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Osservazione al Nido – Metodi e strumenti

Osservazione al Nido – Metodi e strumenti

In quest’articolo proporremo alcune riflessioni sui metodi e sugli strumenti per l’osservazione più comunemente a disposizione delle educatrici negli asili nido. In particolare vedremo il metodo dell’osservazione partecipe e gli strumenti delle checklist, delle griglie di osservazioni e le registrazioni multimediali.
Infine proporremo anche alcune riflessioni utili per l’osservazione dei bambini nella loro quotidiana attività da parte delle educatrici di asilo nido. L'articolo è stato curato dalla dottoressa Milena De Giorgi, partendo da una serie di riflessioni createsi all'interno del nostro gruppo di lavoro.

Metodi e strumenti per l’osservazione al Nido – Importanza

L’osservazione è di fondamentale importanza per il lavoro delle educatrici di asilo nido, quindi è opportuno riflettere attentamente sugli strumenti e sui metodi che la contraddistinguono. Una prima distinzione delle due tipologie principali dell’osservazione, spontanea (occasionale) e sistematica, è descritta assieme alla definizione in Osservazione al Nido - Definizione e tipologie. In tale articolo abbiamo visto che l’osservazione più adatta alle situazioni in asilo nido è quella sistematica, per cui in seguito ci occuperemo solo di questa.

Metodi di osservazione in asilo nido

I metodi per l’osservazione sistematica più comunemente usati dalle educatrici negli asili nido italiani sono l'osservazione diretta e quella partecipe.
Ciò soprattutto perché essi non richiedono strumenti o dispositivi particolari, come ad esempio le videocamere, e sono facilmente attuabili da ogni educatrice dopo una idonea formazione.
Vediamoli in dettaglio.


Clicca per visualizzare i metodi per l’osservazione sistematica:

1. Osservazione diretta

1. Osservazione diretta

L’osservazione diretta è ottima per misure quantitative; essa in genere si basa sull’uso, semplice ed immediato, di checklist (ad esempio: intensità, frequenza, durata del tale tratto comportamentale o del fenomeno).
Tali checklist per gli asili nido sono spesso brevi e possono solitamente essere compilate durante l’osservazione stessa, senza quindi ricorrere alla memoria delle educatici o alla annotazione di esempi; un esempio di tali checklist è in  Checklist di Osservazione – Attaccamento sicuro in Inserimento al Nido.

L’osservazione diretta negli asili nido è molto utile per:

  • Prendere decisioni su base oggettiva
  • Comunicare dati statisticamente significativi, quali valutazioni sullo sviluppo, attraverso l’uso di scale appropriate (ad esempio, checklist basate sulle tavole di K. Beller o sulle tabelle di sviluppo usate nel proprio asilo nido).
  • Ridurre il carico di lavoro dell’equipe nella fase di analisi e discussione

2. Osservazione partecipe

2. Osservazione partecipe

Come ora vedremo, l’osservazione partecipe ben si adatta alla raccolta di dati qualitativi. L’osservazione partecipe è definita tale in quanto l’osservatore esprime, nelle proprie osservazioni, la consapevolezza di essere “filtro attivo” di quanto osserva e registra. In altre parole, “partecipe” si riferisce al fatto che ciò che l’educatrice osserva è “filtrato” da quanto l’educatrice conosce, pensa, si aspetta, ecc.

Nota. “Partecipe” non si riferisce all’educatrice come parte attiva nella situazione educativa in esame; quest’ultimo tipo di osservazione è definita “partecipante”.

È possibile quindi considerare l’osservazione partecipe non come una mera raccolta e descrizione di comportamenti, ma come un modo di comprendere:

  • Le esperienze e i bisogni emotivi del bambino
  • La percezione della qualità educativa dell'ambiente in cui si osserva
  • La capacità di chi osserva di entrare in contatto con i propri stati mentali e acquisirne consapevolezza con riferimento a quanto osservato

In altre parole, l’educatrice osserva e descrive ciò che vede e ciò che pensa e prova di quello che vede, cioè esplicita il suo personale “filtro” (vedi nota successiva).

