizione

Gioco relazionale


Modalità stereotipata di scambi, azioni e relazioni tra bambini. Pur essendo un sistema di interazione fisica, forza, potere e abilità sono irrilevanti.

Gioco simbolico


Sinonimi: gioco di finzione, gioco del “far finta che...”

Grandi


Bambini 24-36 mesi. Spesso usato per indicare la sezione in cui sono presenti bambini che al primo arrivo in asilo nido, nell’anno educativo in corso, avevano 24-36 mesi. Sinonimi: Divezzi

Gruppo di lavoro


Sebbene il termine indichi l’insieme di tutto il personale operante nell’asilo nido, è invalso l’uso di considerarlo solo rivolto alle educatrici. La distinzione è comunque desumibile dal contesto. Sinonimi: (nell’accezione rivolta alle sole educatrici) Equipe educativa o (per contrazione) Equipe


H


Holding


Sostegno e mantenimento fisico e psichico del bambino; si noti il risalto dato all’azione fisica e di contatto implicata nel termine inglese (to hold= tenere fisicamente, abbracciare).


I


Incoraggiamento


Cooperazione tra educatrice e bambino che mira a generare nel bambino uno stato d'animo positivo.

Individualizzazione


In pedagogia: adattamento della situazione educativa che si ha quando il docente, per raggiungere un obiettivo comune a tutto il gruppo, individua un percorso specifico per ogni studente. In altre parole, l’obiettivo educativo è comune e l’educatrice decide percorsi differenti per bambini differenti. Per alcune riflessioni sull'applicazione pratica dell'individualizzaizone delle azioni educative di una educatrice di asilo nido, vedi anche Individualizzazione di azioni educative al Nido - Buone pratiche

Infant-Directed Speech (IDS)


Termine usato in letteratura scientifica, sinonimo di “motherese”.

Infant Observation


(“Osservazione dell’infante”). Tecnica di osservazione ideata da Esther Bick. Si noti che tale tecnica è estesa in modo improprio alle educatrici, in quanto non riguarda l’osservazione quale strumento di raccolta dati ai fini valutativi (tipica dell’asilo nido) bensì un’osservazione diretta all’auto-analisi e all’analisi (con tutor psicoterapeuti) di futuri psicoterapeuti infantili. Termine ricorrente nelle domande di concorso / selezione per educatore di asilo nido, spesso associata a (e a volte confusa con) la “osservazione partecipe”. Termine tecnico inglese, non tradotto.

Interferenza linguistica


Termine utilizzato come sinonimo di “code mixing”.

Ingresso


Per il bambino, momento quotidiano di passaggio dalla realtà familiare a quella dell’asilo nido. Costituita solitamente attorno ad un rituale di separazione tra genitore e bambino. Sinonimi: Accoglienza; Arrivo; Entrata

Inserimento


Per il bambino e la famiglia, periodo in cui si elabora il distacco e la separazione reciproca (solitamente con rituali), introducendo spazi, tempi, procedure e educatrici dell’asilo nido. Sinonimi: Ambientamento. Nota: in alcuni asili nido si usa Accoglienza (a volte anche Prima Accoglienza). Raro è l’uso di Ingresso o Primo Ingresso.

Integrazione sensoriale


L’integrazione, da parte del bambino, degli stimoli visivi con quelli gustativi, tattili e con le sensazioni che prova. Tipica dei 2-6 mesi di età.

Item


Termine inglese che indica la singola unità di cui è costituito uno strumento di misura. Esempi di item sono: una domanda di qualche tipo, una affermazione, un problema da risolvere, uno stimolo a cui reagire, una frase o schema da completare.


J


K


L

Lateralità


L’insieme delle predominanze particolari dell’una o dell’altra parte simmetrica del corpo, a livello di mano, piede, occhio, orecchio. La lateralità si sviluppa attraverso il processo di “lateralizzazione”.

Lateralizzazione


Processo attraverso il quale si sviluppa la lateralità.