Dal punto di vista delle educatrici di asilo nido, l’osservazione partecipe è semplice da applicare e non richiede una lunga formazione; indispensabile è la definizione di alcune regole iniziali, condivise con il gruppo di lavoro, e la costante attenzione al proprio “filtro”.
Nota. Sviluppare consapevolezza dei propri filtri e di come questi influenzino l’osservazione e il proprio operato può essere svolto in discussioni con il gruppo di lavoro, o con formazione specifica.

L’osservazione partecipe si attua solitamente in forma descrittiva (narrativa), in quanto questa forma ben si adatta a tale uso.
In particolare, essa in genere si basa su registrazioni diaristiche, da parte delle educatrici, di quanto accade negli asili nido. Tali registrazioni diaristiche comprendono quindi aspetti sia biografici sia autobiografici (cioè dell’educatrice), e hanno il vantaggio di permettere un maggior coinvolgimento delle educatrici rispetto ad altri tipi di osservazioni.
Di contro, le registrazioni diaristiche (pur semplici) possono essere dispendiose in termini di tempo ed energie; inoltre è più difficile usarle per decisioni puntuali e per avviare discussioni nel gruppo di lavoro su basi oggettive. Per ovviare in parte a tali aspetti negativi, è consigliabile l’uso di griglie di osservazione (vedi dopo).

Tra le forme di registrazione diaristica un buon esempio è il diario di bordo, ben noto ed usato da tempo in campo scolastico (vedi dopo).

L’osservazione partecipe negli asili nido è molto utile per la comunicazione dei dati non statisticamente significativi, quali gli aspetti qualitativi, attraverso uno stile descrittivo e diaristico.
I risultati di tali osservazioni sono facilmente inseribili nella documentazione dei bambini frequentanti gli asili nido, e sono un ottimo aiuto nelle comunicazioni con i genitori e con le colleghe.

Naturalmente è possibile combinare, in modi diversi per asili nido diversi, l’osservazione diretta con quella partecipe. È possibile ad esempio utilizzare delle checklist per alcuni aspetti e integrarle successivamente nel diario. Tali combinazioni possono essere previste in un apposito piano delle osservazioni.

In alcuni asili nido, gran parte delle osservazioni sono effettuate, raccolte e registrate dalla coordinatrice psicopedagogica. In questi casi, l’osservatrice (già nota ai bambini) cerca di “mimetizzarsi”, di “far parte della tappezzeria”, evitando nel limite del possibile le interazioni durante l’osservazione (ad esempio, se i bambini la coinvolgono, ella risponde ma non promuove né da seguito alle interazioni). In questo caso si ha un’osservazione partecipe con un ruolo “non direttivo” dell’adulto (cfr. Corsaro, 1997; Corsaro e Molinari, 1990).

Diario di bordo

Nel diario di bordo sono annotati quotidianamente obiettivi, procedure, annotazioni sulle attività e osservazioni compiute sui bambini, i loro comportamenti e i loro progressi, ecc. Sono facilmente inseribili foto e (con po’ di pratica al computer) file multimediali; ad esempio, un piccolo video dei primi passi del bambino. È ovviamente indispensabile che il diario di bordo sia costruito partendo da una traccia comune definita, scelta e condivisa in maniera intenzionale dal gruppo di lavoro e ben conosciuta e applicata da tutte le educatrici.
Spesso tale annotazione quotidiana di tutto ciò che avviene in merito allo sviluppo del bambino è definita “osservazione di tipo diaristico”.

Nota. Importanza della osservazione partecipe e filtro personale

Importanza della osservazione partecipe e filtro personale

Abbiamo visto che la caratteristica tipica della osservazione partecipe è che l’educatrice osserva e descrive tutto ciò che vede e tutto ciò che pensa e prova di quello che vede, cioè esplicita il suo personale “filtro” . Questo filtro è costituito da:

  • Bias personali (temperamento, carattere, conoscenze e competenze)
  • Bias del proprio vissuto (ad esempio quelli relativi alle esperienze con i propri figli)
  • Bias culturali, sociali, ecc.
  • Effetto “alone" (cioè l'osservatrice è influenzata da impressioni o conoscenze precedenti, ad esempio dal comportamento di un bambino “quasi simile” a quello di un altro)

Proprio l’esplicitare questo filtro personale, in particolare tramite confronti e discussioni in riunioni del gruppo di lavoro delle educatrici dedicate all’analisi di quanto osservato, permette di:

  • Valutare l'attendibilità di un'osservazione
  • Mitigare l’effetto di questo filtro sui dati e sulle decisioni

Si osservi, a tal proposito, che una vera osservazione non partecipe è ottenibile solo in situazioni di laboratorio (ad esempio, con specchi unidirezionali e videocamere), chiaramente avulse dalla quotidianità degli asili nido.

L’osservazione diretta con checklist (punto 1) cerca di ridurre l’impatto del “filtro” personale, focalizzando l’educatrice sugli aspetti puntuali del comportamento in esame.

Strumenti di osservazione in asilo nido

Riportiamo brevemente tre strumenti per l’osservazione sistematica a disposizione delle educatrici di asili nido.
Altri strumenti di raccolta dei dati per l’osservazione in asilo nido sono in  Osservazione al Nido - Raccolta dei dati.


Clicca per visualizzare gli strumenti dell'osservazione sistematica:

1. Checklist

1. Checklist

Le checklist consistono in una serie di domande preselezionate per la rilevazione e misurazione specifica di uno o più comportamenti del bambino, cui si risponde in maniera prefissata (sì / no, dando un valore da 1 a 5, ecc.). Spesso sono una sintesi di una scala presente in letteratura, espressa in forma di domande.
Le checklist sono veloci da usare e ottime per osservare e valutare in maniera quantitativa.

Possono inoltre essere applicate “al volo”, ad esempio durante la situazione educativa in essere (si pensi ad una checklist appesa alla porta della sezione, o contenuta in un taschino dell’educatrice). Le checklist sono di solito in formato cartaceo.
Alcuni esempi di checklist presentate da Progetto Asilo Nido sono:

2. Griglie di osservazione

2. Griglie di osservazione

Le griglie di osservazione sono utili per semplificare e rendere più omogenea la raccolta di dati qualitativi ottenuti con l’osservazione descrittiva. Consistono in una serie di indicazioni di cosa osservare e annotare. Il modo in cui si decide di annotare è solitamente deciso in seno al gruppo di lavoro.
Un esempio di griglia di osservazione è in Griglie per osservazione al Nido - Inserimento.

3. Registrazioni multimediali

3. Registrazioni multimediali

Le registrazioni multimediali (audiovideo), sebbene economicamente più sostenibili al giorno d’oggi rispetto ad alcuni anni fa, spesso necessitano di una minima formazione iniziale e di tempo dedicato specificamente al loro montaggio e visione. Ciò nonostante, se ben inserite nella realtà dei singoli asili nido (ad esempio, non lasciate “in carico” ad un’unica educatrice), possono dimostrarsi comode e veloci, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di riproduzione, documentazione e comunicazione con le altre educatrici e con i genitori.

Le registrazioni multimediali sono però meno utili per l’analisi del proprio “filtro” percettivo.
Per quanto riguarda la raccolta di dati quantitativi, è possibile ipotizzare la visione di quanto registrato in seno al gruppo di lavoro e la contestuale analisi dei dati; purtroppo però questo metodo è molto dispendioso in termini di tempo.

Piccoli videoclip, ripresi ad esempio con i moderni cellulari, possono essere messi nel sito del Servizio, in un’apposita area accessibile solo alle educatrici. In tal modo la loro condivisione può essere fatta anche prima della riunione dell’equipe educativa, e può coinvolgere anche le educatrici eventualmente assenti per malattie, ecc.
Parte di tali filmati possono costituire una documentazione rivolta alle famiglie, che abbiamo visto essere molto apprezzata.

È indubbio comunque che lo strumento principe dell’osservazione in asilo nido rimane ancora la “carta e penna”, sia per la compilazione delle checklist, sia per prendere note al momento.


Riflessioni per una osservazione in asilo nido

Proponiamo ora un paio di riflessioni pratiche sull’osservazione dei bambini da parte delle educatrici di asilo nido.