Lattanti


Bambini 3-12 mesi. Spesso usato per indicare la sezione in cui sono presenti bambini che al primo arrivo in asilo nido, nell’anno educativo in corso, avevano 3-12 mesi. In alcuni casi si usa il termine “lattanti” ad indicare i bambini 3-6 mesi, indicando poi la sezione 3-12 mesi come “piccoli” o altro termine. Sinonimi: Piccoli; (raro) Piccolissimi

Linguaggio egocentrico


Fenomeno per cui i bambini comunicano con gli altri senza preoccuparsi di essere ascoltati o compresi (termine costruttivista). Dura fino ai 3 anni circa.

Linguaggio socializzato


Linguaggio caratterizzato, da parte del bambino, dallo sforzo di farsi comprendere dall’interlocutore.

Linguaggio telegrafico


Produzione linguistica caratterizzata da pronomi, articoli e forme rudimentali di verbi, tipica di un bambino di circa 2 anni.

Logopedista


Operatore specializzato nella riabilitazione del linguaggio.


M


Materiale non strutturato


Materiale didattico è “non strutturato” quando è finalizzato al gioco libero,  alla stimolazione della creatività del bambino e quindi in generale utilizzabile da questo con le competenze in via di sviluppo che egli deciderà di utilizzare. In altre parole, il materiale didattico non strutturato non mira all’esercizio di specifiche competenze individuate prima della proposta da parte dell’educatrice. Si pone quindi in contrapposizione al materiale “strutturato” (vedi).

Materiale strutturato


Il materiale (didattico) è “strutturato” quando è finalizzato all’esercizio di determinate competenze (percettive, cognitive e motorie), in forma sinergica e non.
Le proposte educative basate sul materiale strutturato si rivolgono esplicitamente a favorire I’acquisizione di determinate capacità di base (previste ad esempio nel Programma Didattico). Inoltre, consentono una agevole osservazione e valutazione dei processi cognitivi che bambino evidenzia durante la proposta e quindi il livello di sviluppo raggiunto.
Dato che il materiale strutturato mira a esercitare specifiche competenze, è solitamente classificabile in (a)  materiale per lo sviluppo senso percettivo; (b) materiale per lo sviluppo psicomotorio; (c) materiale per lo sviluppo cognitivo; (d) materiale per lo sviluppo socioemotivo e attività espressive.
Termine di uso abituale nella scuola dell’infanzia, ma facilmente trasferibile anche in asilo nido, spesso usato in contrapposizione al materiale “non strutturato” (vedi).

Medi


Bambini 12-24 mesi. Spesso usato per indicare la sezione in cui sono presenti bambini che, al loro primo arrivo in asilo nido  nell’anno educativo in corso, avevano 12-24 mesi. Sinonimi: Semidivezzi

Memoria differita


La capacità del bambino di imitare un’azione vista in precedenza.

Metodo


Insieme di criteri e di norme in base ai quali si compie o deve essere compiuto un determinato processo o una certa procedura, al fine di realizzarla in maniera conforme a quanto previsto, in particolare per la sua efficacia e accettabilità del risultato / prodotto finale.

Modellamento


L'azione educativa per cui il bambino è progressivamente condotto a un'autoregolazione del comportamento.

Momento del saluto


Vedi Uscita

Mondo esterno


Tutto ciò che proviene dalla relazione del bambino con lo spazio e il tempo e con tutto ciò che è percepibile dalla vista, dall'udito, dal tatto.

Monologo a due


Il parlare ad alta voce davanti ad altri senza preoccuparsi di essere compreso (termine costruttivista). Sinonimo: monologo collettivo.

Monologo collettivo


Sinonimo di monologo a due.

Motherese


Termine usato in letteratura scientifica ad indicare il baby-talk, cioè del fenomeno per cui un adulto, parlando con un bambino piccolo, adotta un linguaggio semplificato e (solitamente) con un tono di voce più alto. Sinonimi: Infant-Directed Speech (IDS), o linguaggio rivolto all'infante; baby-talk; maternese (traslazione italiana del termine, poco usata).

Motivazione intrinseca


La motivazione alimentata dall'attivazione di operazioni cognitive. Non ancora sviluppata nei bambini di asilo nido. L’educatrice sfrutta la soddisfazione per il completamento di un compito (dopo i 30 mesi), o fornisce una motivazione esterna.


N


O


Olofrase


Letteralmente: “frase costituita da una sola parola”, cioè il bambino dice un’unica parola per comunicare una intera frase.

Osservazione libera


Sinonimo di osservazione spontanea o occasionale.


P


Padronanza percettiva


La disponibilità del bambino a recepire/ricevere informazioni.

Pasto pedagogico


Il pranzo dell'educatrice assieme ai bambini. Essendo un momento educativo, non rientra nelle prescrizioni orarie minime per avere diritto al pranzo lavorativo: anche una educatrice part-time può usufruire di tale pasto, se il suo orario coincide con la routine del pranzo dei bambini e mangia assieme a loro.

Pensiero divergente


La capacità di risolvere problemi che presentano molteplici soluzioni

Pensiero reversibile


Capacità di risalire mentalmente al punto di partenza di una operazione fisica. Non ancora sviluppato dai bambini in età di asilo nido.

Permanenza dell'oggetto


La capacità del bambino di sapere che un oggetto esiste anche quando è nascosto alla vista.

Personalizzazione


In pedagogia: adattamento della situazione educativa che si ha quando il processo e il percorso sono definiti in modo interattivo tra studente e docente. Lo studente, con il supporto del docente e attraverso la pluralità di risorse offertegli, stabilisce in quale dato settore disciplinare e in che modo desidera costruire il proprio percorso di apprendimento ed individua anche obiettivi personalizzati. Termine tipico dell’educazione con gli adulti e della formazione, impropriamente usato come sinonimo di “individualizzazione”.

Piano Didattico Personalizzato (PDP)


Il Piano Didattico Personalizzato è un documento dovuto in presenza di alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento, quindi è un termine non utilizzabile in asilo nido.

Piccoli


Bambini 3-12 mesi. Spesso usato per indicare la sezione in cui sono presenti bambini che al primo arrivo in asilo nido avevano 3-12 mesi. Sinonimi: Lattanti

Pointing


Azione dell’indicare con il dito, solitamente indice, a volte con il medio, oggetti o persone all’interno del campo visivo. Si sviluppa nel bambino tra 9 e 12 mesi

Potenzialità


In pedagogia: insieme delle risorse del bambino che l'educazione può portare a maturazione.

Progetto educativo partecipato


Progetto educativo che richiede la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti.

Progetto-ponte


Percorso didattico che coinvolge bambini di nido e di scuola dell'infanzia.

Protoparole


Sequenze di suoni simili a parole alle quali non sempre si può dare un significato. Lett.: “prime parole”. Tipico verso i 12 mesi


Q


R


Rabbia


La rabbia è uno degli stati emotivi di base, che compare fin dai primi mesi di vita del bambino. È uno stato in cui sono attivate energie per permettere di gestire problemi che insorgono nell’ambiente fisico del soggetto. Varia in intesità, dalla leggera irritazione alla furia intensa. Un articolo di Progetto Asilo Nido sulla rabbia nei bambini di 0-3 anni è in Rabbia del bambino al Nido.

Realismo infantile


Secondo J. Piaget (La rappresentazione del mondo nel bambino, 1926), il realismo infantile costituisce lo stadio di indistinzione tra il proprio pensiero, i propri processi mentali, e la realtà esterna (il bambino «è realista, perché presuppone che il pensiero sia legato al suo oggetto, i nomi siano legati alle cose nominate e i sogni siano esterni. Il suo realismo consiste in una spontanea tendenza immediata a confondere segno e cosa significata, interno ed esterno, psichico e fisico»). Il realismo infantile è quindi il primato della percezione (quindi del “materiale”) sulla rappresentazione (simbolismo), cioé la preminenza dei dati percettivi su quelli rappresentativi. Il realismo è a nostro avviso un concetto fondamentale per l'operato di una educatrice di asilo nido!