Osservazione a segmenti

L’osservazione (e la registrazione) in maniera pedissequa dell’intera quotidianità degli asili nido è dispendiosa, in termini di energie, per le educatrici coinvolte.
Dato che i comportamenti dei bambini negli asili nido tendono a ripetersi nel breve periodo, è possibile concentrarsi su “segmenti” di vita dei bambini negli asili nido ogni giorno diversi, operando in modo da ritornare ciclicamente sugli stessi “segmenti”. Questo è un metodo interessante per quelle osservazioni che mirano a raccogliere dati su aspetti particolari del comportamento o dello sviluppo.

Tali segmenti possono riguardare brevi situazioni strutturate (ad esempio, durante una specifica attività o durante una delle usuali routine degli asili nido), un intervallo di tempo (ad esempio dalle 11 alle 11.30, oppure i primi dieci minuti di una nuova attività oppure ogni 10 minuti in asili nido caratterizzati dai “centri di interesse”, ecc.), momenti particolari (ad esempio: fasi di inserimento, ingresso-accoglienza, uscita, merenda).
Naturalmente, in casi particolari l’osservazione sarà più mirata ad un campione (ad esempio: le interazioni tra due gruppi di bambini disetanei) o addirittura a singole diadi di bambini (ad esempio: osservazione di un bambino con possibili difficoltà relazionali).

Scelta della scala appropriata

Nel caso si voglia esaminare quantitativamente qualche obiettivo specifico (ad esempio lo sviluppo di relazioni, il tempo di attenzione dedicato ad un gioco), converrà scegliere la scala di valutazione più appropriata. Di solito, la scelta delle scale e la definizione dei momenti in cui effettuare tali osservazioni mirate, essendo strumentale all'osservazione stessa, è discussa e condivisa nell’elaborazione del progetto educativo.

In tal modo è possibile inserire l’osservazione come elemento fondante del progetto educativo (e non solo come strumento di valutazione dello stesso) e come componente integrante del programma didattico connesso.

Bibliografia

Corsaro, W. A. (1997). The Sociology of Childhood. Pine Forge Press , Thousand Oaks.
Corsaro, W. A. e Molinari, L. (1990). From seggiolini to discussione: the generation and
extension of peer culture among Italian pre-school children. International Journal of Qualitative Studies in Education 67 , pp. 1-26.

Articoli collegati

Per una riflessione sulla definizione di osservazione e una sua analisi, vedi Osservazione al Nido - Definizione e tipologie.
Per una riflessione sulla raccolta e registrazione dei dati raccolti all'asilo nido, vedi  Osservazione al Nido - Raccolta dei dati.
Alcuni esempi di checklist presentate da Progetto Asilo Nido sono in Checklist di Osservazione – Attaccamento sicuro in Inserimento al Nido e Checklist di Osservazione – Problemi nell’Attaccamento sicuro al Nido.
Un esempio di griglia di osservazione è in Griglie per osservazione al Nido - Inserimento, altri due esempi sono in  Osservazione al nido - linee guida per osservazione descrittiva.

Conclusione – Osservazione negli asili nido

In questo articolo abbiamo proposto alcune riflessioni su i più comuni metodi e strumenti di osservazione sistematica dal punto di vista delle educatrici e della loro quotidiana attività negli asili nido. In particolare abbiamo visto l’uso di: a) osservazione diretta basata su checklist; b) osservazione partecipe basata sul diario di bordo o altre registrazioni diaristiche. Abbiamo poi evidenziato alcuni aspetti dei “filtri” personali di ciascuna educatrice, che devono essere presi in considerazione quando il gruppo di lavoro decide di usare l’osservazione partecipe. Abbiamo proposto brevemente i tre principali strumenti di osservazione a disposizione delle educatrici: a) Checklist, molto veloci e facili da usare, utili per dati quantitativi; b) Griglie di osservazione, utili per le osservazioni descrittive-narrative; c) Registrazioni multimediali, facilmente trasformabili in documentazione apprezzata dai genitori. Infine abbiamo proposto alle educatrici due brevi riflessioni sul metodo della segmentazione delle osservazioni al nido e sulla scelta di una scala appropriata, strumentale ai dati utili da raccogliere per il proprio lavoro.


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