Reattivo


Qualsiasi strumento che fornisce uno stimolo atto ad ottenere una risposta attesa

Relazione educativa


L'insieme dei rapporti sociali che si stabiliscono tra l'educatrice di asilo nido e il bambino.

Reversibilità


(Pensiero reversibile). Capacità di risalire mentalmente al punto di partenza di una operazione fisica. Non ancora sviluppato dai bambini in età di asilo nido.

Ricongiungimento


Vedi Uscita.

Rinforzo


Un’approvazione per un comportamento corretto e un dissenso per un comportamento scorretto Ecco perché in asilo nido si parla di rinforzo “positivo”, cioè relativo solo alla parte di approvazione.

Rinforzo negativo


La rimozione di uno stimolo negativo per diminuire la frequenza di un comportamento; termine comportamentista.

Rinforzo vicario


Percezione dell’educatrice da parte del bambino come modello in cui identificarsi. Fondamentale strumento educativo in asilo nido.


S


Saluto


Vedi Uscita.

Semidivezzi


Bambini 12-24 mesi. Spesso usato per indicare la sezione in cui sono presenti bambini che al primo arrivo in asilo nido, nell’anno educativo in corso, avevano 12-24 mesi. Sinonimi: Medi.

Segni semiverbali


Le prime parole del bambino, così definite perché non hanno nulla in comune con le parole della lingua adulta. Sinonimo: semisegni.

Semisegni


Vedi “segni semiverbali”.

Shift di Attenzione


Vedi "Attenzione (Shift di)".

Sincretismo infantile


La tendenza del bambino a percepire gli oggetti e/o le situazioni nel loro insieme.

Social Referencing


Il processo per cui un bambino piccolo usa le dimostrazioni emotive e affettive di un adulto per regolare i propri comportamenti verso oggetti, persone e situazioni. Il social referencing è uno dei principali meccanismi che permetteno al bambino di comprendere il mondo che lo circonda, quindi dal punto di vista di una educatrice o di un genitore  è uno strumento chiave per la promozione dello sviluppo emotivo del bimbo. Termine inglese, solitamente non tradotto.

Socializzazione


Rapporto di interazione con gli altri.

Socializzazione secondaria


Sviluppo sociale del bambino verso i coetanei, siano essi fratelli o estranei; tipica dell’asilo nido.


T


Telegrafica (frase)


Costruzione della frase tipica del bambino di 2 anni, così definita perché è ridotta al minimo indispensabile

Temperamento


Caratteristica individuale che si manifesta nel modo in cui una persona reagisce e si comporta; determinato da stimoli sia interni sia esterni, si basa su processi biologici che sono nel tempo influenzati dall’ambiente. Il temperamento appare fin dalle prime settimane di vita e rimane pressoché stabile nel tempo, nelle situazioni e negli ambienti diversi. Per quanto riguarda il periodo dell’asilo nido (circa 3-36 mesi), il temperamento è una costante stabile del bambino. Termine tecnico dall’inglese “temperament”, non ha sinonimi. Per approfondimenti sul temperamento, vedi Temperamento – Individualizzazione e implicazioni operative e Temperamento al Nido – Modello recente

Tempo personale


Il ritmo attività-pausa tipico di un bambino.

Teoria della mente


La capacità di capire lo stato mentale dell’altro

Trasmissione verticale


Complesso di conoscenze che l'educatrice può trasmettere al bambino (con riferimento alle dinamiche relazionali che il bambino sviluppa durante le attività all'asilo nido).


U


Uscita


Routine di passaggio dall’ambiente dell’asilo nido a quello familiare. Sinonimi: Commiato, Ricongiungimento, Saluto, Momento del saluto (poco usuale)


V


Vizio


Comportamento messo in atto nei confronti del bambino senza che questo lo richieda. In altre parole, la risposta ad un bisogno manifestato dal bambino non “lo rende viziato”.


W


X


Y


Z


Zona Prossimale di Sviluppo (ZPS)


Insieme delle funzioni del bambino non ancora sviluppate per il cui sviluppo è determinante il sostegno dell’educatrice. Termine coniato da Vigotskij.


Progetto Asilo Nido & Social